Storie da ridere e da piangere This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with almost no restrictions whatsoever You may copy it give it away or reuse it under the terms of the Project Gutenberg License included with this eBook or online at httpwwwgutenbergorglicense Title Storie da ridere e da piangere Author Ercole Luigi Morselli Release Date October EBook Language Italian Character set encoding UTF START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK STORIE DA RIDERE E DA PIANGERE Produced by Carlo Traverso Claudio Paganelli Barbara Magni and the Online Distributed Proofreading Team at httpwwwpgdpnet This file was produced from images generously made available by The Internet Archive Storie da ridere e da piangere Vive memor leti DEL MEDESIMO AUTORE Orione Glauco tragedie L E L MORSELLI STORIE DA RIDERE E DA PIANGERE NOVELLE MILANO Fratelli Treves Editori Sesto migliaio PROPRIETA LETTERARIA I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per tutti i paesi compresi la Svezia la Norvegia e lOlanda Tip Fratelli Treves INDICE LOSTERIA DEGLI SCAMPOLI LELEFANTE LA BEFANA DI BACICCIA ITALIEN LIEBE BLUT LAEROPLANO LA DONNARAGNO LA VITA E ALLEGRA IL CAVALIER ALLEGORIA LOSTERIA DEGLI SCAMPOLI Dove puo rifugiarsi la felicita Eppure ho veduto poca gente piu felice di quella Me li ricordo bene in quel torrido febbraio bonaerense dalla mattina alla sera sotto una gran tenda bianca a righe rosse attorno a quattro tavole cariche di bicchieri fuori di quella piccola ma celebre Osteria degli Scampoli che poi fini bruciata con tutta lisola di casupole di legno sgangherate nel gran rogo dun enorme deposito di catrame vicino a specchio dellacqua grassa e filigginosa del porto Non erano uomini erano resti duomini Poco o molto della loro carne era gia sotterra ma glie nera rimasta tanta da poter mangiare bere digerire ridere e bestemmiare scampati miracolosamente alle carezze dei magli dei repulsori degli ingranaggi delle ruote delle locomotive affettati nei piu strani e crudeli modi ma liberati anche per sempre dalla pesante croce del lavoro e dei doveri sociali vegetavano allegramente li su quelle panche appuntellati con le loro gruccie agitando i loro moncherini veri scampoli della grande merceria umana come li aveva battezzati loste filosofo Questoste era un marchigiano calafato un tempo che aveva avute spezzate le due braccia da un argano a CapeTown La CastleLine glie le aveva pagate in contanti sterline in ragione di cento luna e lui aveva subito venduto i ferri del suo vecchio mestiere e sera imbarcato nel primo piroscafo per Buenos Aires col gruzzolo la poca roba e una certa sua pallottola di moglie che vedeva il mondo non gia roseo bensi addirittura rubicondo come la sua propria faccia e rideva anche dormendo Ma anche la ossuta e adusta faccia di lui riluceva lasciando la terra dAfrica poiche il sogno di tutta la sua vita di emigrante era raggiunto poteva finalmente aprire unosteria alla Boca di Buenos Aires dove aveva fatto la fame per due lunghi anni Nera partito disperato e ora ci ritornava capitalista Senza braccia si ma a che servono le braccia a un capitalista Per contare i quattrini gli sarebbero bastati gli occhi per farli cadere dentro il cassetto del suo banco da oste gli sarebbero bastati i suoi complessivi quaranta centimetri di moncherini che gli sbucavano dalle maniche rimboccate della sua giacchetta simiglianti con la loro cucitura fresca a due germanici salami doca Del resto egli si sarebbe serbato la parte direttiva dellimpresa due bei bracciotti grassi e robusti al servizio del suo cervello di aspirante milionario li avrebbe sempre avuti erano quelli della sua ridente pallottola che egli soleva chiamare inglesemente Bullet e amava ora come non aveva amato mai Poiche quella sciagura delle braccia doveva aver anche richiamato sulla singolare coppia una nuova luna di miele anzi addirittura un plenilunio di miele Un ebreo polacco commerciante di oggetti di gomma e schiave bianche il quale sera trovato a fare il viaggio da CapeTown a Buenos Aires sullo stesso vapore mi raccontava che era stato commosso fino alle lacrime da questo idillio di nuovo genere durato ventiquattro giorni ininterrotti Fosse la compassione materna per quel povero diavolo che aveva ormai bisogno di essere vestito e imboccato come un bambino dun anno fosse laspetto nuovo e quasi favoloso che davano a suo marito quelle duecento sterline cucite intorno alla pancia in una ventriera di tela da barche certo e che Bullet non aveva distolto un solo istante gli occhi amorosi dal suo Otello Otello cosi si chiamava lui stava tutto il giorno sul castello di prua comodamente disteso sopra una seggiola pieghevole che Bullet aveva voluto comprargli con i suoi segreti risparmi di pettinatrice mangiava beveva fumava la pipa costruiva il suo avvenire guardando fisso nel mezzo delle nuvole passava beatamente dal monologo al sonno sicuro che la sua Bullet non lasciava il suo posto di guardia seduta sopra una gomena davanti alla sua preziosa pancia cinta della loro fortuna Per imboccarlo Bullet veniva a sedersi ridendo sulle sue ginocchia soffiava sulla minestra lassaggiava prima di dargliela come una buona mamma gli mondava le banane gli vuotava in corpo numerosi bicchieri di vino Finito di mangiare parlavano e ridevano un buon poco rimanendo cosi lei seduta sulle ginocchia di lui parlavano del loro avvenire che egli costruiva anno su anno con un progressivo sfoggio di fantasia milionaria che dava le vertigini alla ridente pallottola di ciccia Quando Otello sera esaurito puntava contro la sua Bullet i suoi due moncherini ed essa ci si buttava in mezzo ridendo e baciandolo sul viso Allora sottovoce per non essere udito egli le diceva Tiemmi di conto sai Bullet perche il tesoro vero non e quello che ci ho intorno alla pancia e quello che ci ho nel cervello Vedrai tra dieci anni duecento sterline te le voglio mettere allorecchio a te E Bullet stralunava gli occhi dal gran gusto Una volta il mio ebreo polacco colse non visto questaltro brano di idillio Bullet carezzando la testa e il collo bruno del suo Otello gli sussurrava dolcemente Ti ricordi quando mi dicevi Se tu mi tradissi io farei come quellaltro Otello ti strozzerei E adesso sentiamo un po se ti tradissi che cosa mi faresti E qui una gran risata Dal modo come Otello aveva guardato la sua cicciuta Desdemona si capiva bene che da tempo immemorabile non aveva pensato ad una simile possibilita tuttavia bestemmio torvamente per dare una intonazione terribile alla sua prossima risposta e finalmente disse Adesso ti mangerei tutta come un lupo Ah sempre lui il mio Otellino aveva strillato la donna quanto mi piaci E gli aveva appiccicato due improvvisi baci sugli occhi ancora minacciosi si che lui aveva dovuto chiuderli e ridere Cosi erano arrivati a Buenos Aires E prima ancora che egli avesse trovato quella tale osteria da rilevare che facesse al caso suo gli seran messi dintorno per naturale gravitazione cinque o sei storpiati come lui non dalla natura ma dalle piu svariate applicazioni meccaniche del genio umano Questi erano tutti pensionati delle ferrovie delle compagnie di navigazione delle assicurazioni delle societa di mutuo soccorso e cosi non avevano preoccupazione maggiore di quella del buon vino e gli promisero di strascinarsi dietro tutti gli storpi della capitale purche il vino fosse sincero e losteria fosse in qualche modo intitolata a loro Per incominciare laffare fu giudicato ottimo dalloculato Otello e in una notte di veglia febbrile il nome lo trovo Osteria degli Scampoli Questa mite ironia senza rimpianto fu approvata alla unanimita si giudico incapace di turbare lallegria e la sete degli avventori e nel medesimo tempo capace di molto richiamo Quando io la vidi per la prima e per lultima volta in quel lontano febbraio lOsteria degli Scampoli aveva sei mesi di vita ed era nel suo piu bel rigoglio Dalle otto della mattina alle due della notte la instancabile Bullet ruzzolava dentro e fuori da una tavola allaltra pronta a ogni chiamata con gli occhi e il sorriso sempre dovunque aiutata appena da un garzoncino di dieci anni azzoppato in verita per il vizio che aveva di stuzzicare la coda dei cavalli del porto ma reclutato con entusiasmo come ultima pennellata al suo capolavoro dal nostro Otello il quale troneggiava seduto dietro il banco con la sua pipa in bocca per tutte le dieciotto ore che la sua osteria stava aperta Sera sbiancato ora in faccia e sera ingrassato a vista docchio Una volta che Bullet gli disse Eri piu bello prima Otello rispose gravemente Ogni stato sociale ha la sua estetica mia cara Da calafato ero bello perche somigliavo a unascia ma il capitalista per esser bello deve assomigliare a un salvadanaio Non si muoveva mai dal suo banco come ho detto ma soltanto ogni sabato andava a depositare al Banco Espanol del Rio de la Plata gli introiti della settimana Ci andava solo perche teneva straordinariamente a bastare a se stesso in tutto cio che era amministrazione della sua azienda A tale scopo aveva imparato a conteggiare e a firmare tenendo la penna con la bocca Bullet alle undici precise di ogni sabato mattina gli spegneva la pipa gli metteva il denaro contato nella tasca interna del panciotto ben incartato in un pezzo di giornale gli riabbottonava panciotto e giacca ed egli usciva per fare sempre a piedi il lunghissimo tragitto che lo divideva dalla famosa esquina delle Banche Unora di andata penosa e circospetta Unora di ritorno tutta fischiettata e cantarellata Laveva sempre passata liscia non gli era mai toccato nessun incontro ma in ogni caso da che aveva perduto le braccia da buon filosofo che egli era aveva riposto una fiducia illimitata nella potenza delle sue gambe e soleva dire Io non ho paura con un calcio ne stendo in terra quattro Il sabato dunque dalle undici fin verso le due Bullet rimaneva sola a reggere le sorti dellazienda come le diceva Otello prima di uscire agitando paternamente il moncherino Secondo le prescrizioni non avrebbe dovuto abbandonare per nessuna ragione al mondo il banco lasciando sbrigare tutto il servizio dal ragazzino zoppo Ma aime la buona pallottola non comprendeva questi alti precetti resisteva forse una mezzoretta rigirandosi sulla sedia maritale come se ci avesse avuto sotto le spine ma poi agli insistenti richiami di quei suoi allegri avventori ruzzolava giu dal suo trono e ricominciava a ballonzolare tra le tavole come al solito fermandosi ora qua ora la a chiacchierare e a ridere Ruzzolava piu presto se la chiamava Peppino e le fermate che faceva alla tavola dovera lui erano le piu lunghe ma questo non faceva meraviglia a nessuno perche Peppino era lanima il dio tutelare di quellosteria Arrivava la mattina verso le dieci sopra una comoda poltrona triciclo messa in moto dalle sue braccia sempre ben vestito benissimo pettinato coi baffi irreprensibilmente arricciati e profumati alla violetta la barba rasata sempre di fresco dimostrava meno dei trentanni che aveva nonostante le proporzioni erculee del suo collo del suo petto e dei suoi polsi La tavola dove si metteva lui in cinque minuti si riempiva di gente Ne raccontava di storie buffe Era stato atleta in un circo equestre per dieci anni e aveva visto tanto mondo e poi faceva certi giuochi di prestigio da rimanere a bocca aperta Le gambe glie le avevano niente di meno mangiate i pesci cani In mezzo allOceano si era gettato in mare dal piroscafo per salvare la figlia di un banchiere italiano che sera voluta uccidere Era riuscito miracolosamente a salvare la ragazza ma lui era stato issato a bordo che pareva una botte sfondata da tanto sangue buttava Il banchiere laveva assistito come un padre Appena giunti a Buenos Aires gli aveva comprato quella magnifica poltrona triciclo e gli aveva assegnato un mensile vitalizio che gli permetteva di bere vino in bottiglie e giocare ogni sera delle vere sommette Questo gioco della sera attirava ogni sorta di gente quattrinaia nellosteria di Otello e le bottiglie piu vecchie si vuotavano a dozzine e Otello il cui fiuto finanziario non fallava se gli avessero ridato le due braccia per portargli via Peppino avrebbe risposto No Un sabato dunque verso il tocco eravamo una diecina intorno a Peppino fuori dellosteria ci raccontava di quando in un cabaret di Parigi aveva vinto mille franchi di scommessa al re Leopoldo stendendosi in terra supino a dorso nudo e facendosi salire sul petto quattro ballerine e vassicuro che bisognava ridere per forza a sentirla raccontare da lui Bullet si doveva tenere addirittura la sua pancetta con le mani Ma in mezzo alle risate amiche si udi una voce secca secca dire No puede ser Ci rivoltammo linterlocutore era sconosciuto a tutti un basso spagnolo con un lungo soprabito giallo tutto sbrindellato un largo cappello di paglia annerito dalle intemperie i piedi calzati stranamente di rosa piantati con gran fierezza dentro due scarpe di corda Stava ritto dietro Peppino con la sigaretta in bocca e le mani in tasca Non puo essere ripete col suo pretto accento madrileno io sono dellarte sono atleta anchio atleta girovago perche si sa pur troppo che nel mondo vale la fortuna e non il merito ma sono uno dei piu forti atleti che abbia oggi la Spagna e si sa che la Spagna e la patria dei piu forti atleti del mondo Ebbene io posso garantire che ne io ne nessun altro atleta spagnolo puo fare un esperimento di questo genere Peppino lo guardava piu tranquillo di noi senza ombra di risentimento Quando ebbe finito gli disse Qual e il peso piu grosso che alzi Il mio peso da un quintale verificato e bollato in dodici concorsi col quale ho guadagnato le dodici medaglie doro dargento e di bronzo che loro possono ammirare sul mio petto E cosi dicendo lo spagnolo si sbottono con una sola stratta tutta la sua pelandrana e ci si mostro in maglia rosa e brachette di raso viola col petto trasformato in un vero medagliere E dove ce lhai questo peso domando Peppino Nella mia carrozza esclamo lo spagnolo presentandoci con un gesto solenne un orribile carretto a due ruote carico di ogni ben di Dio cui era attaccato un cavalluccio tutto pelo e ossi Portalo qua Lo spagnolo si levo la palandrana estrasse dal carretto due enormi palle infilate ai capi duna grossa sbarra di ferro e venne tentennante ma sorridente a gettarle ai nostri piedi facendoci balzare tutti sulle sedie per il contraccolpo Fammelo assaggiare disse Peppino e chinandosi sul suo triciclo e con la destra afferrato nel giusto mezzo il peso lo tenne per un momento sollevato con una facilita che preoccupo visibilmente lo spagnolo Se cosi come son ridotto senza gambe talzassi questo peso e te seduto sopra tutto di forza senza spinta perche ho le spalle appoggiate ci crederesti allora a quello che ho raccontato Allora si rispose lo spagnolo sorridendo incredulo Peppino si levo la giacchetta e la dette in custodia ad un ammiratore vicino poi si levo anche la camicia e mise al nudo un torso candido e gigantesco come quello di Ercole Bullet aveva smesso di ridere per guardare a bocca aperta A un tratto strillo Che bellezza di bracci per Diana E un pezzo che non vi sentite stringere la vita grido Peppino ridendo con tutti i denti Dite la verita che navete voglia duna strettarella eh birbacciona E aprendo le braccia Volete favorire Io ci sto di core Se vi sentisse Otello si limito a rispondere Bullet rimanendo pero li come tenuta dallincanto di quelle due braccia magnifiche Su Su la gran prova dicevano gli amici di Peppino E Peppino allora mise in tensione tutti i suoi muscoli e tenendo le braccia piegate contro il petto disse Avanti mettetemi il manubrio qua sulle mani Glie lo alzammo in quattro e glie lo mettemmo come aveva detto Le sue braccia non cedettero dun centimetro ma il triciclo ne parve sconfortatissimo Niente paura cigola ma non si rompe disse Peppino ridendo Qua a sedere signor spagnolo e attento allequilibrio Mentre lo spagnolo sali e si sedette agilmente sul lungo manubrio di ferro il pianto del triciclo raddoppio ma le braccia di Peppino stettero salde come di ferro massiccio E lascensione del peso con relativo atleta spagnolo incomincio subito lenta e sicura Lo sforzo era gigantesco gli occhi bianchi di Peppino sembravano galleggiare nel sangue lEracle di marmo in riposo sera trasformato in un Eracle di porfido sollevante Anteo Ad un tratto quando gia la vittoria era sicura ed era sempre una bella vittoria anche supponendo che il peso controllato e bollato dallatleta spagnolo fosse stato di cinquanta chili invece che di cento ecco si ode uno schianto secco e si vede il nostro Peppino abbassarsi di un palmo contro terra mentre lo spagnolo si getta impaurito sulle nostre spalle Il mozzo duna ruota del triciclo aveva ceduto Lo spagnolo riprese prontamente dalle mani di Peppino il suo peso e poggiatolo in terra per ritto e impugnatone il manubrio a mo di lancia volle stringere la mano di Peppino dicendogli solennemente Collega ora credo a tutto quello che hai raccontato e che racconterai saresti degno di misurarti col mio glorioso maestro Santiago Machacapulgas e piu non si puo dire Ma la sua voce reboante fu travolta dal clamore dei nostri evviva Peppino schizzava sudore e gioia da tutti i pori e il sudore gli colava giu a rigagnoli per le valli del suo vasto torace e la gioia la sfogava schiacciando tra le sue ogni mano che gli si tendeva e baciando a quattro doppi gli amici piu vecchi Quando fu la volta di Bullet che gli tese la mano tutta esultante ci fu tra quei due ritratti della salute un tale scambio di occhiate che Peppino credendo certo di meritarsi un tal premio per la sua vittoria se la tiro giu addosso le cinse la vita con le sue braccia formidabili e incomincio a baciarla di santa ragione La nuova vittoria sebbene piu facile della prima suscito un eguale scoppio di applausi Ma aime avevamo fatto i conti senza loste il quale in quel momento non visto da nessuno era sopraggiunto di ritorno dalla sua operazione finanziaria senza dir verbo aveva sfondato come un ariete il nostro cerchio plaudente e con pronta decisione cacciava avanti uno dei suoi vasti piedi dirigendolo sulle due teste colpevoli Fu un lampo Il piede arrivo a destinazione Ma quando Otello fece per ritirare il suo arto con levidente disegno di ripetere il colpo non gli fu possibile Bullet con uno strillo da maialetto impaurito era ruzzolata in terra poi fuggita via in bottega e quanto allo strumento della sua vendetta esso era stato fulmineamente e irrevocabilmente afferrato dalle mani di Peppino I due si guardarono in faccia Il faccione imperturbabile e ancora ridente di Peppino dimostrava apertamente il suo tranquillo piano di battaglia Sembrava dire Per conto mio non ti lascio il piede sino a che non ti son passati i bollori Invece la faccia grifagna di Otello dimostrava un farraginoso rimuginio interno in cui tutti i piu inverosimili disegni di difesa e di offesa venivano volta a volta accolti e scartati Ma il piano del gran Peppino non era sbagliato a lungo andare quella forzata posizione cicognesca non poteva non ricondurre nellanimo di Otello quella serena e profonda filosofia che gli aveva sempre appianato ogni scabrosita della vita Ti vien da ridere di la verita Otello gli disse Peppino Ancora no brontolo Otello Bada che siamo buffi pensaci un po bene Non vedi che questi poveretti dintorno non possono parlare perche gli scoppia la bocca dal ridere Otello sorrise Peppino scroscio e nacque una risata omericamente inestinguibile Quella sera vi fu gioco nutritissimo nellOsteria degli Scampoli Al tocco eran capitati per caso a bere sette o otto capitani inglesi e Peppino che sapeva linglese li aveva tirati nel gioco gia incominciato e le sterline correvano piu del solito sulle modeste tavole di Otello ed egli dal suo trono ne fremeva di orgoglio e ragionava forte tra se e se come non mai Io dopo aver regolarmente perduto quel poco che avevo in tasca ero solito accomodarmi alla prima tavola sotto il banco che a quellora era sempre vuota per schiacciare un sonnellino Tenevo moltissimo a quel sonnellino di mezzora perche quasi sempre sognavo di vincere Quella sera lho gia detto il monologo fioriva sulla bocca di Otello pero non era cosa facile intendere il senso delle sue parole in mezzo al vociare dei giocatori Ma e certo che poco prima di addormentarmi lo udii distintamente dire E sessantaquattro si riferiva a bicchierini di whiskey E quattro mazzi di carte E dodici banchi Trenta pesos di guadagno netto in tre ore Loro possono perdere laggiu ma io di quassu vinco sempre poco ma sicuro Le fortune si fanno cosi Questo si chiama aver occhio e bernoccolo dal primo giorno che lho conosciuto ho detto subito Questo Peppino sara la mia fortuna Veramente quellabbraccio proprio la in presenza a tutti e stata una mezza canagliata Mah Alla fin delle fini forse ha ragione lui la pipa mi son dovuto si o no adattare a farmela accendere da un altro Anche la moglie da qualcuno bisognera pur che me la faccia abbracciare LELEFANTE Ce una sola fatica della quale luomo civile non senta mai il bisogno di riposarsi ed e quella di occuparsi dei fatti del prossimo Infatti nelle stazioni climatiche e ai bagni di mare dove si va per riposare di tutte le altre fatiche nessuno pensa a riposarsi di quella Sotto questo aspetto la piccola tribu bagnante di pote dirsi veramente fortunata lestate scorsa perche ai consueti soggetti ormai tradizionali del luogo se ne aggiunse uno del tutto impreveduto e imprevedibile Si trattava di una enorme femmina piombata la in quel lembo di spiaggia adriatica come un bolide Di dove era venuta Nessuno lo sapeva Era scesa da un vagoneletto proveniente da Brindisi questo lo assicurava il giudice Cesti che aveva una passione atavica diceva lui per vedere arrivare i treni Da cio e dallaver essa con se una piccola serva di pelle bruna ed un mostruoso bulldog con i quali conferiva in inglese il medesimo giudice aveva indotto che essa provenisse sic dalle Indie Senonche il professor Percossi insegnante locale di storia e geografia era pronto a scommettere qualunque bibita sostenendo che quella piccola negra era di razza australiana e che percio la padrona doveva venire dallAustralia Ogni volta che il giudice e il professore si trovavano di fronte era battaglia dichiarata La conclusione era sempre una non si sapeva donde quellenorme bolide carnoso fosse caduto ne chi fosse Appena giunta era salita sullomnibusautomobile dellAlbergo dei Bagni il migliore albergo del luogo dove ella si era scelta la piu bella e costosa camera con salotto lasciando in portineria un nome che poteva benissimo anche essere il suo Miss Mary Rudge Ma se ne sapeva quanto prima Il fatto che fosse miss non meraviglio nessuno tanto coloro che la giudicavano un giovanissimo fenomeno vivente quanto coloro che le regalavano quarantanni buoni tutti si trovavano daccordo nel crederla destinata ad una eterna verginita tutti perfino il biondissimo trentenne conte Saturni che sera di fresco sposata una signora di sessantaquattranni e senza un occhio per trecentomila lire di dote perfino due elegantissimi disperati gia noti rivali del sullodato conte i quali poi sia detto in segreto si sottoponevano ad acrobatici appostamenti per riescire ad essere notati dalla enorme miss Si perche in mezzo a tanto buio cera una cosa chiara miss Mary Rudge doveva avere di molti ma di molti denari e questo punto indiscutibile era anche quello che esasperava tanto la curiosita di tutti Figuratevi che arrivata nei primi giorni di luglio mentre ferveva sulla spiaggia il lavoro per la costruzione dei capanni municipali e privati essa ne aveva provocato limmediato arresto pretendendo che le si erigesse in quattro e quattrotto un robustissimo capanno a due piani circondato di un ampio recinto di rete metallica arredato del necessario per potervi dormire e mangiare e validamente munito contro le intemperie Ebbene in soli cinque giorni tutto fu pronto A tutti i vecchi del paese sembro un miracolo e si seppe subito che esso era dovuto ad una inaudita pioggia di sterline Cosi dopo cinque giorni la nostra miss pur non cessando di tenere per suo conto la migliore camera dellalbergo aveva preso regolar possesso della sua singolare abitazione Si raccontavano i particolari del collaudo e se ne facevano gran risa I due maestri carpentieri avevano passato un brutto quarto dora seguendola nella sua prima visita Le piu imprevedute e dolorose voci nascevano da ogni parte quasi ogni fibra del legno implorava pieta al suo passaggio Ma poi come a Dio piacque la cosa aveva avuto buon fine la miss aveva detto all right e aveva pagato Da quel giorno nessun piede profano pote piu oltrepassare il recinto e il luogo si chiamo come laveva battezzato un giovane e allegro falegname mazziniano per la pelle che faceva allamore con la serva del giudice la casa dellelefante Vorrei pero che laveste veduta ritornare dalla sua lunga passeggiata meridiana la miss gigantesca ansante e sudante coperta dun immenso accappatoio grigio con la testa riparata da un piccolissimo ombrellino rosso accompagnata dalla giovane servetta negra bassa e magrissima seguita ai calcagni dal fedele bulldog il quale specie nelle giornate di vento scompariva tutto sotto il nuvolo di rena alzato dal poderoso passo del pachiderma Scusate Era cosi viva la rassomiglianza che proprio involontariamente Quella passeggiata forse lavrete subito indovinato non era se non una delle quotidiane torture alle quali la povera miss si sottoponeva con altrettanto quotidiana fiducia era un numero di quei vorticosi programmi di cure dimagranti nei quali lAmerica del Nord e cosi grande maestra I piu sperimentati caccianasi del luogo non potendo far altro si dedicarono a compilare e a divulgare un particolareggiato resoconto della giornata dellelefante Alle sei della mattina la levata alle sette un bagno di unora a nel vicino stabilimento idroterapico alle otto e mezzo in punto la pesatura Questa funzione delicatissima e importantissima si compiva in una saletta terrena dellAlbergo dei Bagni dove era stata verificata e rinverniciata appositamente una vecchia stadera automatica Il cassiere dellalbergo in persona allapparire della miss lasciava il suo scanno chiudeva a chiave il suo piccolo ufficio e fattole un profondo inchino la precedeva nella stanza della pesatura si levava di tasca due soldi e attendeva con solennita tenendoli alti e bene in vista vicino alla bocchetta pronto a gettarveli nel momento stesso in cui la piccola piattaforma incominciava a tremare sotto il primo colpo di piede dellelefante Li per li la lancetta sembrava impazzita sotto gli occhietti trepidanti della miss andava tornava si dibatteva finche trovava riposo la verso i o i chilo piu chilo meno Per noi chilo piu chilo meno non gia per lei poveretta Una differenza di due ettogrammi bastava a far scintillare il suo massiccio volto di gioia o a disegnarvi una smorfia che la faceva improvvisamente rassomigliare al suo cane Gioia e dolore erano sempre muti e ci voleva un vecchio e appassionato amante delle bestie qual io mi vanto dessere per commuoversi Dopo la pesatura cera la passeggiata lungo la spiaggia la quale durava esattamente quattro ore dalle nove al tocco dopo mezzogiorno La partenza e il ritorno si effettuavano in mezzo alle piu varie manifestazioni di allegria di tutti i gruppi di bagnanti davanti ai quali la paziente miss era obbligata a passare Al tocco preciso giungeva il ragazzo dellalbergo con due portapranzi e un cestino colmo di frutta Il cestino rappresentava il vitto giornaliero della piccola negra I due portapranzi erano uno per il cane uno per lelefante Mentre la serva rosicchiava le sue frutta durante tutta la giornata tanto il cane che lelefante divoravano in un attimo tutto il loro pranzo uno di fronte allaltro e non rimangiavano piu fino al tocco del giorno dopo E quello del cane era almeno un vero e proprio pranzo da cristiani ma quello della povera miss era semplicemente diabolico Mezzo chilo di filetto arrostito affogato nella salsa di senape sei torli duovo che essa sbatteva crudi in quattro dita di autentico rum Jamaica e ingoiava tutti dun fiato Per chiudere un gran limone da mangiarsi a fette I camerieri del Ristorante dei Bagni comunicavano a tutti i clienti questa lista con la medesima aria con la quale i guardiani dei giardini zoologici informano i visitatori sul vitto delle belve Del resto in tutto e per tutto la povera miss era ormai considerata niente piu che un raro esemplare di qualche specie creduta scomparsa e ognuno avrebbe giurato che quellanimale sebbene somigliasse approssimativamente ad una donna dovesse essere assolutamente incapace di pensare e sentire come pensano e sentono le nostre donne Basta unocchiata per definirla unapatica tipica sentenziava il giudice per dimostrare la sua dimestichezza con le piu recenti scoperte della criminologia Si si finche fa di queste cacofonie padronissimo ma la negra e australiana glielo dico io Letnologia non e unopinione ribatteva sistematicamente il professore Le signore specialmente quelle magre facevano faville per la felicita in ogni lazzo in ogni elaborata freddura del sesso maschile contro quei poveri innocui chilogrammi esse vedevano un inno ai loro ossetti snodati una sconfitta definitiva delle loro amiche grassocce Una sera ad una festa una di quelle compassionevoli feste da piccole stazioni balnearie per le quali nessuno vuol cavar soldi e in cui il miglior divertimento e quello di criticare chi ha sudato per organizzarle dinanzi a molte graziose signore nonche al giudice Cesti al professor Percossi e a quei due bellimbusti cacciatori di doti arrischiai una timida ipotesi suggeritami da un attento esame degli occhi della miss al quale esame da qualche giorno mero dedicato con paziente amore E se dentro a quellenorme sacco di carne e di grasso battesse un piccolo e tenero e romantico cuore di donna in tutto e per tutto simile a quello che voi signore ci mostrate attraverso i vostri sacchetti deliziosamente diafani e profumati Allora essa sarebbe sacra a un grande dolore e forse i suoi occhi lo dicono per chi sa leggervi dentro Passato il primo stordimento un urlo selvaggio usci da quei teneri cuoricini che mi circondavano e mi tronco la parola sulle labbra Se invece dessere ad una festa fossimo stati nel centro dellAfrica non mi avrebbero troncato soltanto la parola Il giudice Cesti si limito ad abbozzare un sottile sorriso da uomo che la sa lunga e non la beve Il professor Percossi invece sembrava preso da un accesso di epilessia tanto rideva I due giovanotti soltanto mi guardarono contemporaneamente con un infinito senso di gratitudine Debbo confessarvi che quando arrischiai la mia ipotesi io ne ero tuttaltro che entusiasta gia e straordinariamente raro che io prenda a cuore le mie opinioni ma quellaccoglienza cosi ostile scosse imprevedutamente il mio amor proprio Io sono sicuro di quel che ho detto gridai posso leggere in quellanima come in un libro aperto vedrete I fatti mi daranno ragione Mi avvidi io stesso di averla detta grossa Tanto piu che i due giovanotti di dorate speranze sembrarono aver prese le mie parole come un complimento o meglio un augurio diretto a loro e dimostrarono cosi ridicolamente la loro compiacenza arricciandosi ambedue i baffi e poi subito accomodandosi ambedue il nodo della cravatta che un riso irresistibile sfrenato pazzesco simpossesso di tutto il gruppo che mi circondava allargandosi anche minacciosamente a tutto langolo della sala A mente fredda pensai ammettendo anche che io non mi fossi sostanzialmente ingannato nel giudicare unanima femminile il buon elefante sarebbe placidamente partito di li a quindici o venti giorni nessuno avrebbe mai saputo per dove come nessuno sapeva di dove fosse venuta Quale fatto avrebbe mai potuto rompere la monotonia di quella cura dimagrante proprio allora per far piacere a me Pur cercando con una prudenza da gatto soriano di ricoprire il meglio possibile di oblio la mia strana profezia vigilavo Volere o non volere era una donna e con le donne non si sa mai Cinque giorni dopo e precisamente la mattina del agosto il postino busso per la prima volta alla casa dellelefante e consegno una lettera raccomandata alla piccola negra Di dove viene quella lettera domandai al postino mentre aspettava fuor del recinto Dal Canada Dal Canada Si Un paese cosi freddo cosi lontano una lettera raccomandata Saranno danari Lelefante sara canadese in barba al giudice Cesti e al professor Percossi e la sua famiglia le spedira danari Ma ecco apparire fuor della porticina del capanno lelefante stesso nel suo consueto accappatoio incontro alla negra tendeva le mani tremanti il suo gran volto sul grigio accappatoio era bianco e giallognolo come uno di quei grandi bioccoli di schiuma che il mare burrascoso abbandona sulle spiagge La sola vista del postino laveva cosi commossa Con un rapido gesto pieno di fervore si ripose in seno la lettera firmo a fatica poi fuggi dentro rovesciando tutta una giardiniera piena di vasetti di gerani in fiore Il romanzo cera per Bacco Il difficile era capirci qualche cosa Per quel giorno lelefante non si fece piu vivo e io lasciai briglia sciolta alla mia fantasia La mattina dopo alle quattro ero in mare a veder nascere il sole sulla mia barchetta a remi quando volgendo per puro eccesso di scrupolosita lo sguardo al capanno della miss vidi che essa ne usciva con la sua negra Gran dio due ore di anticipo sulla levata Quale misteriosa ragione Semplicissimo una barca la aspettava sulla spiaggia trepidante quasi conscia Bagnando le sue enormi gambe fino al ginocchio ella sali sopra un piccolo masso a fior dacqua e di li aiutata un poco dalla piccola negra un po piu dalle bronzee braccia del barcaiolo ma piu ancora da qualche ignota e propizia forza soprannaturale piombo sulla innocente barca afferro i remi e si diede a remare con tale impeto che il cerro sembro vimini Essa remava di buona scuola nonostante la sua barca procedeva naturalmente lenta e io la seguivo ripensando allantica prora dantesca Poiche il mare incomincio ad essere mosso da un fresco grecale sotto il rosso sorriso del sole la grave barca della miss contro il vento e contro mare quasi non si moveva piu Mi sembro allora di vedere Nettuno stesso lasciar le briglie algose dei suoi cavalli e rotolarsi dentro la sua conchiglia per il gran ridere mentre una torma di allegri tritoni si divertisse a trattenere per il timone quella furibonda rematrice Ad ogni modo il mare aveva trovato un avversario degno di lui O bene o male la eroica miss ando avanti verso Greco finche lorologio che la negra osservava non segno le cinque Allora finalmente depose i remi e si concesse un po di tregua guardo il cielo con lintenzione evidente di bearsene ma la neonata faccia rubiconda del sole non parve piacerle Ma volgendosi da ponente simbatte nella faccia bianca della luna di poco scema allora quasi con rabbia abbasso il capo per contemplare il mare Certo ella non poteva guardare ne il sole ne la luna senza ricordarsi della odiata rotondita del proprio viso A un tratto si levo di mezzo al seno una carta certamente la lettera del giorno avanti e si mise a rileggerla talora sorridendo come la luna talora arrossendo tutta come il sole Girandole attorno da pianeta senza scrupoli potei osservare che la lettera era di otto pagine di cui le prime tre erano presumibilmente piene di dolci e lontani ricordi la quarta doveva contenere qualche cosa di decisivo di grave di irreparabile forse le altre quattro a giudicare dallimpressione che facevano sul volto di lei avrebbero dovuto equivalere ad una buona dozzina di pizzicotti ben assestati Ebbi la matematica sicurezza che si trattasse di una lettera damore Esiste forse nel mondo qualche cosa che rassomigli alleffetto che fa una lettera delluomo amato sopra la donna che lo ama Quando la negra avverti che erano le cinque e mezzo la miss si riprofondo nel mezzo del seno la lettera afferro con rinnovato impeto i remi e fatto cenno al barcaiolo di mettere la prua a terra rivogo furiosamente aiutata ora dal vento e dal mare Scesa a terra ando diritta verso il piccolo stabilimento idroterapico dove la aspettava il suo solito bagno a alle otto e mezzo la pesatura alle nove in marcia sotto il sole gia fiammeggiante due ore di andata due di ritorno al tocco il pasto alle due lettura di libri dentro lormai famoso recinto great attraction per i bagnanti e sopratutto per i forestieri di passaggio meta di interi eserciti di sbarazzini che si divertivano a fare andare in bestia lirascibile bulldog attraverso la rete metallica o a fare le boccacce alla servetta negra costretta a tenere il piccolo ombrellino sul capo della padrona durante un paio dore Evidentemente la remata mattutina era un numero aggiunto durgenza al suo programma dimagrante era dunque impossibile non subordinare questo affrettato bisogno di assottigliarsi allarrivo della misteriosa lettera Cio posto e posto anche un altro fatto importantissimo il quale mi risultava sicuro che cioe alla lettera in questione la miss non aveva risposto affatto mi parve logico supporre che essa aspettasse senzaltro un suo amatore canadese Nessunaltra ipotesi avrebbe potuto spiegare il profondo mutamento di tutta la psicologia dellelefante Al metodo rigido come una regola monacale cui tetramente essa sembrava piegarsi prima con la fredda volonta del cervello era subentrata ora una fretta commossa unansia trepidante i piccoli occhi ceruli lampeggiavano di speranze visibili di sogni infuocati tutti i semplici atti della sua vita pur non rinunziando al loro fine terapeutico apparivano ora animati di un entusiasmo nuovo La sua psicologia era esattamente quella della donna che aspetta una visita amorosa figuratevi che essa aveva perfino fatto portare nel capanno un pianoforte e dopo il tramonto essa lo pestava ululando appassionatamente Pregustando ormai la gioia di un trionfo personale tacevo e vigilavo Purche questo amatore canadese non mi giocasse il brutto tiro di essere un altro fenomeno vivente io mi sarei preso una bella rivincita sulla intera colonia bagnante che ormai conosceva la mia profezia e ne rideva mattina e sera con stupidissima amabilita La sera del arrivo alla casa dellelefante un telegramma Veniva dallHavre Era fatta Il canadese aveva veramente attraversato lOceano non mi restava che attendere la sorte con animo virile Nemmeno al telegramma lelefante rispose ossia rispose remando sudando pesandosi correndo soffrendo fame e sete leggendo e stonando con raddoppiato entusiasmo Io non abbandonavo ormai piu i miei posti dosservazione e dove non potevo essere io vigilavano fidati informatori Mi resultava ad esempio che il giorno la stadera aveva segnato chilogrammi una prigione ancora ben solida per unanima innamorata Ma il giorno che secondo i miei calcoli poteva essere quello dellarrivo volli assistere io stesso alla pesatura Ne valeva la pena La miss giunse con un quarto dora di anticipo era agitatissima non savvide affatto di me Essa non aveva certo mai interrogato il quadrante della stadera con piu straziante trepidazione Niente di piu tragico e di piu umoristico di quelle due facce rotonde che si guardavano una come implorasse laltra tranquilla e stupida con laria di dire che ci posso far io e Gli occhietti spaventati della miss aspettarono ancora qualche secondo sperando in unultima misericordiosa oscillazione ma la lancetta sera inesorabilmente fermata Io dal mio nascondiglio vidi nettamente la disperazione affondarle gli artigli nelle gote mentre chiedeva di salire alla sua camera dove da un mese non saliva e non so chi mi tenne dal correrle dietro e gridarle Coraggio per Dio Non saranno certo quei quattro ettogrammi che potranno spaventare un uomo disposto a tenere sulle sue ginocchia un quintale Mi limitai ad aspettare che la cameriera guercia prontamente accorsa discendesse dallaverla accompagnata La miss in generale cosi guardinga e gelosa desser vista questa volta senza curarsi affatto della presenza della cameriera era corsa dinanzi allo specchio dellarmadio vi si era guardata per un istante fremendo tutta poi proprio mentre la cameriera chiudeva luscio e metteva contemporaneamente lunico occhio appositamente risparmiatole dalla provvidenza al buco della chiave si era gettata per meta sul letto scoppiando in un pianto dirottissimo e rumoroso La piccola negra e il bulldog serano subito messi a piangere anchessi A tratti la strana e lugubre sinfonia cessava per ricominciare con un attacco formidabile da strappare lanima finche si fece nella camera un silenzio di tomba che duro forse unora Trascorsa questa mi si riferi che improvvisamente si era udito un rumore di casse trascinate di valigie sbattute il rumore caratteristico di chi fa i bagagli La nuova basto a mettere in subbuglio tutto il personale di servizio Dal cassiere che aveva anticipato i due soldi giornalieri della pesatura fino allultimo sguattero venti persone come un sol uomo erano pronte a giurare di aver reso servizi incalcolabili alla povera miss Mentre salivo in grave apprensione per le sorti della mia profezia la piccola negra scendeva in fretta e la vidi chiamare due facchini che si precipitarono fuori dietro di lei Origliando alluscio della miss la udii singhiozzare sommessamente Di li a un quarto dora ritorno la negra seguita dai due facchini i quali portavano una cesta ciascuno cercando di sudare il piu possibile essi venivano dal capanno era chiaro dunque che lelefante preparava una fuga Cosi si fosse trattato di un vero elefante Con quanto piacere gli avrei gettato un buon laccio al piede Alla fine miss Rudge usci dalla camera Il gran volto mostrava i segni di una violenta battaglia interna zone gialle e rosse lo attraversavano facendolo rassomigliare a un immenso gelato di crema e fragola I tondi e piccoli occhi erano sanguigni per il pianto Tutto il personale di servizio era scaglionato per il corridoio lungo le scale nellatrio sul portone al predellino dellomnibusautomobile che aspettava sussultando anchesso piu fragorosamente del solito Le mance scivolavano e scomparivano in ogni mano nel medesimo modo e tutte le mani rapidamente si vuotavano nelle rispettive tasche mentre nello stesso istante i corpi si inchinavano e le bocche belavano o gracidavano qualche inutile ringraziamento Inutile perche la miss passava tra loro muta e sorda come una balla di cotone che ruzzolasse Fu caricata sullautomobile Anchio vi salii Via facendo il volto della miss sembrava pacificarsi in una profonda sconfinata malinconia Di tanto in tanto la piccola negra piagnucolava in un inglese ben strano Ditemi perche scappiamo prego ditemelo e la miss quasi meccanicamente rispondeva Taci taci sii buona Alla stazione fu circondata da uno stuolo di facchini aspiranti alla sua generosita Fece acquistare due biglietti per Brindisi e affido il suo bulldog raccomandandolo nel piu vero e piu grande volapuk che esista un foglio da dieci lire Giunse il treno la miss vi sali spinta di sotto da due facchini tirata di sopra da due deputati della estrema Ogni finestrino del treno rideva per dieci bocche almeno Mentre tutta la colonia bagnante gia informata della improvvisa partenza mi aspettava sulla piattaforma dellunico stabilimento per coronare degnamente il mio saggio profetico io parlavo con lamatore canadese in persona passeggiando dinanzi alla deserta casa dellelefante Esso era giovane e biondissimo bello e solido La sua particolare eleganza di grosso farman coloniale rivelava la presenza di un sottostante portafogli degno desser sognato da un poeta Allannunzio della partenza di miss Mary Rudge comunicatogli dal portinaio dellAlbergo dei Bagni il giovane aveva avuto un momento di profondo sconforto evidentemente non se laspettava Ma poi pareva essersi adattato allidea di inseguire la sua amata intorno a questa miserabile palla che si fa chiamare pomposamente Mondo ma che di fronte al denaro si rimpicciolisce ossequiosamente come un uomo qualunque Consulto un orario alle sei del pomeriggio sarebbe partito per Brindisi col direttissimo Si fece sul portone dellalbergo incerto e contrariato guardando meccanicamente per tre o quattro volte lorologio Scelsi quel momento per abbordarlo e poiche egli se ne mostro lieto ci allontanammo avviando non senza fatica una specie di dialogo in inglese Sembrava che egli trattenesse continuamente con sforzo qualche frase che gli salisse alle labbra io credevo di indovinare che egli avrebbe voluto che parlassimo di lei Quanto a me potete bene immaginare con quanto piacere gli avrei finalmente domandato Mi volete dire per quale ragione voi simpatico sano ricco vi siete innamorato di un fenomeno vivente come quello ma intanto ci scambiavamo delle stupidissime domande rese sopportabili soltanto dalla reciproca attesa di dirsi qualche cosa di molto interessante Dove la spiaggia voltava a levante apparve la gran casa dellelefante Loccasione era propizia Vedete quel casotto La abitava giorno e notte miss Rudge Gli occhi del giovane brillarono finalmente di vera giovinezza Fu tale la piena del suo sentimento che non pote pronunziare piu parole di queste Davvero oh Ma il suo viso fissava tuttocchi quel casotto abbandonato e si vedeva che conteneva il pianto Menava una vita solitaria quasi selvaggia continuai io con la sua piccola negra col suo terribile bulldog camminava moltissimo remava nella mattinata il giorno leggeva seduta la in quel recinto fiorito e poi a sera cantava accompagnandosi sul pianoforte Beato voi che avete sentito cio non pote fare a meno di esclamare il giovine Cera in questa frase inaspettata tanto di sacro che non risi quasi nemmeno internamente Mentre io dicevo ancora qualche altra cosa di lei sempre ansioso di scoprire il filo di Arianna di quellenigmatico amore egli stesso strappando con forza i suoi occhi turchini ad una incantata visione usci a dire Oh come sono felice di aver trovato voi Sentendovi parlare io credo di vederla la tra quei fiori ma chi sa se io me la imagino come essa e veramente No non e possibile Devessere piu bella e vero che essa e molto molto bella Io non vidi la faccia mia in quel momento ma se anche lavessi vista non riuscirei a descriverla La gioia di possedere finalmente la chiave del segreto fu subito superata dalla terribile necessita di rispondere alle ingenue domande del giovane Vi giuro che avrei con molto piacere veduto qualcuno di voi al mio posto Mi concessi un piccolo insulto di tosse poi risposi nellunico modo possibile Oh esclamai e veramente bellissima Fu come se avessi levato il zipolo ad una botte Io ormai vi tratto come un vecchio amico sapete quando luomo si e innamorato ridiventa piu debole di quando prendeva il latte ditemi ditemi se indovino oppure mi sbaglio essa deve essere tenera come il suo cuore si devessere fine e elegante come una capretta dun anno la vedo camminare con passo di regina qua su questa sabbia Pensare che tra queste migliaia di orme ci sono anche le sue Ah Se voi me le poteste indicare le bacerei Ma quando la mia fantasia si arrende per vinta credete mio signore e se io tento di imaginarmi il suo viso Oh essa e stata molto cattiva con me mai mai assolutamente mai ha voluto mandarmi un ritratto suo che conforto sarebbe stato per me in questo cosi lungo tempo Pensate quindici anni che non ci vediamo ella ne aveva allora nove e io dieci giocavamo molto ma ci guardavamo poco quante volte mi son pentito poi di non averla allora guardata abbastanza Ricordo soltanto che aveva dei grandi occhi chiari come le ali di certe farfalle ed era bella oh bella la piu bella delle mie dodici cugine Un triste giorno dove partire con le sue quattro sorelle minori per lAustralia dove il padre aveva acquistato delle grandi piantagioni Io fui ammalato dal dolore che provai e mia madre e mio padre ridevano di cio Ci scrivemmo delle lunghe lettere dove raccontavamo quello che ci accadeva Man mano che noi crescevamo pero le nostre lettere parlavano sempre meno della vita che ci circondava e sempre piu della nostra vita intima finche dopo molti anni arrivammo a veder chiaro nella nostra coscienza e capimmo che quel sentimento cosi bello che provavamo era amore Giusto tre anni sono in un tremendo disastro ferroviario essa fu sola a salvarsi di tutta la sua famiglia Sperai di rivederla presto Mio padre si era offerto di recarsi in Australia per liquidare nel miglior modo quei possedimenti e ricondurla con se nella nostra colonia Rifiuto in modo reciso dicendo che poteva far benissimo da se e che appena fatto sarebbe tornata fra noi Dopo sei lunghi mesi annunzio finalmente la sua partenza per il Canada Imaginatevi come laspettavo Ebbene due giorni prima della data che ella aveva fissato per il suo arrivo ricevetti un suo telegramma da HongKong Che vi devo dire Fui per uccidermi dalla disperazione ma poi mi rassegnai era tanta la gioia che provavo leggendo le sue lettere e rispondendole che la vita mi parve ancora abbastanza bella Essa mi confortava ad aspettare con pensieri infinitamente delicati ma non si piegava alle mie preghiere mai e seguitava a girare il mondo in lungo e in largo Sei mesi fa mi scrisse da San Francisco di California credetti finalmente di averla tra le mie braccia Dopo un mese era in Cile poi in Australia poi in India poi in Egitto Finalmente qua Mi sembro di aver diritto di non aspettare piu e le scrissi che sarei venuto senzaltro a incontrarla in questo paese e son venuto ma essa e partita Come lo spiegate voi vi posso giurare che ella mama ma perche fuggirmi cosi perche Il caso tutto sommato era veramente degno di pieta e mi lascio la bocca amara per piu giorni durante i quali mi guardai molto bene dal mostrarmi tra la gente per non essere seccato dalle loro ironie Ma una mattina ecco precipitarsi nella mia camera il giudice Cesti con in mano un piccolo giornale di Brindisi che mi caccio sotto gli occhi aperto e ripiegato al punto dove dovevo leggerlo Legga legga me lha mandato un mio collega veda che cosa ha fatto la sua miss pero ad ogni modo lei laveva indovinata e un bel caso di penetrazione psicologica Mi rallegro con lei Vi regalo addirittura il pezzo di cronaca del giornale di Brindisi del giorno agosto Per gli amatori di sciarade Stamani alle sette al Grande Albergo delle Indie si presentava un giovane allapparenza inglese di aspetto molto signorile e chiedeva se si trovasse ivi alloggiata una certa miss Mary Rudge La detta miss che era effettivamente arrivata questa notte nella nostra citta proveniente da ed aveva subito destata la meraviglia dei nostri nottambuli per le sue gigantesche eccezionali proporzioni si trovava alloggiata alla camera N del detto albergo e doveva lasciarla oggi a mezzogiorno imbarcandosi sullUrania per Bombay Fu dunque risposto al giovane inglese che la miss si trovava nella sua camera Parve raggiante di felicita e chiese di essere annunziato Al semplice nome di mister Tompson la miss sembro impazzire dal terrore Chiese unora di tempo Il giovane accetto di buon grado la dilazione ed entro nella sala di lettura Intanto una piccola negra fantesca della miss usci per recarsi a consegnare i bauli della padrona al piroscafo Urania Miss Rudge rimase sola nella sua camera col suo fido bulldog Dopo tre quarti dora gli inservienti dellalbergo notarono che il cane della miss emetteva degli strani ululati Ne informarono la direzione Il solerte direttore in persona sali per constatare il fatto busso alla porta nessuna voce umana rispose Soltanto gli ululati del bulldog si fecero piu strazianti Senza por tempo in mezzo il valoroso direttore fece chiamare la forza pubblica Nel frattempo anche mister Tompson informato della cosa saliva in preda ad una enorme costernazione e chiamava disperatamente Mary Mary Ma nessuno rispondeva Fu deciso di sfondare luscio Mentre cio si effettuava le molte persone che serano raccolte dinanzi alla porta che gia stava per cedere udirono a un tratto un enorme tonfo sordo come se una balla di due quintali fosse caduta dal soffitto contemporaneamente un disperato guaito del bulldog strappo loro i timpani Sfondata la porta si rinvenne il povero cane completamente schiacciato dallenorme peso del corpo della miss che gli era cascata sopra Miss Rudge aveva il collo stretto ancora da una grande ciarpa di seta cui rimaneva attaccato allaltro capo il gancio del lume strappato dal trave centrale della stanza La scena fu dai presenti rapidamente ricostruita in questo modo La miss aveva voluto porre fine ai suoi giorni a questo scopo portato il comodino nel mezzo della camera vi era salita sopra per mezzo di una seggiola destando cosi lallarme del fedele bulldog ed era riuscita con un sangue freddo da vera balena sic ad attaccare la ciarpa al gancio del lume a infilare la sua testa in un nodo scorsoio e a gettare lontano con un calcio sedia e comodino E qui il bulldog senza dubbio e con ragione impressionato aveva dovuto risolutamente attaccarsi coi denti alle sottane di lei a piu riprese e con tanta violenza che il gancio cedette e si stacco La miss fu raccolta svenuta in istato di grave asfissia prontamente trasportata al civico ospedale fu giudicata guaribile in quindici giorni salvo complicazioni Quanto a mister Tompson esso fu inutilmente cercato nessuno riusci piu a vederlo LA BEFANA DI BACICCIA Perfino i ragazzi si permettevano di chiamarlo per soprannome e non solamente in terra dove piu o meno siamo tutti uomini ma anche a bordo dove egli essendo marinaio era loro superiore E badate che alla gerarchia sopra un bastimento ci si tiene quasi quanto alla vita Cosi che se un ragazzo della nostra Meleda si fosse arrischiato a chiamar Bascia sciavate il peloso dispensiere il quale si godeva quel bel soprannome per essere appassionato collezionista di scarpe vecchie di tutto il mondo si sarebbe buscato un tale scapaccione da non ritentare mai piu la prova e se poi avesse osato chiamar Oegio fritu il terribile guercio livornese nostromo di bordo avrebbe avuto subito rotte le reni da uno di quei maledetti calci veri gastighi di Dio per i quali egli era altrettanto rinomato a Cardiff a Penzacola a Cile o alla Boca quanto nella contrada di San Ferdinando che laveva visto nascere Ma per il bastardo Baciccia era un altro paio di maniche si poteva tranquillamente chiamarlo col suo soprannome di Va ben perche Baciccia con tutti i suoi muscoli dacciaio era uno di quegli uomini cosi buoni e pazienti che e come se portassero sulle spalle un gran cartello con scritto sopra Non metto paura a nessuno Se considerate che in fondo in fondo in barba a tutte le maraviglie del progresso un uomo vale ancora tanto quanta e la paura che sa mettere negli altri presso a poco come prima del diluvio universale potete fare il calcolo esatto di quel che valeva Baciccia Era un marino schietto e capace come pochi questo si ma ditemi voi a che cosa serve a nostri giorni saper fare il proprio mestiere ed essergli affezionati Infatti il capitano si serviva di lui ogni volta che gli bisognava un lavoro eseguito a puntino e diceva sempre Quellanimale di Va ben ne vale quattro di nostromi ma soggiungeva Pero se fosse nostromo lui sarebbe la fin del mondo Una sera anzi nella camera glie lo fece addirittura a lui questo discorso a Baciccia Le prime parole gli fecero alzare gli occhi da terra le ultime glie li fecero ritornar bassi comeran soliti stare ed egli concluse come gia ci aspettavamo che concludesse E va ben Aveva sempre concluso cosi nella vita E cera tutta una leggenda in proposito che lo precedeva a suon di risate dovunque andasse e tra le risate ce nerano di buone ma anche di cattive Si raccontava ad esempio che quando era stato dinanzi al sindaco per sposare questi si fosse dovuto accontentare del suo E va ben invece del tradizionale Si ma si assicurava poi anche chegli avesse ripetuto la medesima frase modificandone soltanto il tono quando poche ore dopo sera accorto che la sposa non rendeva quel buon suono di coccio senza falle suono al quale i mariti tengon tanto in ispecie se la pentola non e piena doro In sette anni di matrimonio poi gli eran nati in casa sette figlioli a ogni viaggio finito naveva trovato uno nuovo lultimo viaggio era durato due anni niente di male Ne aveva trovati due E tutti biondi come il farmacista La leggenda voleva che egli avesse sempre detto E va ben Ne una parola di piu ne una parola di meno Da soldato di mare era stato un esempio di coraggio e di disciplina Glie ne avevano fatte di tutti i colori i suoi indiavolati compagni ma i superiori lo avevano sempre benvoluto E stava proprio per finire la ferma senza aver fatto nemmeno un giorno di ferri vero miracolo quando una domenica nel golfo di Spezia mentre stava affacciato alla murata del suo incrociatore ancorato vide a cento metri un barchetto a vela pericolare in una virata un po brusca e imbarcare acqua e abbattersi Era di gennaio faceva mare e soffiava una tramontana che tagliava la faccia cerano vicino a lui altri quattro o cinque marinai ed erano tutti vestiti a festa che aspettavano lora di andare a terra Bisogna mettere in mare la scialuppa grida uno Mettiamola risponde laltro e danno mano Ma Baciccia in quel mentre e sparito Dove dove non e finalmente uno lo vede a cinquanta metri che filava come un delfino a salti nero tra la schiuma bianca Il giorno dopo lufficiale in seconda che si picca dessere oratore e incaricato di radunare lequipaggio in parata per un plauso solenne a Baciccia Dopo un buon quarto dora di discorso cioe sul piu bello ecco si vede Baciccia che volta le spalle e fa per andarsene un capo lo trattiene per la giubba Non e mica finito Ma lui di rimando senza scomporsi E va ben ma mi nu ne voegio ciu Proprio come si trattasse di una minestra troppo acquosa Baciccia era in buona fede poiche quel discorso era fatto per lui credeva in coscienza di poter dire basta senza offendere nessuno Ma dieci o dodici risate scoppiarono sopratutto i sorrisetti maliziosi dei colleghi imbestialirono loratore che chiuse rapidamente il discorso e poi mise ai ferri il festeggiato e una quindicina di compagni La leggenda risaliva ancora la sua aspra giovinezza di bastardo Cera chi si ricordava desser stato presente al primo incontro di Baciccia con sua madre la quale vedendosi deprezzare la propria carne a causa delleta era venuta da Parigi al natio Camogli per fare incetta di carne fresca Serano incontrati a un tavolino del Caffe Centrale Li aveva fatti incontrare la la vecchia levatrice che laveva raccolto e che poi era stata sempre la intermediaria tra quelle due creature che non si erano mai vedute eppure erano madre e figlio La madre di tanto in tanto aveva mandato alla buna dona dieci franchi in oro per il piccolo Baciccia ed essa li aveva puntualmente passati al ragazzo Quando la vecchia arrivo davanti al tavolino dovera Baciccia con quella gran signora tutta carica di brillanti verniciata sul viso sulle mani sui capelli impellicciata dermellino come una imperatrice con un cappello che sembrava un bastimento a tutte vele spiegate e disse Ecco tua madre Baciccia che compiva quel giorno diciottanni e gia a Marsiglia a Barcellona a Genova aveva avuto occasione di vedere roba simile fece un certo verso storcendo la bocca e poi disse strascicandosi piu del solito le parole E vaa been Quil est fort esclamo la madre esaminandolo con unocchiata che lo fece arrossire Joli garcon aggiunse ancora la madre e gli offri delle sigarette egiziane in un astuccio dargento dorato Baciccia lo respinse e volle pagar da bere e da fumare lui Poi come sua madre si dilungava in patetiche frasi e sembrava volergli ricordare chessa aveva sempre cercato daiutarlo un poco facendo anche qualche sacrifizio per lui egli si ficco la destra bruna incatramata e callosa sotto il suo grosso panciotto di velluto e ne cavo fuori un libretto della Cassa di Risparmio e disse alla madre Quando sarai malata in qualche ospedale e non ci sara un cane che ti guardera ricordati che i tuoi quattrini che mhai mandato son tutti qui La madre che aveva gia toccato il tavolino di ferro e il suo rametto di corallo e fatte le corna e sputatoci in mezzo si alzo gridando Poscite mui den accidente E cosi serano lasciati quel giorno ed era la prima e anche lultima volta che si dovevan vedere nel mondo Perche tre anni dopo la profezia del figlio sera avverata e la madre fatta memore dellaiuto promessole glie laveva mandato a chiedere con una lettera profumata e imbrattata di lacrime Baciccia aveva spedito i denari La madre che non sapeva quanto valeva la parola di quel ragazzo al ricevere il denaro fu commossa e pianse dun pianto che la stupi tantera nuovo per lei e volle scrivergli unaltra lettera di otto pagine dove le lacrime non si vedevano ma si sentivano nelle parole e dove sperando di ricompensarlo gli comunicava una gran notizia che aveva saputo per un vero miracolo allora allora Il padre di Baciccia non era morto niente affatto come le si era voluto far credere ma era vivo e verde non solo ma anche ricco e senza figli aveva delle fattorie nellAmerica del Sud e aveva anche la sua brava casa in citta a La Plata in calle esquina E va ben disse tra se Baciccia Quando capitero da quelle parti andro a vedere che faccia ha Da quando aveva detto queste parole erano passati otto anni e lultima lettera di sua madre nella tasca interna del suo panciotto di velluto era diventata un mazzetto di sedici fogliettini gialli e sbrindellati legato accuratamente in croce con del refe nero In quegli otto anni Baciccia era sbarcato tre volte alla Boca di Buenos Aires e tutte e tre le volte i compagni che sapevano la sua storia gli avevano consigliato di prendere un giorno di permesso e fare una corsa a La Plata infine con sei pesos se la sarebbe cavata andata e ritorno e chi sa mai Se andava male era male di poco ma se andava bene si trattava di diventar un signore da un giorno allaltro Baciccia pero non sapeva ragionar cosi da giocatore Diceva E va ben ghandiemo ma poi quando era il momento di cavarsi di saccoccia sei pesos per il biglietto non se ne sentiva la forza e ritornava a bordo e buona notte Se e destino una volta o laltra capitero anche a La Plata diceva E infatti un giorno mentre divorava una pagnotta imbottita di pizza di ceci in Piazza Banchi senza che lo avesse affatto cercato gli era capitato limbarco sulla nostra Meleda brigantino a palo di millecento tonnellate il quale faceva appunto primo scalo La Plata per scaricarvi cotonerie e feltri e caricarvi foraggi per Port Elizabeth E adesso la Meleda con tutte le vele ammainate e il tricolore al vento tirata ora da un lato ora dallaltro ora dinanzi da un vaporetto piu ostinato che robusto il quale pareva dire soffiando chi la dura la vince faceva il suo ingresso nel superbo e deserto porto dellEnsenada Era il giorno dellEpifania il cuore dellestate australe e sembrava che il sole fosse cascato sulla coperta per il caldo che faceva e dal cassero quellaborto di metropoli che e la citta di La Plata tremava tutto ai nostri occhi rovente nella fiamma del sole disteso sullorlo della Pampa bruciata dove da trentanni sta aspettando che i suoi atenei i suoi osservatori le sue biblioteche i suoi palazzi e sopratutto il suo immenso porto vanto di costruttori italiani gli servano a qualche cosa E poiche la terra e sempre terra la gioia correva come grappa per il sangue di tutti imboccando il canale che parte in due la selvatica isola di Santiago Aggrappati ai pennoni del trinchetto e della maestra e sparsi su per laltre vele minori a finir dammainarle uomini e ragazzi cantavano in coro e a quel concerto insolito lunico abitatore dellisola il buon oste italico Pietro che si incoccia a chiamar Chianti tutto il vino che ha in cantina era sbucato sulla riva presso il suo minuscolo imbarcadero per veder che razza di gente arrivava Il capitano ed io da vecchi suoi amici prima ancora chei ci ravvisasse guardandoci di dentro le sue due mani messe sugli occhi a binocolo gli avevamo gridato un Evviva Pietro da farlo cascare in terra Aspettare i comodi della Capitaneria attraccare regolare i conti con la Dogana e per di piu in giorno festivo ecco lora di cena Dopo cena i marinai si ripuliscono un poco si mettono i loro abiti scuri e coi berretti in mano vengono a chiedere dei piccoli acconti di paga per andare a spenderli in terra Il capitano con un sacchetto di monete alla mano da secondo i desideri e il possibile e segna col lapis le cifre sopra un piccolo registro lungo e stretto nuovo nuovo Ultimo viene Baciccia Quanto Cinque liie baccan Cinque liie grido ridendo il capitano Fee attensiun cun tutti sti dinee in ta stacca Lo fa pelche la paga ce la vol lascia a noi pel mancia fece il nostromo con animo incerto tra lo scherno e linvidia Domani e n signore lui Alludeva al ritrovamento del padre che per sessantotto giorni di navigazione era stato largomento preferito delle chiacchiere di bordo No ghe vadu stasseia disse Baciccia scrollando le spalle no ghe nho voeggia Badate a quel che fate disse il capitano serio serio dopo quindici giorni di libeccio proprio stamattina a sei ore si mette scirocco per lasciarci entrare oggi dunque Il giorno della Befana E volete un segno piu bello di questo Non ce dubbio questa e la Befana che vi vuol bene e ha preparato tutto in modo e maniera La Befana disse senza ridere Baciccia Non mha mai portato niente a me nemmeno quandero bambino Tanto meglio tono il capitano La vi portera tutto in una volta Baciccia scrollo le spalle ancora Ma quando tutti se ne furono andati in un momento che il nostromo non lo poteva vedere scivolo giu quatto quatto per la plancia e ando verso la citta la quale accendeva allora i suoi lumi bianchi sullincendio lasciato dal sole E unora dopo aveva trovato la casa indicata dalla madre non solo ma era anche entrato a comprare un po di treccia di tabacco nellalmacen di faccia per assicurarsi che nel frattempo la casa non avesse cambiato padrone E non laveva cambiato infatti lantico amante di sua madre era soltanto arricchito sempre di piu perche era una fibra dacciaio un uomo che a cinquantanni dormiva forse cinque ore per notte e stava in sella quindici como un verdadero ijo del pais Lalmacenero un argentino di padre svizzero che si ostinava a fingere di non capire litaliano se ne dimostrava addirittura entusiasta sopratutto perche quel signorone si serviva da lui e non nellalmacen vicino che era duno sporco napoletano E pretendeva che questa cosa facesse piacere anche a Baciccia ma Baciccia pur non intendendosi di nazionalismo lo sguardava con la sua faccia larga e dura che sembrava un Budda scolpito nel legno Un trottorellar sordo di cavalli sulla spessa polvere della strada un discorrere e ridere alla pretta maniera argentina un cigolare di portoncino che sapriva e una voce di vecchia che salutava ossequiosa fecero esclamare pomposamente allalmacenero Eccolo E lui Non si sbaglia E lui che ritorna dal rancho Baciccia scese sul marciapiede e masticando un pezzo della sua treccia di tabacco guardava la faccia di chi laveva creato alla luce che usciva dal portoncino della casa Quella faccia rossa e solida dal pelo brizzolato dalla bocca larga e sempre pronta a spalancarsi al riso non gli resto simpatica Chi sa Forse non gli sembrava che dovesse rider tanto chi lo aveva messo al mondo Tutti scesero di cavallo Vedete quanta gente invita a pranzo tutte le sere disse lalmacenero entusiasmato Non ha figli bisogna pure che li spenda in qualche modo i suoi quattrini Ma ora il padre di Baciccia non rideva piu sera imbestialito perche il suo stalliere non era li a portar le bestie a riposare che erano stracche morte Gli e successa una disgrazia una disgrazia cercava di dire la vecchia negli intermezzi dei suo rumoroso furore Che disgrazia dimando a un tratto il padrone avendo finalmente compreso le parole della vecchia Ha rovinato qualche bestia quel maledetto camogliese che si possano sprofondare quanti ne vive Gli sfondo la pancia con un calcio io se mha rovinato qualche bestia Baciccia che passetto passetto masticando sempre il suo tabacco sera avvicinato ai cavalli non osservato senti bene che tutto dentro fin anche le budella gli parteggiavano per quel povero ignoto compaesano suo nato e restato povero come lui contro quel cane rinnegato che non contento davergli disonorato la madre ora gli offendeva anche la sua patria No No disse la vecchia Non ha rovinato nessuna bestia per fortuna E successo che la sua bambina Che la sua bambina vuol camminare per forza e non sa ancora e cera il pajolo dei maccheroni che bolliva che oggi e festa e lei ce cascata dentro Aah fece il padrone rivolgendosi agli amici che laspettavano sulla soglia della casa con una franca risata da gorilla Si lamenta sempre este gringo de mierda che non ha carne da mettere al fuoco Oggi perdio avra fatto un buon brodo Era pretto spirito delle Pampas e convengo che bisogni essere stati laggiu per credere il gran ridere che scoppio in tutti a quella infernale arguzia Ma duro poco Che non ebbe appena finita lultima parola il vecchio un occhio gli fu coperto da un biascicotto nero e gocciolante Baciccia gli aveva sputato in faccia il suo tabacco Il vecchio si volto come una iena si guardarono per un attimo dentro gli occhi Ma prima ancora che la gente capisse che cosera accaduto il vecchio aveva gia spaccato una guancia di Baciccia con un colpo di revenje Baciccia gli attanaglio la nuca e con la destra gli strinse la canna della gola Il vecchio si levo una rivoltella dalla cintola e comincio a sparar colpi nel ventre di Baciccia Allora la gente che stava per dar manforte al vecchio si riparo come pote e padre e figlio si rotolarono nella polvere fin sotto le zampe dei cavalli lasciando una gran striscia di sangue e i cavalli si impennarono montandosi sulle groppe lun laltro e nitrendo e mostrando il bianco degli occhi e pestando quei due poveri corpi finche furono qualche cosa di inseparabile fatto di carne e di polvere ITALIEN LIEBE BLUT romanzo tedesco rimasto a mezzo per merito mio La conoscenza ce la fece fare il signor Pigiapigia Sapete chi e E saprete anche che lui non si preoccupa di formalita Pieno di semplice buon cuore se vi scorge solitario e truce in mezzo a qualche folla che aspetta e puzza conficcato la in quel fango vivo come un malcapitato bolide memore dei cieli abbandonati ecco vi piglia e cosi senza preamboli vi scaraventa addosso a una donna per di dietro per davanti come capita capita Novanta volte su cento avviene un miracolo Voi sentite immediatamente che il vostro destino dipende da quella donna quella donna sente subito che voi siete fatto per lei Che appena ella si alzi sulla punta dei piedi consentendo ad appoggiare i suoi due gomiti sulle vostre due mani aperte ecco sembrera a lei e a voi di volare per gli spazi infiniti stretti sulla groppa di un fido ippogrifo Il puzzo della folla odor dambrosia Le gomitate farfalle che vi cozzano volando Le ore minuti Questo accadde quando il signor Pigiapigia ebbe il gentile pensiero di presentarmi a fraulein Zita K a ridosso della facciata di Santa Maria del Fiore unora prima del rinomato Scoppio del Carro la mattina di Sabato Santo del Roba vecchia Roba vecchia Pur troppo La roba nuova e tutta da piangere E ce passata moltacqua su queste mie ragazzate e torba assai Ho paura di non mi ricordare Raccontero a salti e a capriole Ma insomma la storia e cosi terribile che rabbrividirete lo stesso Zita era magra ma senzossa una grande capigliatura doro che le pesava sul collo un paio docchi verdi verdi e grandi grandi Ce nera davanzo per i miei diciottanni A proposito degli occhi vi diro che mi servirono per farle un delizioso madrigale appena dopo il primo scontro un po rude il signor Pigiapigia ci permise di passare dai fatti alle parole Avete degli occhi magnifici le dissi Occhi di Sfinge occhi fatali fece lei con unaria tra ironica e impenetrabile No esclamai io con profonda convinzione Ma che Sfinge dEgitto Domandate al primo ferroviere che vi capita che cosa vuol dire occhio verde Via libera Se i posteri vorranno valersi di questo esempio per dimostrare che io non sono mai stato poeta facciano pure Ammesso pero che lo scopo dei madrigali non sia di piacere ai posteri ma di far breccia nel cuor della donna desiderata quel mio madrigale vale almeno quattro canzonieri a scelta vostra tra gli infiniti che la nostra amorosissima letteratura vanta e vantera sempre mai La breccia fu anzi cosi fulminea cosi travolgente cosi larga che questa storia non meriterebbe la pena desser raccontata se il diavolo non ci avesse messo la coda Fraulein Zita non era sola Mi presento infatti un complesso di molta carne e di molte ossa mal assestate una specie di abbozzo vivo al quale non diedi li per li nessunissima importanza Mia sorella maggiore Tanto piacere E continuai ad esercitare la mia pressione sulla sorella minore Ma ahime passo ben poco tempo che io dovetti persuadermi della assoluta impossibilita di fare come se quello strano animale non esistesse Ne crediate che nella sua doppia qualita di sorella maggiore di eta e di peso intervenisse per temperare i nascenti perigliosi fremiti damore nel cuoricino di Zita o per imbrigliare un po i miei balzani diciottanni Mai piu Lo strano animale mi studiava semplicemente Ma mi studiava come san studiare due occhi tedeschi muniti docchiali Vi giuro che se mi avessero preso e messo in cima al Carro al posto della girandola con lobbligo di far allamore lassu gli sguardi di quelle diecimila persone mi avrebber dato meno impaccio che non quel solo paio di occhiali di Lipsia E meno male se si fosse accontentata di guardare dal suo posto come uno spettatore di teatro che voglia spender bene i suoi quattrini Ma che I suoi propositi erano ben altrimenti seri e scientifici Non una sola mia paroletta breve non un solo trascorrer rapido di dita non un solo commosso avanzar di piede doveva a nessun costo sfuggirle nulla Assolutamente nulla Figuratevi un po voi che daffare Per esempio per lo studio dei piedi e delle mani ogni due minuti almeno era costretta a farsi cadere in terra qualche cosa Subito io ne approfittavo per sussurrare ebbre roventi parole alle pallide orecchie di Zita vere adorabili conchigliette Ma quasi altrettanto subito quella specie di enorme rospo acculato tra le nostre gambe balzava su contro il mio naso Qualche volta pero non arrivava in tempo a capire i miei sospiri damore In questi casi si comportava nel seguente modo avvicinava il suo testone alle trecce doro della mia Zita e aveva il coraggio veramente tedesco di chiederle che cosa le avessi detto Incredibile ma vero la mia Zita le traduceva prontamente e fedelmente in tedesco il mio ardente francese Che pensare Spesso il grosso rospo spingeva la sua inaudita tedescaggine fino ad annotare le frasi secondo lei piu interessanti sopra un suo taccuino grosso come una Filotea Io a questa vista mi sentivo dentro lanima ruggire come un intero serraglio in fiamme Ma bastava che la mia Zita girasse dolcemente il capo sul fragile collo e mi guardasse con que suoi occhi da Sfinge io ci vedevo subito scritto Via libera e non pensavo piu ad altro Tuttavia ci fu un momento in cui sentii che sarei scoppiato se non mi permettevo un piccolo sfogo e allora avvicinata la bocca fin quasi a baciarle lorecchio rantolai con una serieta impressionante Io ammazzero vostra sorella Il rospo che stava appuntando chi sa che cosa sul suo taccuino si precipito sullaltro orecchio di Zita per sapere che cosa avevo detto Nichts nichts ripeteva Zita rossa come una fiamma Come niente Niente insomma noiosa ribatte Zita drizzando il collo come una viperetta Le mie scarse nozioni di tedesco mi permisero di comprendere che le due sorelle leticavano come due lavandaie di Lipsia Grato a Zita di questa prima prova damore ma nel medesimo tempo impensierito un poco di vedermi preso da lei cosi sul serio nella mia qualita di aspirante omicida stavo assai in forse su quel che mi convenisse fare o dire Sapete chi mi venne in aiuto Che cuor doro Non lindovinate Ma sempre lui Il signor Pigiapigia Chi sa come chi sa perche ma certo e che proprio in questo difficile momento io e Zita vedemmo un qualche cosa rosso di pelo piombare con inaudita violenza sulla schiena robusta della nostra avversaria facendole volar via di colpo quei maledettissimi occhiali di Lipsia Il primo a ridere naturalmente fui io Ma fu question di minuti secondi che Zita dovette anche scoppiare a ridere e poi il sorellone e poi il bolide di pelo rosso e finalmente tutti Torno torno per un raggio di cinque o sei metri non fu altro che un abbaiar di risa Dopo le risa i commenti Grazie quello si credeva di ppasseggiare su per la facciata didDomo come se la fosse a giacere Sorte chegli ha messo i nnaso su i ttenero niccascare La signorina laspettava lo scoppio dinanzi e la lha avuto di dietro Ja Ja Ja faceva il sorellone E giu nuove risate a scroscio Tutto assolutamente tutto sarebbe andato benissimo se quel qualche cosa rosso di pelo se quel bolide di pelo rosso non fosse stato oltre che acrobata e poeta anche un carissimo amico mio Mi spiego Una persona qualunque capitata giu cosi dalla facciata del Duomo ritrovandosi senza rotture dossa sulla groppa di una creatura di sesso femminino avrebbe subito avuta la netta visione del suo dovere far la corte a quella donna prescindendo da qualsiasi criterio destetica farle la corte ad ogni costo per riconoscenza Non vi pare Io avrei eternato nei miei scritti il suo eroismo per ricompensarlo di avermi reso felice Ma quello ripeto era un amico carissimo Un amico carissimo non puo accontentarsi di fare cio che farebbe una persona qualunque E infatti dedicati non piu di cinque minuti alle facezie doccasione lamico carissimo si innamoro perdutamente di Zita Io che lo conoscevo da un pezzo appena lo vidi diventar serio e buio dissi tra me Ahi lamico punta su Zita Improvvisai una serie di manovre per fargli capire che Zita era roba mia e guai a chi me la toccava ma si quello apparteneva alla categoria degli epilettoidi in amore E chi lo fermava piu Di buio si fece cupo di cupo torvo di torvo truce e ringhioso e ispido come un gatto pestato Quando il Carro scoppio eravamo rivali Ed eccoci di colpo trasportati dalla piu lieta commedia alla piu fosca tragedia Era di maggio Tutta Firenze odorava di rose e di donne La gente posata trovava che le giornate umide le fogne puzzavano che certe vuotature non avrebbero dovuto chiamarsi inodore ecc ecc ma per noi ragazzi vi giuro che Firenze odorava tutta di rose e di donne soltanto di rose e di donne nientaltro che di rose e di donne Dopo una corsa artisticostorica a Pisa le due sorelle teutone erano ritornate a Firenze Cioe adagio Voi mi domanderete certamente perche innamorato comero di Zita non lavessi accompagnata a Pisa Ebbene allora torno volentieri un passo addietro e ve lo dico subito A Pisa le sorelle K dovevano incontrare un grosso branco di connazionali che risaliva lItalia a marce forzate al quale branco appartenevano non so quante loro cugine e zie e zii che non desideravo di vedere Ma tre giorni soltanto erano scorsi quando il postino mi consegno una lettera che odorava di lei Ils sont passes semblables a une orage dete Combien de bruit mon cher ami Oh quelle est aimable cette petite ville fleurie en silence a cote dun Camposanto Mais que je suis seule ici Dodici puntini oltre il punto esclamativo Non cera altro che pigliare il treno E infatti tre ore dopo mi trovavo gia comodamente disteso in uno scompartimento di terza classe col mio bravo biglietto per Pisa infilato nella fascia del cappello e in bocca due sigarette accese Due si nientaltro che un innocente ed economico sistema che allora adottavo per epater le detestable bourgeois Avevo fatto fabbricare un bocchino apposito a doppiere una maraviglia del genere che non avrei prestato per unora neppure a Dante Alighieri E questo non era niente ne avevo in cantiere un altro a cinque bocche da fuoco signori miei destinato a far epoca negli annali studenteschi fiorentini Ma per carita non complichiamo le cose La storia del mio bocchino a cinque fuochi ve la raccontero unaltra volta Fumavo dunque ancora le mie due sigarette anzi non le fumavo piu perche erano finite ma tenevo ancora il mio prezioso bocchino tra i denti quando uninterna voce mi spinse di corsa verso lestremita del carrozzone Occupato Accidenti E dopo un quarto dora di questi accidenti finalmente luscio si apre Chi vien fuori Lamico di pelo rosso Eh Dove vai A Pisa e tu A Pisa Sarebbe ora di finirla di far limbecille Mi pare anche a me Vola uno schiaffo Ne volano due Ne volano tre Mi sento afferrare il bocchino Stringo i denti Ma i denti non son mai stati il mio forte ed ecco il prezioso arnese vola dal finestrino insieme con mezzo dente Allora non ci vidi piu Una grandinata di pugni cadde vindice sulla rossa capigliatura del rivale Lui fedele alla sua scuola di pugilato che consisteva nellattaccarsi sempre a qualche cosa di prezioso sattacco a una magnifica camicia di seta cruda uscita allora allora da una bottega di via Tornabuoni una camicia che mera costata un occhio ma vassicuro che spirava volutta lontano un miglio Io subito accortomi della nuova minaccia ai miei averi cambiai di botto piano di battaglia e mi accinsi ad attanagliare il collo dellacrobata poeta intendendo di non lasciarlo finche lui non lasciasse la camicia Ma ahime Non ebbi tempo di mettere in atto il mio piano che un enorme capotreno accorse a separarci e lo fece con cosi robusta grazia che un buon quarto della mia camicia passo alla parte avversaria Voi capite bene che una camicia non e un esercito i tre quarti rimastimi fedeli non potevano consolarmi di quel quarto traditore Il naso del mio rivale colava sangue come il polso di Seneca filosofo Se non che non avendo egli avuto laccortezza di spogliarsi e di mettersi in un bagno prima che io gli rompessi il naso cosi era tutto imbrattato di sangue come un beccaio la sera del venerdi Fummo allontanati Ma alla stazione di Pontedera ci trovammo ancora vicini Avevamo tutti e due riconosciuto la necessita di fermarci in un porto intermedio come fanno le navi in avaria Ci guardammo con profonda compassione Lamico con unaria assai piu poetica che acrobatica mi si avvicino e mi disse Del resto se andavo a Pisa non ci andavo senza essere invitato E cosi dicendo mi mise sotto il naso un cartoncino cilestrino Mi basto gettarvi sopra unocchiata per scoppiare a ridere ma a ridere a ridere in un modo che tutta la stazione si fermo a guardarmi Li per li dovettero credere che avessi le convulsioni Poi capirono che ridevo e a veder due conciati in quel modo tutti ammaccature e strappi uno serio come un allocco laltro che si ruzzolava per tutte le panche a quanti passavano gli sattaccava il riso si che ridevano tutti come matti senza sapere il perche Lamico rosso era al vertice del furore Ma non batteva ciglio per paura di far ridere di piu Finalmente mi fece troppa compassione Allora mi alzai gli infilai il mio braccio destro nel suo sinistro lo trascinai fuori della tettoia e la misi senzaltro sotto al suo povero naso ammaccato il cartoncino mio altrettanto cilestrino altrettanto profumato altrettanto scritto di pugno della bella Zita E una circolare stride lui digrignando i denti Ma quando mi guardo in faccia non pote piu star serio Ci abbracciammo e ballammo un bel pezzo come due orsi E ballando cosi saltammo sul treno che partiva per Firenze E durante tutto il viaggio rompemmo lapparato uditivo del prossimo cantando in coro Si vendetta tremenda vendetta Di questanima solo desio Quella Gota quellOstrogota quellUnna aveva avuto la caponaggine di credere di potere impunemente prendere per il bavero due tra i migliori esemplari della razza latina E intanto era gia riuscita a farci fare a pugni Ma Si vendetta tremenda vendetta Di questanima solo desio Come un fulmin scagliato da Dio Gigi e Fico punir ti sapran Abbreviazione di Federico regolarmente brevettata Del non essere andati a Pisa incolpammo lui la filologia io lanatomia credendo che per una donna tedesca fossero scuse buone Ma Zita ci scrisse assai mesta e un poco indignata in doppia copia E noi incominciammo a fabbricare quotidiane lettere piene dun ardore sempre piu ardente alle quali Zita rispose con quotidiano crescendo di passione in doppia copia Leggendoci ogni sera questi duplicati amorosi io e il mio rosso amico pregustavamo il refrigerio della vendetta E venne alla fine il giorno in cui compiti scrupolosamente a Pisa i loro doveri di compaesane di Burkhardt e di Badeker le due brave sorelle ritornarono come dissi a Firenze Il primo incontro tocco a me sia perche lamico Fico conservava una ammaccatura pochissimo estetica sul naso e non aveva fretta di mostrarsi sia perche io dovevo condurle a vedere un certo maraviglioso luoghetto di campagna dove per il buon esito dei nostri piani desideravamo che esse andassero ad abitare Gia nelle mie lettere avevo levato inni alla virgiliana poesia al fatato incanto di quel luogo Cosicche la prima cosa che mi chiesero appena scese dal treno fu di condurle a veder la mia Torraccia Questa famosa Torraccia tre stanzette di pietra una sullaltra sperduta la tra gli oliveti di San Miniato era stata fino a pochi giorni prima fienile dun cascinale vicino ma noi lavevamo in fretta ripulita e ammobiliata alla meglio fidando nel romanticismo di razza che doveva trionfare e trionfo Appena la videro di fuori le due K esclamarono estasiate Ci avete trovato la casa ideale E dentro lo stesso tutto bello tutto bello Fu deciso salotto al pian terreno al secondo piano camera della signorina Carlotta al terzo piano camera di Zita Si si si strillo Zita Io su in cima tra i nidi delle rondini Ogni alba saro incoronata di canti A questo punto proprio il ventre di Brockhaus Oh scusate Mero dimenticato di dirvi che il sorellone si chiamava bensi Carlotta ma le avevamo decretato il soprannome di Brockhaus perche la trovavamo somigliantissima al celebre editore di Lipsia Come facessimo poi a trovarla cosi somigliante senza sapere affatto che faccia avesse quel signore non ve lo saprei dire ma certo e che la trovavamo somigliantissima Dunque il ventre di Brockhaus dicevo oso proprio in quel sublime istante profanare la poesia di Zita osservando in tono minore Come si fa a mangiare qua dentro Zita schizzo sdegnosissime parole alemanne ma io come colui che aveva pensato a tutto condussi subito con me Brockhaus sulla non lontana via maestra dentro una di quelle tutte linde e odorose e saporose trattoriole de dintorni di Firenze dove ho tanto lietamente amato e bevuto spolpando pollastri e sognando la Gloria Il padrone gia daccordo accetto subito di fornire pranzi e cene alle nuove abitatrici della Torraccia Il prezzo mite quel buon odor di salame quella piramide di fiaschi in mezzo alla bottega fecero a Brockhaus lidentico effetto che le rondini avevano fatto a Zita E io dicevo dentro di me a tutte e due Ballate ballate ostrogote mie Se sapeste che cosa bolle nella nostra pentola Vollero sistemarsi la dentro quel giorno stesso Quando alle dieci di sera dopo aver faticato per quattro facchini volli prender commiato da loro Zita maccompagno per il viottolo tra gli olivi Cattivo mi disse a bruciapelo In tutta la giornata non mi hai detto una sola parola damore Te la direi volentieri adesso se non fossi troppo sudato risposi cavallerescamente Mio povero uccello Hai molto faticato e vero a fabbricare il nido della tua bella Che volete a sentirmi chiamare in quel modo non mi potei piu trattenere Incollai la mia bocca alla sua per un buon quarto dora Come non pensare a Brockhaus Peccato che non sia qui adesso dicevo tra me chi sa che belle cose potrebbe scrivere sul suo taccuino Oh per Bacco voi non mi crederete Brockhaus era proprio la a dieci passi da noi Vidi i suoi occhiali i suoi occhiali di Lipsia brillare nellombra Forse vi si specchiava senza saperlo poverina qualche maravigliosa stella del cielo Appena Zita savvide che io avevo scorto lanimale appiattato saffretto a stringermi piu forte e mi sussurro Non badare a lei e pazza per il suo colossale romanzo damore Romanzo damore Si tutto damore Ah finalmente capisco e siccome non puo procurarsi unesperienza personale perche e troppo brutta Queste parole le gridai cosi forte che gli occhiali si spensero e nella notte brillarono solo i verdi occhi di Zita Via libera Misurando con passo trionfale il silenzio del deserto lungarno nella gran notte stellata per andare verso la casa dellamico Fico che maspettava certo da qualche ora vi confesso che sentivo una gran voglia di svoltare verso casa mia o meglio ancora di tornarmene a baciar Zita Un solenne patto dalleanza mi legava allamico questo e vero Ma poffare si erano pur verificati dei fatti nuovi Intanto qualche cosa di solenne era avvenuto anche tra me e Zita E poi quella rivelazione del colossale romanzo di Brockhaus non aveva forse unimportanza di primordine per spiegare tutto linesplicabile della condotta di Zita La verita era chiara La povera piccola fata dagli occhi verdi era ne piu ne meno che un trastullo nelle mani della strega Brockhaus Questa laveva spinta nel tristo doppio gioco damore sperando di poter scrivere chi sa quali stupide pagine sulla classica gelosia degli italiani E allora dovera la colpa della povera Zita Non era forse piuttosto una vittima deliziosissima degna di compianto e specialmente di baci Ma per compiangerla e baciarla sentivo proprio in coscienza di bastar da solo Mentre ragionavo tuttavia cosi il sordo dovere maveva condotto al muricciolo del giardino dellamico Che ti vedo dentro al chiaro dun po di luna nata allora Ti vedo lamico occupato a far capriole in giro Per quanto acrobata fosse quelle capriole fatte cosi da solo a mezzanotte mi diedero un po di pensiero Oh Fico sei ammattito Altro che ammattito vien dentro Entro e vedo che le capriole le faceva attorno a una specie dara di coccio verniciato a marmo imitazione Signa cioe imitazione di una imitazione romana che secondo lui bastava a fare del suo giardinetto di via Scialoia un luogo di delizie imperiali Ma che fai Fa subito quattro capriole anche tu Bisogna render grazie agli Dei Ben volentieri ma io non le so fare E tu scaraventati in terra a capo fitto scopriti il sedere grida Evoe Si potrebbe sapere che cosa e accaduto E accaduto che da domani incomincia la nostra vendetta Ah si Leggi qua Questa lettera non e di quelle che lascian dubbi e di quelle che dicono ti voglio ti voglio ti voglio son tua carne ossa midollo spinale rigaglie tutto tutto tutto Domani e la mia festa Domani e la mia festa E giu capriole Hai letto Hai letto Rabbrividisci eh Ma e inutile rabbrividire mio giovane amico Bisogna riconoscere che il pelo rosso e il re dei peli ecco tutto Ah che peccato che non sia rosso anche tu In ventiquattrore la nostra vendetta sarebbe fatta Invece tu povero mortale dai ricciolini castani ci metterai tre settimane per arrivare dove io arrivero domani sera Me ne duole sinceramente per lestetica della nostra vendetta Certo era magnifico era latino simbolico cesareo che la rea barbara fosse piegata ad ambe le nostre voglie in una sola notte ricevendo la dimane il nostro cumulativo biglietto di ringraziamento secondo i sottili disegni da noi architettati Ma ahime come si fa I disegni sono una cosa la realta e unaltra Si potrebbe stare ai disegni se si trattasse a mo desempio di Brockhaus allora si Ma si tratta di Zita per Giove di Zita creatura di sogno di Zita fiore di carne di Zita veleno inebriante di Zita di Zita di Zita mio ricciuto amico Come potrei farla aspettare poichella brucia del desiderio di me Ah no assolutamente no Nessun Gigi potrebbe pretendere tanto da un Fico e specialmente da un Fico di pelo rosso Tu ci metterai una settimana ci metterai un mese ci metterai un anno Io ti fo solenne giuro di favorire fraternamente i tuoi conati Hai finito muggii io Si Ebbene Sta molto attento a quello che ti dico Questa lettera non ha il minimo valore E scritta come vedi alle ore tre pomeridiane di oggi mentre io facevo il facchino per lei Ma alle ore dieci pomeridiane dello stesso giorno cioe due ore fa quel medesimo facchino e diventato lamante di Zita Unito a lei ormai per la vita e per la morte rompera inesorabilmente il naso a colui che osasse rompergli le scatole Detto questo intascai la lettera infilai il cancelletto e sparvi nel buio Ma la mattina alle ribussavo gia alla camera dellamico Chi e Aprimi Son io Dormo Svegliati In che qualita chiedi di entrare Di verde messaggero della vendetta amico mio Fico immortale Son successi fatti di una gravita spaventosa Cosi presto Mi pare impossibile Insomma vuoi aprirmi si o no Vengo ad offrirti Zita Non la voglio Dimenticheresti forse che siamo legati da un patto solenne Tu lhai rotto Come Tu hai rotto il nostro patto solenne E ti rompero anche luscio se non me lapri immantinente Luscio si apri Ma nellistante medesimo lamico con un magnifico volteggio era sparito oltre il letto e la armato dun cantero pieno fino allorlo stava impavido aspettando lassalto Quando vide che io prendevo tranquillamente una sedia e incominciavo con molta gravita ad esporre i fatti depose il suo cantero infilo una buffissima tunica cinese due ciabatte turche accese una sigaretta egiziana e mascolto Il colloquio duro forse cinquanta minuti come tutti i colloqui storici ma in poche parole vi diro tutto Quella notte lavevo passata in piedi Una notte da Otello Infatti alle sei della mattina maggiravo gia tempestoso attorno alla Torraccia la quale pareva dormire placidamente sotto la guardia de suoi tre cipressi che la coprivan tutta ai miei feroci occhi Finalmente mavventai come il toro Tenevo stretta in pugno la lettera infame ero deciso se non proprio a strozzarla a farle raccomandar ben bene lanima a Dio che navrebbe avuto tanto bisogno Arrivo a corna sotto Porta aperta E finestre spalancate Ohei Non ce nessuno Una contadina che stava a far pulizia si sporse dal balconcino di Zita e mi grido Felice giorno sor Luigi Son ite a veder nascere i ssole su a i Mmontalle Croci A momenti arebber a tornare Entrai per aspettare Ero stanco La prima sedia che mi si presento sotto ci caddi a piombo Ma appena sentii dessermi seduto sopra un libro mi affrettai a sottrarlo allinvolontario oltraggio Non era un libro era un grosso quaderno Sopra cera scritto Italien Liebe Blut diario di una giovane inglese Puah rantolai Ecco il romanzo di Brockhaus Traduzione di C e Z K C e Z Come sarebbe a dire Collaborazione forse Oh ma che impossibile Quello Z doveva essere soltanto una tenerezza sororale un delicato segno di gratitudine Brockhaus voleva offrire cosi un poco della sua immortalita alla sciagurata sorellina che si prestava cosi gentilmente ai suoi esperimenti erotici La curiosita e una bella cosa ma il tedesco come sapete e una cosa bruttissima Percio sfogliavo si quel quaderno a due o tre pagine per volta ma mi guardavo bene dal durar la molta fatica necessaria per capire Doveva trattarsi pero di impressioni di viaggio che Dio ce ne scampi e liberi non solo in tedesco ma in tutte le lingue del mondo Salto in mazzo una ventina di pagine ed ecco mi schizza sul naso per Dio la calligrafia di Zita Forse un qualche ricordo particolare di viaggio Altro che ricordo era una professione di fede un credo diabolico La signorina diceva di sentirsi un qualche cosa di terribile di freddo come una lama una voce che le gridava ad ogni passo In questa terra dItalia tu lascerai passando una striscia di sangue Il destino di due uomini dipendera da te Brutta sbrindellona Capite che roba Vi piace lidea di queste due tedesche che scendono in casa nostra a fare di cosi bei lavori e poi li raccontano ai loro connazionali come memorie di una inglese Ora capivo La descrizione di luoghi e di costumi le meditazioni filosoficostoriche erano affidate alla penna di Brockhaus ma la sostanza erotica era opera tutta di Zita della mia dolce Zita della mia fata dagli occhioni verdi Bisognava leggere per credere Mi rodevo di non capir tutto Ma quel poco che capivo bastava per rivoltarmi il magone Cerano le mie lettere tradotte fedelmente cerano le famose frasi raccolte dal vigile taccuino di Brockhaus cerano certe vampate di desiderio per i miei riccioli ma ce nerano almeno altrettante per il pelo rosso del collega Fico Datato dal treno PisaFirenze cera questo mirabile pensiero di una vergine Si Io saro da tanto Si questi due italiani si getteranno uno contro laltro invasati di gelosia si sbraneranno simili a cani aizzati E che sara la causa di questo Per che cosa si saranno essi perduti insanguinati Per unanima gelida che non li ama che non puo amare per un corpo che altri avra e non loro mai Questo era scritto il martedi sera Mercoledi mentre io facevo il facchino per lei nel cuore della vergine era sbocciata questa commovente erratacorrige al suo pensiero del giorno innanzi No No No Il ghiaccio della mia nativa Cornovaglia non regge allincendio di questo sole dItalia Sono degli uomini anche nella mia brumosa patria ma non sanno guardare come mi guarda questo Questo sarei stato io modestia a parte Io brucio Io brucio di vergogna come quando ero piccola e debbo guardarmi addosso credete debbo palparmi per esser ben sicura daver le mie vesti Ma e inutile perche sono certa che questi occhi vedono lo stesso vedono la carne la mia carne nuda Ebbene sia Sia Gettero la mia carne viva a questi cani bramosi Lavranno Ma la pagheranno col loro stesso sangue Lo giuro per le zolle sacre della mia patria Se lavessi avuta fra le mani in quel momento le avrei fatto volentieri un certo scherzo che e troppo sudicio per potersi raccontare Ma tra propositi violenti mi rifacevano anche capolino disegni di allegre vendette arzigogolate al modo de nostri vecchi bizzarri fiorentini Voltai ancora pagina cosi per fare persuaso di trovarla bianca Ma che Altro che bianca Era la piu sporca di tutte E non era una sola eran dieci almeno buttate giu calde calde quella notte stessa Cera tutta la faccenda della sera avanti cari miei ma come particolareggiata ma come circonstanziata che precisione che miniatura E io che lavevo creduta una creatura teneruccia nelle grosse mani della sorella che lavevo compatita per questo che lavevo amata si amata amata davvero in quellora dolce in cui mera parsa tutta mia tutta rifugiata in me come una piccola sorella sperduta in questo triste mondo povera mendica damore come me alla quale non avrei negato di difenderla e amarla anche tutta la vita sella appena me lo avesse chiesto in quellora la Perche insomma ero fatto cosi ridevo ridevo ma poi in fondo pigliavo tutto sul serio tal quale come ora che non rido piu E voltai in fretta quelle miserabili pagine fino allultima Qui cera tradotta in bel tedesco la lettera che io tenevo ancora appallottolata nel pugno la lettera allamico rosso E cerano due righe ancora che dicevano Mha risposto una sola parola adorabile E verra Verra folle di desiderio lo condurro giu sotto le stelle tra lombre pallide degli olivi fin la fin la dove iersera E glie lo diro Si gli diro Qui Qui e stato qui lamico tuo mha stretta mha soffocata e pronunciava il tuo nome e rideva di scherno Se gli diro cosi gli vedro uscir dagli occhi fiamme rosse come i suoi capelli Era tempo Rimisi il bel romanzo sulla sedia ci strofinai sopra ben bene e con intenzione quello che dianzi vi avevo strofinato per sbaglio poi presi un pezzo di carta e ci scrissi con caratteri nervosissimi Je sais tout Mais il ne taura pas Sil viendra ce soir je le tuerai dans tes bras Gardetoi E via di corsa dallamico Fico Notte buia Grandi cumuli soffusi di biancor lunare vanno veloci per il cielo nero Gli olivi della Torraccia piangono stridono curvati senza dubbio dallo Spirito della Tragedia che saggira gia furibondo Lora e vicina Scocca Lamico impavido ravvolto in un bruno mantello di suo nonno si fa sotto il balconcino e chiama Zita Zita gli aveva mandato nel pomeriggio un teatrale biglietto avvertendolo della mia minaccia Dire a un uomo Non venire altrimenti rischi la vita e come dirgli Vieni altrimenti ti considero un vigliacco Percio Zita doveva esser piu che certa che il mio rosso amico sarebbe venuto Infatti ben nascosti tra gli olivi noi lavevamo veduta andare e venire per la sua cameretta ora acconciarsi allo specchio ora scarmigliarsi come presa da una subita disperazione poi chiamare il sorellone e leticarci sonoramente poi aprire il balconcino e guardar giu e guardar su e poi richiuderlo e poi riaprirlo Ora quando si senti chiamare nella notte io la vidi balzare atterrita Forse conoscendoci ancora cosi poco non aveva potuto capire qual di noi due la chiamasse Alla seconda capi e disse con un fil di voce Sei tu Si rispose lamico Fico Fuori non saremmo sicuri Meglio chio salga Ho tante cose da dirti Disse lei No Disse lui Si Serra bene le imposte e scendi ad aprirmi Entrato lamico ci fu un gran scatenaccio Poi un gran silenzio A noi dissi palpando il mio bellissimo pugnale del Cinquecento Cera qualche preparativo da fare Trascinare una balla di patate di sessanta chilogrammi sotto la Torraccia Arrampicarsi su per il muro fino al secondo piano approfittando di certi radi pioli che verano piantati e tenendo in bocca il capo della fune a cui era legata la balla Una volta entrati nello stretto balconcino di Zita issare con la suddetta fune la suddetta balla legandola sospesa fuor della balaustra E tutto questo fu fatto ne una farfalla avrebbe piu silenziosamente volato Oh mi dimenticavo di parlarvi di un certo barattoletto importantissimo Ma non mero affatto dimenticato di portarlo su con me e di posarlo in un angolo prestabilito del balconcino di Zita Non avevo piu niente da fare fuorche aspettare Ma questa proprio mi parve la faccenda piu difficile Si ha un bellessere amici Si ha un bellesser legati da un patto solenne anzi da due patti solenni ma quello star li fuori al fresco mentre laltro stava dentro al caldo Eravamo daccordo che io avrei aspettato lui per muovermi Il quale lui fatto comodamente il suo comodo si sarebbe accostato alla finestra dicendo forte Vieni Zita raccontiamo la nostra gioia alle stelle alle nubi al vento e cosi dicendo avrebbe aperto di botto le imposte del balconcino Eravamo daccordo cosi e verissimo Ma per Bacco briaco est modus in rebus Anche in quelle rebus li non vi pare E siccome il modus non ce lo metteva lui ce lo misi io stroncando mezza la vecchia persiana con una tremenda spallata e gridando in gola con voce micidialissima Zita Apri Quellora e mezza buona passata li fuori mi aveva portato al diapason della montatura nel senso teatrale della parola Immaginatevi come dovesse esser montato lui lispido amico Fico tirato giu cosi a un tratto senza preavviso da chi sa quale rendezvous olimpico Lo sentii slanciarsi contro la finestra come una iena Ebbi paura che dicesse davvero Zita gracchiava nascosta dietro il letto E aveva ragione di crepar di paura perche vassicuro che quel nostro incontro avrebbe fatto paura anche a due guardie di pubblica sicurezza Che quadro Le due candele sul cassettone fumavano al vento e gettavano bagliori sanguigni sui nostri pugnali Stretti in un orribile abbraccio di morte rotolammo fuori sul balconcino dicendocene di cotte e di crude Ah vuoi scappare vigliacco rantolai io Lui per tutta risposta mi porse il barattolo di cui ho parlato piu sopra Io ci intinsi risolutamente il pugnale che ne usci rosso e gocciolante Zita grido con lultimo fil di voce lamico e se ne discese comodamente da quellacrobata che era giu per quei pioli che avevano servito a me per salire Te lho spaccato il cuore traditore gridai io allora slegando il sacco delle patate Mi sentii stretto da due braccia fredde come anguille Tu las tue Sssss Ah Il tonfo di quelle patate Indimenticabile Non ho mai visto attrici far cosi bene la loro parte Io stesso nebbi un brivido di terrore Figuratevi Zita Nein No Pas Nest pas vrai No Charlotten Sssss Tu sens il ne bouge pas sussurrai con voce cavernosissima No Peutetre il vive Bisogna discendere a lui Inutile E morto No Si Ho sentito benissimo il cuore sotto la punta del pugnale Non ci sbagliamo noi italiani abbiamo troppa pratica E morto E morto E morto Non ti resta che baciare il suo sangue E cosi dicendo le impiastrai tutta la faccia con linchiostro rosso del mio pugnale Ah No no no no Anchio voglio morire Mi dispiace ma io non posso proprio ammazzarti le dissi con molta serieta non ho tempo da perdere Non bado a quel che le dicevo Si precipito giu per la scaletta strillando Charlotten Charlotten Charlotten E io dietro che tra poco ruzzolavo le scale dal gran ridere a bocca chiusa Charlotten Charlotten Charlotten Entriamo in camera Non cera Zita piangeva finalmente Ma Carlotta dunque Dove ti sei nascosta Siamo vili Quelluomo non e morto forse possiamo ancora salvarlo Carlotta Quelle parole tedesche si ma una buona volta sincere muccisero il riso nel cuore Mi fecero vi giuro leffetto che fece la musica di SantAmbrogio al Giusti Pensai anchio Povera femminuccia gettata cosi per il mondo in omaggio alle cretine idee fisse del Nord sullemancipazione della fanciulla mentre Dio sa quanto bisogno avresti duna buona mamma e dun buon babbo sempre vicini e vigili che ti dessero lezioni un po meno salate di questa che than dato due ragazzacci italiani Carlotta rispondimi grido ancora Zita battendo i piedi con una furia pazza E questa volta Carlotta rispose Ma giusti Numi da dove rispose Si sa la paura li fa certi effetti Ma in quel momento proprio cosi denso di tragedia e di filosofia sociale sentir venire quel flebile ja miagolato da la dentro Io mebbi a buttar sul letto rompendo oltre ai bottoni dei pantaloni chi sa quante molle e ridere ridere ridere alluso mio dallora a costo di rovinar tutto sul piu bello Ma per fortuna Zita sera gia slanciata verso quel luogo riposto a tirarne fuori la povera Brockhaus Le sentii correre giu scatenacciar luscio e uscir fuori insieme Per Bacco Non cera tempo da perdere davvero Mi buttai a precipizio varcai la soglia guardingo quattro salti di lupo sullerba e fui nelle braccia dellamico Fico che stava gia a godersi lo spettacolo seduto sulla groppa gobba dun olivo Che vi debbo dire Ve le immaginate voi quelle due romanziere ansanti bisbiglianti tentennanti che savvicinavano con un lumino a olio facendo due passi avanti e uno indietro e sussurrando di tratto in tratto il nome del mio amico ve le immaginate voi quando finalmente scorsero quel qualche cosa di nero in terra quando lo toccarono finalmente quando vi lessero sopra un bel cartello che diceva ITALIEN LIEBE BLUT con contorno di patate LAEROPLANO La mamma non ce in casa mi rispose una bambina di dieci anni restando perplessa Dunque e proprio impossibile vedere questa camera ammobiliata insistei io gettando una penosissima occhiata in fondo al pozzo delle scale Ritornare quassu al sesto piano Veramente ci sarebbe il babbo in casa Ce il babbo E allora perche mi dici di ritornare O il babbo o la mamma sara lo stesso mimmagino Oh non e lo stesso Ma passi pure se vuole La seguii per un lungo corridoio finche entrammo in uno stanzone mezzo buio e mezzo illuminato talmente zeppo dogni qualita di oggetti grandi e piccoli antichi e moderni comuni e rari definibili e indefinibili che una delle due finestre ne era per tre quarti seppellita ne si apriva piu da chi sa quanti anni per la fortuna di un esercito di ragni che vi si era sicuramente attendato Di dietro a un cassone sul quale torreggiava una fragile costruzione fatta di tasselli di legno di stecche da busto paglie di sigari virginia molle dorologio padelline da candeliere chiodi tasti di pianoforte corde di violino munita di due grandi ali tese fatte con fil di ottone e pezzi di camice vecchie sbuco al richiamo della bimba una testa duomo Aveva Ma che serve descriverla Era la testa di un padreterno anzi piu precisamente la testa di un padreterno del Perugino cioe della piu buona pasta di padreterni che i pittori abbian saputo creare In che cosa posso avere lonore di servirla domando con un altissima intonazione diplomatica luomo padreterno Uscendo di dietro il cassone per venirmi incontro egli savvide di essere in mutande e stringendosi in fretta alla vita il lungo camice cenerino e arrossendo tra il soffice biancore del suo pelame Voglia scusarmi soggiunse linventore e un operaio Ah perche Lei e inventore Mi rallegro tanto Non lo sapeva Veramente Allora perche e venuto scusi Per vedere la sua camera ammobiliata La fronte dellinventore si corrugo terribilmente Poi parve raccogliere tutta la sua volonta in uno sforzo supremo e disse Andiamo E andammo a vedere la camera ammobiliata Era grande cera aria sole vista di un po di verde non desideravo di piu E quanto chiedono domandai Nuovo e piu terribile aggrottamento di ciglia poi una risposta esplosiva Settanta lire E unesagerazione dissio uscendo dalla camera per andarmene Mi dispiace di averla incomodata La piccina colse il momento per avvicinarsi allorecchio del padre e dirgli qualche parola Facciamo sessanta disse lui subito seguendomi con un sorriso E troppo Consideri che noi non siamo affittacamere qui godra della massima tranquillita Sotto questo tetto ce la mia famigliuola e Lei Va bene va bene ma e troppo lo stesso Facciamo cinquantacinque Cinquantacinque Ma le pare poco Facciamo cinquanta ecco e non ci pensiamo piu Bisogna pensarci ancora Perche io cinquanta lire non gliele posso dare E allora facciamo quarantacinque La piccola incomincio a fare gli occhiacci al padre Io lieto di avere ottenuto gia piu di quello che speravo mi limitavo a terminare il mio discorso non gliele posso dare dicevo perche capira anchio lavoro come Lei per un ideale e il lavoro per ora mi vien pagato a speranze Si eh Si eh grido divampando e scintillando di subita commozione fraterna linventore Si eh E allora la sua gioventu non si devessere rivolta invano alla canizie misconosciuta dellinventore Romolo Bruscoli Guardi Io sono romagnolo questa camera Lei la paghera trenta lire La piccina grido Bada che la mamma Non importa interruppe quel piccolo padreterno furibondo di generosita Sono romagnolo si o no Questo signore deve avere la camera per trenta lire e basta La piccina pero non si diede per vinta Adesso gridi tanto forte perche non ce la mamma Silenzio dunque strillo lui E uscite subito di qua La piccina rimase li Io mi credei in dovere di raccomandare al signor Romolo Bruscoli di pensare ai casi suoi piu che ai miei considerando che non mi piaceva affatto di provocare discordie intestine col mio solo ingresso in quella casa Ma ne ebbi una sola risposta Sono romagnolo Quando lo vidi irremovibile pagai le mie trenta lire e presi possesso della camera Il mio singolare padron di casa mi aveva detto tra le altre cose che io avrei goduto la massima tranquillita non vivendo sotto quel tetto se non io e lui con la sua famigliuola Una simile affermazione mi dava dunque ragione di supporre che la sua famiglia fosse composta di lui della bimba e della ignota e temuta potenza femminina Ma ahime di quanto mi ingannavo Verso mezzogiorno fui addirittura spaventato da una improvvisa irruzione infantile che udii imperversare nel corridoio Aprii luscio della mia camera e vidi una piccola orda arrestarsi attonita nella penombra aspettando che li raggiungesse una signora piuttosto grassa e paciona vestita di nero che se ne veniva pian piano sorridendomi Io non riuscivo a sorridere Tutti questi bei bambini balbettai Sono tutti fratellini miei grido pronta la piccina di prima che era venuta loro incontro in quel momento e prendeva il piu piccolo per mano esortandolo a non aver paura di me Lei e inquilino nostro forse domando sempre sorridendo la signora grassa Ci ho tanto piacere Grazie risposi grattandomi la testa Non si dia pensiero sa per questi bambini Perche oggi e domenica Ma gli altri giorni sono tutti a scuola o allasilo Meno male esclamai ma poi soggiunsi subito per timore di averla urtata Del resto mi devo rallegrare con Lei per la quantita e per la qualita Come come Mha preso per la mamma di questi ragazzi I No no sono la zia Sorella forse della padrona di casa No no per carita non ci mancherebbe altro Non ho proprio niente a che fare io con questa moglie qui io ero cugina carnale della prima moglie di Romolo Ah cugina carnale della prima moglie del signor Romolo Sicuro caro signore E vive qui anche lei in famiglia Sicuro caro signore Per mandare avanti una casa ci vuole una donna che sia una donna Ah Perche la padrona di casa E un omaccio signor mio peggio di un omaccio la vedra Ma tutti questi bei ragazzi Gia lei e buona a farli Belle forze ma gli altri li devon allevare E un omaccio creda a me Vuol sapere una cosa oggi e domenica crede che lei sia a tavola con noi Ma che Hanno offerto un banchetto con dellaltre sfacciate a una brutta vecchiaccia che e venuta dallAmerica per trappolar la gente con le conferenze E cosi tornera questa sera chi sa a che ora capisce E femminista forse domandai Ecco vede che Lei mha capito subito In quel momento qualcuno giro con molta energia la chiave nelluscio di casa ed entro infatti un giovanotto biondo con due baffetti arricciati molto ben pasciuto e molto ben vestito passo in mezzo a noi quasi senza salutare ando diretto a un uscio lapri entro e richiuse rapidamente Ebbi il tempo di vedere che era entrato nella cucina Quello incomincio a dirmi la cugina carnale della prima moglie del signor Romolo quello sarebbe Un altro parente a quanto pare No ma quasi Diventera presto via E il fidanzato della figlia di Romolo Di quale figlia scusi Non son tutti piccini Ma no si tratta del sangue di quellanima santa della prima moglie Ah ho capito ci sono qui in casa anche i figli del primo letto Eh ormai esclamo malinconicamente la signora una e monaca laltra e maritata viene qui giusto la domenica a mangiare un boccone con noi In casa non ce rimasta altro che questa creatura di ventanni buona sa buona come un angelo e brava per la casa uh non esce mai sempre a lavorare dalla mattina alla sera E sposera presto Mah e qui un sospiretto Chi lo sa Questo fiorentino e un bel ragazzo ma non ha impiego Sara un anno che lo cerca e non lo trova Intanto mangia qui con noi Per bacco Ma questo e un refettorio Qui fummo interrotti da un rumore di colluttazione e di ingiurie che veniva dalla cucina La porta si apri impetuosamente e apparve una graziosa figurina bionda rabbuffata e spaventata che senza vederci grido Papa Immediatamente il grido fu ripetuto da tutti i ragazzi che uscirono in frotta dalla stanza vicina alla mia Ah chiami papa grido il bel giovinotto rincorrendo la ragazza Sai che paura To te ne do un altro e prima ancora di dirlo le aveva gia allungato un ceffone sonorissimo ed era rientrato in cucina mentre linventore accorreva dal suo laboratorio Io avevo cacciato fuori tanto docchi ma la signora con la quale conversavo me li fece rientrare subito dicendomi senza scomporsi affatto Le solite cose da innamorati signore mio Intanto linventore cui la fretta e la commozione avevano sconvolto le sembianze e resele ora piuttosto raffaellesche che peruginesche era corso ad abbracciare con gran delicatezza il capo biondo della figlia e stringendosi il visetto infocato e lacrimoso contro il petto le diceva con tenerezza materna Ninny piccina mia dillo a papa tuo che cose stato tha picchiato quel cattivo eh ancora Ma perche Ma che cosa vuole che cosa gli dobbiamo fare di piu La bonta e la pazienza dovranno pure avere un limite Non ci pensa lui che io son romagnolo Romagnolo ruggi di dentro il giovanotto e poi continuo spalancando luscio di cucina Icche la mi vorrebbe fare sentiamo un poco Per lamor di Dio babbino mio Sii buono non gli rispondere grido la giovanetta aggrappandosi al padre e baciandolo Come a un segnale dato i sei bambini si attaccarono per di dietro al camice dellinventore strappandone al primo impeto tre bottoni Mettervi alla porta grido rinculando il vecchio tutto bianco come il suo pelo Mettervi alla porta Sarebbe ora Questa volta la paciona mia interlocutrice aveva creduto bene di muoversi era andata a prendere il bel giovanotto sotto braccio e stringendoselo con visibile soddisfazione al fianco lo trascinava dentro la cucina dicendogli Su via Ettorino non vedi che ce gente Lascialo dire adesso si va a tavola e li finisce tutto lo sai Guardiamo piuttosto che non si bruci labbacchio E inutile piccina mia e inutile ripeteva linventore tirato sempre piu indietro dalla sua progenie fin nel fondo del corridoio E inutile tanto un giorno ci si dovra venire No credi papa e cosi nervoso Ettore ma in fondo non e cattivo mi vuol tanto bene Ci si dovra venire piccina mia Son romagnolo Che non ti metta piu le mani addosso che non te le metta se no non parlo piu faccio Il bel giovanotto che stava per infilarsi nella bocca due lunghissimi maccheroni forse per giudicar della cottura sospese loperazione e commento Faccio Per me facciamo pure basta che un si faccia a cornate se no un ce la posso e cosi detto ingoio i due maccheroni La signora che gli stava vicino soffoco una risata e dandogli con la mano sulla nuca gli susurro un amichevole Vassallone e poi fini di rigirare labbacchio dentro il tegame Che cosa ha detto grido linventore laggiu dalla soglia del suo stanzone Niente niente parlava con la zia si affretto a dire la fanciulla Che cosa ha detto ripete piu forte linventore ma unultima vigorosissima tirata della sua prole lo fece scomparire dentro luscio dello stanzone Stavo per rientrare nella mia camera credendo che lo spettacolo fosse finito quando suono il campanello Un po per cortesia un po per curiosita trovandomi a un passo dalluscio di casa aprii Feci appena in tempo a scansarmi che la porta fu spalancata con impeto e un uomo basso e moro coi capelli piuttosto lunghi un gran cappellone da pittore un fiasco di vino in mano una salute invidiabile entro ballonzolando sullaria della Boheme Tra la laralala lala lala lala la laralala Dietro lui veniva ansando con un grosso poppante addormentato sulle braccia una donna molto giovane vestita modestissimamente e cosi somigliante alla bionda e pallida Ninny che subito riconobbi in lei quella tal figlia maritata di cui la signora grassa maveva parlato Era il supplemento domenicale della famigliuola Non curandosi affatto della mia insolita persona ne dei saluti che gli venivano dalla cucina il rubicondo Marcello fece tutto il corridoio a passo di danza cantando il suo pezzo favorito Quando fu in fondo si fermo tese il braccio che teneva il fiasco e grido Oggi pago da bere io Vol piovere fece il bel giovanotto dalla cucina Ti vanno bene gli affari Aristide domando la grassa signora aiutando il prode Ettore a scolare i maccheroni Benone sora Matilde parto per lAmerica grido lallegro Aristide Vi levo lincomodo siete contenti Sempre una nuova disse scoppiando a ridere la signora Matilde e rise anche Ettore e anche la piccola e pallida moglie Credendo di avere assistito anche alla farsa mi parve giunta lora di chiudermi in quella mia camera dove secondo il buon inventore avrei dovuto godere una pace quasi claustrale Dopo unora sentivo procedere il pranzo con un cosi crescente bonumore che dovetti chiudere il mio libro e uscirmene di casa disperato La notte ritornando verso il tocco giunto su alluscio di casa mi trovai dinanzi il dorso di una persona la quale si sforzava dinfilare la chiave e non ci riusciva Esaminai lo sconosciuto alla luce del mio cerino Era un alto signore tutto impomatato emanante un acutissimo profumo di violetta da pochi soldi con piccoli baffetti e mosca sul mento portava una redingote di vecchio taglio delle scarpe lucentissime ma crepate una mezza tuba alla francese grave dunto una camicia inamidata ma sgualcita era paonazzo in volto e soffiava e ad ogni tentativo fallito ringhiava la fatidica parola di Cambronne Non tardai a riconoscere un francese ubriaco e pensai questo signore certo ha sbagliato uscio Questce que voi vulete mi chiese quando si avvide di me e io credendo di illuminarlo subito Entrer chez moi monsieur Ma lui senza lombra della meraviglia Mais tres bien alors vous mouvrirez cette cochonne de porte Hein vous logez ici Vous aussi En etesvous sur Monsieur esclamo il francese facendo un passo addietro e chiudendosi nella sua redingote con un gesto da padrone delle ferriere Jai bu du veritable Pernod en tous cas pas de la grappa ou de ces cochonneries anglaises e porgendomi la sua chiave con schematica compitezza Voyez vousmeme Io presi la chiave e per essere ancora piu sicuro anzi che confrontarla con la mia la infilai addirittura nella toppa se la sua chiave apriva era chiaro che quel signore aveva il medesimo diritto che avevo io di entrare E la chiave infatti apri Quando fummo dentro il francese appoggiandosi con le spalle al muro cerco nella tasca interna un biglietto di visita e me lo offri Io glie lo ricambiai poi aprii lentamente luscio della mia camera Il francese attacco con molta cura il cappello e la redingote ad un attaccapanni e poi entro nella cucina augurandomi la buona notte Guardai il suo biglietto cera sopra tanto di corona comitale e sotto Ingenieur Alphonse Leroy Paris Dopo una mezzora volli andare a prendere dellacqua fresca in cucina e lo vidi raggomitolato sopra una branduccia da bambini che russava profondamente Una giornata sebbene piuttosto laboriosa come avete veduto non era tuttavia bastata neppure a farmi conoscere di vista tutte le persone che componevano quella che il buon inventore con commovente eufemismo chiamava la sua famigliuola Infatti mi mancava ancora la moglie che conoscevo soltanto attraverso le minaccevoli parole della piccola figlia decenne e le poco delicate allusioni della signora Matilde e del bel fidanzato La mattina dopo appena alzato dal letto la lacuna mi fu colmata La signora Bruscoli venne a farmi una visita Era una signora vicina alla quarantina non bella ma di modi spigliati e garbati era gia vestita da fuori in procinto di uscire Vidi che mi guardo prima di tutto da capo a piedi e certamente formulo un rapido giudizio sulla mia persona giudizio benevolo perche aumento subito i suoi sorrisi e mi disse Scusi se le parlo francamente ho la grande disgrazia di avere per marito un imbecille Oh Si si un imbecille Lei che ha laspetto di una persona dingegno Grazie Io sono franca Lei dando uno sguardo a questa casa si accorgera subito che e la casa di un imbecille E Lei non sa tutto Oh se sapesse tutto Ci fu una pausa dopo la quale la signora riprese Per colpa di questuomo io mi trovo costretta a farle ora una parte antipatica la prima volta che ho il piacere di vederla e di conoscerla Capii subito di che si trattava bisognava modificare il mio piccolo contratto daffitto in barba ai romagnoli propositi del buon inventore Pur riconoscendo in parte la giustezza delle sue pretese credetti di doverle far notare che quella camera non rispondeva in tutto ai miei desideri Di chi la colpa grido la signora Bruscoli Di chi la colpa sempre di quellimbecille di mio marito che ha trasformato questa casa in un albergo dei poveri in una succursale della Congregazione di Carita Ah non mi ci faccia pensare non mi faccia ricordare altrimenti divento furiosa non capisco piu quel che faccio Ma non sa Lei che mio marito era ricco ricco quando lho sposato io Gia se non fosse stato ricco non lavrei sposato mi piace dir le cose come stanno Ebbene se fatto mangiare tutto tutto capisce e anche adesso che non ce piu niente dobbiamo mantenere la bellezza di quattro persone inutili Dico dobbiamo mantenere perche io guadagno sa sono redattorecapo dellAvvenire Femminista Ah Lei non e femminista Gia io veramente non Mi dia la mano Anchio ci credo poco al femminismo ma pagano e anche abbastanza bene E io vendo la mia penna come un uomo Non si potrebbe essere piu femminista di cosi La signora rise mettendo in mostra due file di denti un po disordinati ma bianchi E poi continuo E cosi dicevo manteniamo la bellezza di quattro persone Le pare che ci sia del cervello quando si e in nove in famiglia e di questi tempi con sei figli piccoli che bene o male dovranno pur crescere Eppure e cosi manteniamo quattro persone quanto a Matilde meno male fa le faccende di casa io non saprei ne potrei occuparmi della casa Lingegner Leroy quello e un caso speciale E un signore tanto fine tanto cortese un vero signore Ha perduto tutto al gioco e un giorno e venuto poveretto a offrire i suoi servigi al nostro giornale Non puo credere limpressione che ci ha fatto Ho pensato che essendo ingegnere poteva essere utile a mio marito e infatti mio marito ne e stato contentissimo contentissimo proprio aggiunse ridendo e poi riprese con impeto Ma io domando per quale ragione dobbiamo dar da mangiare al fidanzato della mia figliastra Me lo sa dire Lei perche Io no davvero signora mia Ma non basta adesso dopo il fatto di ieri sera ci rimarra sulle spalle anche la figliastra maritata vedra Quale fatto scusi Non cera Lei Non cero nemmeno io Ma e presto raccontato Badi che e graziosa da far ridere anche la luna Ieri a meta del pranzo quel pazzo del marito si e alzato e ha detto Sono le tre e giunta lora di partire per lAmerica bevete alla mia salute come io bevo alla vostra Tutti si son messi a ridere Sono abituati alle sue buffonate anzi per stare meglio allo scherzo dice che tutti lhanno abbracciato e baciato comegli pretendeva e lhanno lasciato uscire aspettandosi chi sa quale lieta sorpresa Sa quale e stata questa sorpresa E stata che non se piu visto Per Bacco Capisce Se lo scherzo dura avremo sulle spalle la moglie e il pupo E allora mi decidero una buona volta a far qualche cosa di bello anchio me ne andero via di casa Del resto lho gia detto a mio marito o via lei o via io Scelga lui io sono stufa Speriamo che le cose si accomodino Mi scusi eh signore mio non so perche ma ho sentito il bisogno di sfogarmi un poco con una persona capace di capirmi Il discorso ritorno sul prezzo della camera aggiunsi quindici lire riservandomi pero di andarmene anche dentro il mese stesso se la camera avesse continuato ad esser tranquilla come in quel primo giorno Quella camera era senza dubbio la meno propizia di tutta Roma per i miei studi ma pure non trovai mai la strada per uscirmene Cera tanta vita intorno a quelle mie quattro mura Quante cose imparavo ogni volta che chiudevo un libro rabbioso di non poterlo leggere e mi mettevo ad ascoltare le voci innumerevoli di quella casa Quanto era buono quel povero inventore Bisognava vederlo alle prese con quei suoi infernali bambini per giudicare della sua pazienza e del suo cuore Dopo aver perduto una intera giornata ad accomodare qualche suo modello tolto mezzo fracassato dalle loro mani vandaliche era capacissimo di vegliare qualche ora per fabbricar loro un nuovo giocattolo destinato a divertirli la prossima domenica In fondo creda pure che son buoni mi diceva quando inorridivo per la sorte di quei suoi poveri modelli Vede guardi laeroplano non me lo toccano piu E laeroplano infatti non lo toccavano piu da quando lingegner Leroy li aveva avvertiti che avrebbe tagliato un orecchio a chiunque avesse osato toccarlo Quanta mite potenza damore era nascosta in quelle quasi comiche sembianze di padreterno che mavevano fatto ridere il primo giorno In certi momenti io arrivavo a sentire ora per lui quasi un attaccamento figliale sentivo il contagio della sua grande bonta impadronirsi di me come una vertigine Perdevo delle intere giornate a lasciarmi spiegare le sue invenzioni perche cio gli faceva un gran bene lo accompagnavo nei suoi tentativi quotidiani e quotidianamente infruttuosi per collocare i suoi ritrovati e lo sostenevo se bene inutilmente di consigli e di argomenti Avevo perfino trovato per lui in fondo a me stesso delle recondite e insospettate qualita di brigatore tanto bramavo di dare a quella canizie misconosciuta come la chiamava lui la gioia di un piccolo trionfo Ma che tutte le sue invenzioni o erano poco interessanti o erano troppo imperfette o erano impratiche per il gran costo o erano inutili o nel miglior caso erano gia state inventate da altri Una vera disperazione per me badate bene non gia per lui Egli sosteneva impavido le piu ironiche le piu atroci critiche e ad ogni sconfitta nuova concludeva invariabilmente Non tutte le ciambelle posson venir col buco si sa Io ce lho la mia ciambella col buco sicuro e laeroplano Appena Leroy avra terminato gli studi per il motore troveremo i danari per andare a Parigi insieme e tornero ricco Per un mese si era vissuti in quella casa in una specie di sospensione quel bel tipo del signor Aristide non sera fatto piu vivo e la povera moglie sfinita dalle veglie penose e dallallattamento non si riconosceva piu Tuttavia si sperava ancora di rivederlo da un momento allaltro Pendeva ancora sul capo del povero inventore la minaccia della moglie O fuori lei o fuori io E quella non era donna da minacciare invano Ma che cosa avrebbe potuto fare quella povera figlia sua debole affranta con un bimbo al petto senza unarte Come pagarle una camera ammobiliata altrove Non era piu semplice dare un posticino anche a lei dentro quella casa e dividere per tredici quello che fino allora sera diviso per dodici Cosi la pensava lui ma la moglie non si smoveva O fuori lei o fuori io Si ando avanti discutendo fino al giorno in cui arrivo dalla Prefettura una comunicazione che riguardava il signor Aristide Egli si era veramente imbarcato a Napoli per lAmerica erano mancati gli estremi per arrestarlo possedendo egli tutte le carte in regola e dichiarando di aver affidata la moglie alla famiglia paterna questa consenziente Infatti era verissimo La tempesta si scateno Fu tutto inutile quello che tentai di dire e di fare in quella triste sera La signora Bruscoli fece nella notte stessa il suo baule e la mattina alle sei lascio la casa Il disgraziato si mise a piangere come un bambino Tre giorni dopo la signora Matilde che era gia cresciuta di qualche chilo dal piacere desser rimasta padrona del campo venne a cercarmi tutta felice come se portasse la piu lieta novella di questo mondo Avevo ragione si o no io Da quando se ne andata quella sfacciata lingegnere non dorme piu qui son tre notti Mi pare chiaro che cosa ne dice Lei Io Ma io non dico niente cara signora Matilde E intanto quello stupido di Romolo non ci crede continuava la signora Matilde Io dico che non ci crederebbe nemmeno se ce li trovasse Capisce che fortune capitano a certe donne Col povero marito mio buonanima ogni volta che mi provavo a parlare con un par di calzoni erano schiaffi garantiti Io evitavo il discorso anzi mi ostinavo a far le viste di non crederci ma pur troppo da un pezzo mero accorto di quella tresca e ne avevo ora le piu certe prove Lingegnere veniva tranquillamente a casa ogni mattina verso le dieci e andava diretto allo stanzone Se ci trovava il vecchio gli gridava il suo solito Bon giorno camarade Avete voi un sigaro Il vecchio si cercava nel taschino alto del panciotto e glie ne dava uno o mezzo quello che trovava poi cercava in fretta il cappello e usciva di casa Allora lingegnere si metteva a lavorar di numeri e a disegnare con insolito accanimento Quanto tempo vi manca per finire il disegno del motore gli volli chiedere Peuh una quinzina di giorni al maximo Ma perche non avete piu scritto alla Casa Brioche come avevate promesso Oh inutile impossibile Come tutte le vostre speranze le vostre aderenze Niente niente inutile Ma perche Pas dargent monsieur fallimento vicino La casa Brioche va male ne parlavate come della migliore casa di Parigi Je suis sans appuis monsieur Come adesso non avete piu aderenze Cest desolant cest desesperant cest tragique mais enfin cest ainsi Come ma voi parlate sul serio Si signore bisognera che io quitti questa casa ou jai recu tant de caresses bisognera che io trovi da guadagnare mia vita voyez je laisserai al signor Bruscoli i disegni del mio motore per ricompensarlo della sua generosita Tentai di risollevare le sue speranze ma fu inutile egli aveva improvvisamente dimenticato larte di sognare marenghi che gli era stata cosi propria fino a pochi giorni prima Pensando che si trattasse di una passeggera sfiducia mi riservai di ritornare alla carica il giorno dopo Ma il giorno dopo Leroy non torno Prima di sera tutto il casamento sapeva che era scappato in Francia con la moglie dellinventore Per quindici giorni il pover uomo non parlo piu non usci piu dal suo stanzone e quasi non mangio piu Io riuscii miracolosamente a scovare uno dei molti suoi vecchi debitori e a cavargli cento lire cento lire che finirono tutte in cucina dove la signora Matilde non smise mai di ridere e il biondo Ettorino picchio e mangio sempre di piu e la povera Ninny le prese e fatico sempre piu affezionata e paziente Quanto alla povera figlia maritata sera messa a letto con la febbre e col suo piccino e aspettava per ore e ore che qualcuno si ricordasse di lei Lorda fanciullesca gia in vacanze estive era padrona della casa Lo stanzone era stato messo letteralmente a soqquadro Il vecchio non sentiva e non vedeva nulla per puro miracolo laeroplano stesso non aveva fatto la fine del resto E cosi passarono i primi quindici giorni ma si sa che lanima umana e come il fiume presto o tardi ritrova il suo vecchio letto e cosi a poco a poco lentissimamente lanima di quel pover uomo ritrovo le sue vecchie orme e sincammino di nuovo per i sentieri della sua dolce e rassegnata bonta Incomincio col dedicarsi tutto a guarire la sua figlia malata e vi riusci Il giorno che la vide rialzarsi sorrise per la prima volta Poi ricomincio a interessarsi ai giochi dei bambini poi riapri qualche libro del Flammarion riscartabello i suoi appunti risorrise al suo povero aeroplano come a un amico che ritorna allora dopo una lunga assenza ricomincio a passar la mattinata cercando quattrini per mare e per terra e i pomeriggi accomodando i suoi modelli sfasciati ricomincio a carezzare la sua Ninny ad ogni schiaffo che le dava il fidanzato e a minacciare sempre di diventar romagnolo e ad accomodare i giocattoli rotti ai piccini e a inventarne uno nuovo ogni domenica per farli stare allegri e finalmente ricomincio a sperare a sperare nella bonta dei suoi diabolici bambini a sperare nel ritorno del suo genero a sperare nel matrimonio della sua Ninny a sperare nel suo aeroplano nella ricchezza nella gloria a sperare in tutte le cose nelle quali aveva cosi pazientemente sperato prima della sua ora tragica Una mattina di domenica mentre parlava con me e cullava il suo nipotino sulle braccia passeggiando tra glingombri del suo stanzone gli arrivo una lettera raccomandata che veniva da Parigi Poso il bimbo nella sua cesta inforco gli occhiali esamino la busta ebbe un sussulto portava la intestazione della casa di aeroplani Brioche Lindirizzo era scritto a macchina Ruppe la busta e incomincio a leggere tremando da capo a piedi Alle prime parole il volto gli si inondo di rossore e grido Laeroplano e piaciuto e accettato amico mio lo costruiscono ah io impazzisco dalla felicita Per Bacco gridai fulminato dalla maraviglia e stavo gia per alzarmi e abbracciarlo quando il suo viso a un tratto si oscuro fisso la carta per un momento tutto raccolto in un pensiero penoso poi parve riguardare meglio voltata la pagina impallidi ad un tratto come se dovesse mancare poi si riprese lesse finalmente atteggio la bocca a una smorfia di dolore e di disprezzo e mi porse la lettera Legga pure Era una breve lettera scritta a macchina in italiano firmata dallingegnere Leroy seguita da qualche riga scritta a mano e firmata con una sigla a me sconosciuta La lettera diceva Egregio signor Bruscoli Il nostro aeroplano e piaciuto alla Casa Brioche La Casa ne ha ordinata immediatamente la costruzione Tra dieci giorni i pezzi dovranno essere pronti per il montaggio La vostra presenza sarebbe utilissima Procurate di venire qua al piu presto possibile anche nellinteresse vostro perche sebbene per ragioni di opportunita abbia brevettato laeroplano col mio solo nome intendo riconoscere la parte che voi avete avuto in questa invenzione La vostra signora che si trova presentemente in Parigi si unisce a me nel pregarvi nellinteresse vostro e della vostra famiglia di venir subito Vi saluto cordialmente Ing Leroy La lettera come vedete era un miracolo di sottigliezza Ma a compire il miracolo lex redattrice dellAvvenire femminista aveva vergato di suo pugno queste impagabili quattro righe Che te ne pare Romolino mio ho saputo o non ho saputo lavorare per il tuo bene Vieni subito qua Imparerai un po a vivere Meglio tardi che mai Alzai gli occhi a lui che mi era rimasto dritto e fermo li davanti come una statua il suo viso era lo specchio di quella lettera comica e tragica non si riusciva a capire se piangesse o ridesse Ci guardammo lungamente senza parlare Quando a un tratto si precipitarono nello stanzone i sei ragazzi che ritornavano allora dalla messa con la signora Matilde Il giocattolo papa Il giocattolo della domenica Che ci hai preparato papa Che cosa ci dai Il giocattolo Il giocattolo Il giocattolo mormoro come uneco la voce del vecchio Ma allimprovviso incomincio a saltare piangendo e ridendo come se qualcuno lo prendesse a frustate e a gridare E perche no E perche no Ma sicuro Ma sicuro che ce lho il giocattolo Eccolo qua Eccolo qua per Dio il giocattolo della domenica Gridate subito Evviva linventore Romolo Bruscoli I ragazzi non se lo fecero dire due volte e con sestuplice stonatura ripeterono a squarciatimpani Evviva linventore Romolo Bruscoliiiiii Tenete e divertitevi grido piangendo il vecchio E su quelle dodici mani rapaci getto dolcemente il suo povero aeroplano LA DONNARAGNO Favorischino favorischino signori senza timore alcuno Non si puo lasciare questa fiera mondiale senza avere ammirato la meraviglia scientifica del secolo ventesimo la donnaragno vivente e parlante come dimostra la fotografia qui esposta al rispettabile pubblico Testa di donna avvenentissima corpo di ragno al naturale Si sincerino se non credono con la meschina moneta di quattro soldi La verita e luce e non si puo negare ne tampoco falsare Si nutre esclusivamente di mosche vive assisteranno al suo pasto La piu grande meraviglia medica del secolo Questa e lultima infornata poi si chiude e domani si parte per lAmerica Senti Peppino domani partono per lAmerica bisogna vederla oramai ne hai spesi tanti Appunto perche ne aveva spesi tanti il bel Peppino tutto lustro e lieto nella sua fresca uniforme di cavalleria Piemonte Reale non pareva avesse troppa voglia di spenderne altri Cosi si cercava lorologio nella tasca dei pantaloni e tentennava ma la sua Armida lo guardava in un certo modo che sapeva lei un modo proprio da tentare un santo si che quando a Peppino cascarono gli occhi su quel viso invece di cavar fuori lorologio cavo fuori lesto il portamonete e ci guardo dentro per vedere quanti glie neran rimasti Quella benedetta fiera laveva rovinato Quasi tutte le dieci lire che si era messo in tasca uscendo dal quartiere erano svanite come fumo Sfido io avevano voluto vedere il circo equestre nei secondi posti il serraglio nei primi poi i cavalli nani e sapienti poi avevan voluto andare sullaltalena e anche sul carosello degli aeroplani e alla fine avevan buttato via anche due lire alla Pesca Reale senza vincere nemmeno uno stuzzicadenti Troppo giusto come si fa a tentare il giuoco quando si e cosi fortunati in amore Ma intanto i quattrini erano andati e anche quelli erano stati tolti dal gruzzoletto messo da parte per sposare la sua bella Armida appena congedato Se seguitava cosi che sposalizio magro mamma mia Pero tutte queste cose le penso soltanto e le penso di sfuggita quasi di nascosto e diventandone tutto rosso mentre col braccio gia infilato nel braccio di Armida saliva gli scalini di legno del baraccone e comprava i due biglietti per entrare Un gruppo di donne anziane sporche trippute e urlone esclamo al loro passaggio Questa si chiama una bella coppia Se ne vede poche cosi a questi tempi Peppino udi e per la gran contentezza invece di due monetine da venti centesimi diede al bigliettaio ahime un nichelino e una lira la penultima che avesse in tasca Poi scomparve dietro una tenda di velluto rosso frangiata doro superando quasi linverosimile rumore del grande organo con lo sbatacchio ferreo del suo squadrone Dentro cera ancora pochissima gente si che Peppino e Armida poterono appoggiare i loro gomiti alla balaustrata di legno quasi dinanzi alla maraviglia scientifica del secolo ventesimo Veramente Peppino ne appoggio uno solo di gomiti poiche loccasione gli parve propizia per allungare dolcemente la sua destra sulla cintola di Armida Crepassero pure dinvidia quelli che sarebber venuti dietro I due innamorati guardarono per un minuto il fenomeno tutti due a bocca aperta ma a un tratto Armida stringendosi tutta al suo Pappino esclamo forte Che mostro Madonna mia Nel ritratto il viso e meglio Il fenomeno giro gli occhi rapidamente verso loro ma poi subito li abbasso sui loro piedi e li tenne fissi li con unespressione bestiale e distratta Fortuna fece Peppino che chi sa di che paese e Ma non si dicono cosi forte queste cose Si passa per quello che non siamo E vergogna Accidempoli ribatte Armida con dispetto che rimprovero serio O che per caso ti saresti innamorato di quel bel parrucchino La povera creatura semiumana che essi guardavano con uguale maraviglia ma lui con una sincera pieta lei con un ribrezzo suo malgrado un po cattivo era esposta sopra una rete di cordoncino intelaiata e certo doveva essere stato un esperto sebbene volgare conoscitore del cuore umano colui che le aveva camuffato da enorme tarantola il corpiciattolo nano e privo di arti sbizzarrendosi poi ad abbellire la sua grossa testa senza sesso ne eta a furia di belletto di pennello nonche di pettinucci brillantati e di nastri di raso sparsi a profusione sopra una morbida e inanellata parrucca bionda Forse appunto di qui nasceva la diversita di commozione nei due giovani cuori di Peppino e di Armida Lui come piu esperimentato al dolore e resogli lo sguardo profondo dalla recente quotidiana dimestichezza con la morte laggiu nelle spiaggie libiche sapeva intuire quanto di tragico si nascondesse sotto quella volgare civetteria da trivio imposta a un miserabile piccolo otre vivente senza braccia senza gambe senza parola forse senza volonta senza difesa senza protezione maneggiato a suo grado da un qualche bestiale padrone Armida leggera e superbetta schiva dogni ricercatezza perche sicura desser molto bella sentiva sia pure contro sua voglia di fronte a quella disgraziata creatura quasi un po di quel pungente disprezzo che le faceva esclamare ad ogni passo per via Guarda un po quella Peppino Che se la mettera a fare tanta vernice sul viso Brutta e e brutta rimane Ora se Peppino fosse stato altrettanto saggio quanto era buono di cuore si sarebbe accontentato di osservare silenziosamente lo stato danimo della sua amata approfittandone per darsi in segreto qualche consiglio utile per esempio Allerta Peppino la donna se non ama odia inutile tentare di insegnarle altri sentimenti intermedi godi assapora centellina la felicita dessere amato e preoccupati soltanto di farle durare il piu possibile lamore per te Finche dura quello sei un re se finisce quello Peppino mio sei fritto Ma siccome Peppino non era un saggio non sapeva chiudersi in un filosofico silenzio di fronte alle poco cristiane espressioni della sua Armida non poteva ammettere che la donna da lui tanto amata avesse poi sentimenti e pensieri cosi diversi dai suoi non sapeva farsi una ragione che quella stessa bocchina di fravola fosse tanto tenera per lui tanto dura per tutto il resto del mondo E cosi quando la senti uscirsene in quella insolente e stupida frase e sopratutto quando vide il povero fenomeno alzar dun tratto gli occhi e questa volta arrossire dimostrando daver assai ben capito litaliano allora il buon Peppino non si pote piu trattenere Sei cattiva disse ad Armida ma cattiva proprio come io non me lo credevo mai Ecco bisognava che te lo dicessi tanto a tenersele in corpo le cose e peggio Nemmeno il gran Senusso io dico se gli mettessero avanti una cosa cosi E pensare che io ci piangerei Si perche ti vien la vertigine se ci pensi un poco a essere in cima a un monte di felicita come siam noi che ci abbiamo salute da vendere e forza e siam fatti come Dio comanda e ci vogliamo un bene da morire e tra settantacinque giorni ci sposiamo e poi invece ci abbiano a essere certi figli di Dio lo stesso che devon vivere peggio delle bestie buttati la come spazzatura e tutti i mali del mondo addosso a loro senza potersi difendere senza potere scappare macche senza nemmeno un braccio per potersi levar dal mondo e finir di patire E che ti credi Uno nasce certe volte fatto come noi ne piu ne meno e un bel giorno innocente ancora senza saper perche si ritrova che non e piu ne uomo ne donna ne bestia un pezzo di carne che vive Ti ricordi Armida di Felicita Ti ricordi di quando saveva io sei anni e tu cinque e si giuocava sempre nel tuo orto e si metteva paura al porco e quello si cacciava tra i pomidori eh e la povera mamma tua bonanima ci faceva vedere il manico della granata dalla finestra eppure sembra impossibile ci si voleva bene fin dallora pareva si sapesse quel che doveva succedere dopo dieci anni Ma torniamo al discorso te ne ricordi Armida di quella povera Felicita tanto buona tanto carina la testa tutta riccioli neri che giuocava sempre con noi certocchi che facevan lume Era nata lo stesso anno lo stesso mese quasi lo stesso giorno che te a tre passi da casa tua vi pigliavano tutti per sorelle gemelle Ti ricordi la paura che aveva delle mosche e dei mosconi e noi si canzonava sempre Ebbene come fu Un giorno la misero a letto eh Noi andavamo sotto le finestre di casa sua e dicevamo E Felicita E malata ci rispondeva quel briacone del suo babbo Ancora si diceva noi Ancora rispondeva lui e noi si rimaneva li a guardarci e ci veniva voglia di piangere Ma allora eri piu buona tu di me ero sempre io a tirarti per il grembialino e a dirti Via andiamo a giuocare lo stesso E intanto passo la bellezza dun anno senza che Felicita rivedesse il sole e noi sentivamo discorrere le donne e dire Quella figliola muore Ma che magari morisse quella rimane scema Riman segnata da Dio povera innocente non lavete vista e tutta pancia e testa Le braccia e le gambe non glie le potrebbe ridare altro che Gesu E infatti alla fine un bel giorno incominciarono a metterla fuori della porta di casa tutta rinvoltolata in uno scialletto dentro un corbello allombra di quel gran fico ti ricordi bello dove ceravamo arrampicati tante volte tutti e tre Da principio se ti rammenti noi la guardavamo di lontano e si aveva paura a andar vicino Non ci pareva che potesse essere davvero la nostra Felicita I riccioli doverano andati e gli occhi sembravan bioccoli di fango sopra un viso grasso e giallo come un tallo di felce e poi le mosche ora gli andavano su e giu per le labbra gli si affollavano agli angoli degli occhi come ai bovi e Felicita le lasciava fare Possibile che non abbia piu paura delle mosche si diceva noi Poi ci si avvide di come stavan le cose non ci aveva piu braccia la povera creatura ma quello che le mosche bevevano era pianto E allora ci si fece coraggio e sando uno di qua uno di la del corbello a cacciargli via le mosche Te ne ricordi tu a me mi pare ancora di vederla la risatina che ci fece povera Felicita E due volte al giorno compariva la matrigna con un pentolino di pappa vero Armida e veniva a imboccarla e mentre la imboccava si teneva in grembo un romanzo con certe figure di omini e di donne abbracciati ti ricordi e nella foga del leggere qualche volta invece di mettergli il cucchiaio in bocca a quella poverina glielo ficcava in un occhio Pensa Armida perche allora sera piccoli bastava che passasse una farfalla e si correva via per i campi a ridere ma a ripensarci ora eh Armida Fu una sera di Natale non me lo scordo piu si stava al fuoco a mangiare certi confetti con lo scoppio che ci aveva portato lo zio Raimondo da Firenze quando si seppe che quel briacone del padre di Felicita era partito a un tratto per lAustralia con quella perla rara della moglie e quel povero sacchetto vivo chera stata tanto amica nostra Cosi e la vita Armida E la chiamavano la sorella tua Pensa che differenza tra il destino suo e il tuo Pensa Eppure chi lo sa perche noi non sappiamo vedere altro che di fuori altro che la buccia intendi e pero si dice che mostro e quello ma per gli occhi di Dio quelli vedono il nocciolo Armida per quelli le nostre bellezze non valgono un fischio Lui guarda lanima e allora chi lo sa che tra un mostro come quello e te Lui non sarebbe capace di dire E piu bella quella Pensa Sopraffatto dallimpeto della sua commozione il buon Peppino non sera avvisto che lorgano aveva cessato i suoi diabolici suoni ed egli continuando a parlare sullo stesso tono di prima si trovava a fare una specie di orazione pubblica Ma lui si Non si sarebbe accorto nemmeno di una cannonata La sua Armida stava ferma come una statua col bel viso di madonna appoggiato a una mano con gli occhi fissi in terra e precisamente a un gran buco del tavolato di dove si vedeva sotto una cagna allattare i suoi piccoli e questo era segno evidente secondo lui che le parole stillanti dal suo cuore innamorato cadevano a una a una nel cuore di lei come benefiche gocce del suo stesso sangue trasfondendovi la sua dolce pieta di uomo felice Per lui tutto il mondo si sarebbe dovuto fermare anzi certo sera in verita fermato e inginocchiato dinanzi a quel miracolo di Armida che si ravvedeva Figuratevi se poteva accorgersi dellorgano che sera chetato della gran scampanata che aveva annunciato il principio dello spettacolo del silenzio curioso che si era fatto intorno alla sua voce sonora e finalmente dellapparizione di un enorme uomo barbuto il quale con la bacchetta in mano e la bocca aperta aspettava soltanto che lui proprio lui si zittasse per incominciare la sua grande spiegazione scientifica Qualche zelante sera gia affrettato a sibilare il suo bravo Ssss Ah si tempo buttato Peppino continuava Pensa Armida Ma qui si fermo di botto Sapete perche Le labbra di fravola della sua Armida serano mosse come per voler parlare Egli stava dunque per avere la prova del miracolo compiuto Che vorra dire pensava Certo saranno parole doro che me le ricordero centanni Che momento sacro E la bocca dArmida infatti parlo e disse Ma zittati stupido Il tonfo che fece il povero cuore di Peppino cascando da lideale nel reale quasi si senti Qualche timido sghignazzamento qua e la lo fece imbiancar dira ma le prime parole dellomone barbuto che furono Adesso possiamo andare a principiare lo fecero arrossire di vergogna e allora si avvicino al viso duro e ancora fisso in terra di Armida e le sussurro mestamente Hai ragione Intanto la grande spiegazione scientifica procedeva a gonfie vele I nomi piu strani e piu inesistenti di mondiali celebrita mediche la infioravano ma ne Peppino ne Armida ne avrebbero mai udita una parola cosi scombussolati comerano ognuno per suo conto se un fatto inaspettato non fosse avvenuto Uno dei curiosi di prima fila a un tratto interruppe violentemente il gigante barbuto indicando la donnaragno e gridando Piange guardate se non e vero che piange Padrone diteci un po perche piange Lomone sebbene seccatissimo di essere interrotto sul piu bello stimo essergli giocoforza accontentare il rispettabile pubblico Si volto dunque con un cipiglio burbero a guardare il suo fenomeno il quale lagrimava infatti sudicie lagrime lavandosi del nero e del rosso che gli coprivano le palpebre e le gote Avete fame tuono luomo e senza aspettare nessuna risposta continuo rivolgendosi al pubblico La mia donnaragno ha fame onorevoli signori Allora anticiperemo il suo pasto cosi avranno la fortuna di ammirare con quale ingordigia essa divori le mosche che come gia ebbi lonore di dire compongono esclusivamente il suo cibo commestibile Un vecchio di novantanni almeno reco un bicchiere doverano rinchiuse alcune mosche Lomone lo prese ne fece entrare due o tre nel suo enorme pugno e alzandolo grido Attenti signori ammirino la destrezza con cui essa prende al volo questi animali e butto la sua manciata mirando ben diritto alla bocca del fenomeno Ma con straordinaria sua meraviglia le mosche sbatterono contro due labbra serrate come quelle del Silenzio Si vide benissimo che il primo impeto dellomaccione sarebbe stato quello di massacrare con una manata quellinfelice ribelle Ma aveva fatto in tempo a contenersi rimandando forse in cuor suo la punizione a piu tardi Conosceva lumore del rispettabile pubblico che quotidianamente truffava e sapeva sempre in ogni caso carezzarlo per il verso del pelo Lor signori hanno potuto vedere con i loro occhi stessi grido Il mio fenomeno vivente rifiuta il suo pasto commestibile di che e ghiotto come noi dei tordi arrosto ma non devono credere per questo di essere stati truffati nella loro giusta esigenza di individui che hanno pagato il loro biglietto dingresso Anzi tuttaltro signori miei Se potevo saperlo prima un fatto simile li facevo pagare biglietto doppio Altroche Proprio cosi Loro hanno la invidiabile fortuna di trovarsi ad ammirare il mio fenomeno mondiale in uno dei momenti piu caratteristici della sua vita quello cioe che diede tanto da pensare al grande dottore Maronoff dellUniversita di Pensilvania che ci scrisse sopra dodici volumi Quel grande scienziato ha scoperto che quando la mia donnaragno piange e nel medesimo tempo rifiuta il suo cibo commestibile preferito questo e segno sicuro che essa e presa da un terribile male che un giorno certamente la uccidera questo male e la nostalgia La nostalgia delle foreste vergini dellAustralia nelle quali nacque e visse i primi anni della sua vita allo stato puramente libero e bestiale la tra le liane secolari tendeva le sue tele per acchiappare i famosi mosconi australiani che hanno il ventre grosso come un uovo di piccione e la testa come un cecio la fu ritrovata e catturata dal celebre viaggiatore Stankey nel suo ultimo viaggio Quando il fenomeno vivente e preso dal suo terribile male non solamente non mangia ma neppure parla Se ve qualcuno tra loro signori onorevoli che labbia ascoltata mezzora fa nellaltra mia rappresentazione rispondere francamente alle mie domande svariate la vedra ora al contrario che tacera ostinatamente Ecco che col beneplacito di lor signori andiamo ad effettuare la prova di quanto ho affermato Grogro quanti anni avete Grogro in quale foresta dellAustralia siete nata Lor signori vedono che la mia previsione scientifica non si smentisce posso tuttavia insistere ancora nelle mie domande perche loro si sincerino sempre piu Su Grogro da brava guardate in faccia il vostro padrone Perche state con la testa voltata in la Ah ah vi piace quel bel soldatino con lelmo doro Pero mi pare che la fidanzata ce labbia gia e bella Piu di mezza sala rise a questa nauseante lepidezza e lomone incoraggiato continuo ficcandosi le cinque dita della sua sinistra dentro la gran barba riccia e toccando leggermente con la bacchetta la groppa del fenomeno Grogro dico a voi Siete diventata anche sorda Non volete salutare almeno questo rispettabile pubblico che vi ammira Su da brava Intanto Peppino e Armida sebbene fossero diventati rossi come due tizzi dalla vergogna non trovarono la forza di scappare perche i loro quattro occhi accesi erano ormai incatenati a quelle due spente pupille impozzate nelle lagrime che li fissavano li fissavano ancora e sempre con una irresistibile misteriosa ostinazione Grogro tuono lomaccione accompagnando la voce con una bacchettata un po forte sulla testa o nostalgia o no dovete ubbidire lo stesso al vostro padrone Questi onorevoli signori sogghignano non credono che voi abbiate il dono della parola Io voglio per cio che voi pronunciate il vostro nome col puro vostro accento australiano Avanti Senza mai levare gli occhi dai due innamorati la donnaragno sforzo le sue labbra sottili e aderenti come si fa duna ferita mal cicatrizzata per farla rigemere e disse con voce stridula e gorgogliante Felicita Che diavolo dice la bestia ruggi il padrone alzando la bacchetta ma quasi allistante stendendola trionfalmente sulla parrucca del fenomeno esclamo Hanno udito ha detto Felicita Invece di dire Grogro ha creduto bene di fare un augurio a tutti loro signori onorevoli e forse specialmente ai due belli sposetti ma dove sono andati ah sono laggiu che e successo la sposina e svenuta il soldato se la porta in braccio Per quattro soldi avete avuto il ratto delle Sabine Per fortuna alla farmacia non avevano voluto esser pagati e il tassametro non aveva passato la lira e mezza si che Peppino pote far discendere di carrozza la sua Armida gia rinvenuta anche piu del bisogno proprio dinanzi al portone della casa dove essa stava per cameriera invidiosamente ammirato da due o tre brutte serve che scherzavano col figlio del portiere fantaccino e coscritto Peppino infilo gloriosamente landrone tenendo nella sua destra mano il braciotto rotondo di Armida e sali come era solito fare il primo ramo delle scale per arrivare ad una certa nicchia senza statua dove tutti i giorni si fermavano per dirsi addio il meglio possibile E salendo parlava Da quando aveva visto rinvenire la sua innamorata nella farmacia di Piazza Guglielmo Pepe forse per la gran gioia forse credendo che ci fosse bisogno di tenerle sollevato il morale aveva incominciato a parlare a parlare di un monte di cose a casaccio del tempo che passa presto anche quando pare di no del puzzo delletere di quando tre mesi prima sera svegliato anche lui e sera ritrovato in una gran pozza di sangue abbracciato alla testa del suo cavallo morto di suor Nicoletta e di suor Pacifica che erano due angioli incarnati dei tassametri che sono una bella cosa quando non diventano piu ladri del vetturino dei denari che quando uno li ha spesi non ce li ha piu del giorno benedetto dello sposalizio che avrebbero avuto due bei cavalli e una carrozza da principi della casetta che li aspettava al loro paese e a quellora gia la stavano imbiancando dalla cantina al tetto del mal di mare che gli aveva fatto rifare il core nellandare a Bengasi dellItalia che ora diceva sul serio e ormai gli arabi lavevan capito e non solamente gli arabi e di altre e altre infinite cose Quanto alla bella Armida levato qualche oh dio oh dio appena rinvenuta poi non aveva piu fiatato Poverina quanto e buona diceva lui tra se Non mi sente nemmeno tanto pensa ancora alla disgrazia di quella povera Felicita e seguitava a parlare senza fermarsi mai per distrarla Ma finalmente cosi parlando sempre arrivarono alla nicchia sacra al loro amore e Peppino che quando arrivava li il petto gli rintoccava come un campanile il sabato santo allungo il solito braccio intorno al collo della sua bella e se la tiro bravamente sotto lelmo preparando labbra e occhi a quel saporitissimo bacio che da cinque mesi era lalt desiderato di tutte le sue giornate e il march delizioso per i sogni di tutte le sue notti Che e stato grido spaventato Peppino Armida gli aveva appiccicato una maledetta manata sul collo e sera divincolata da lui e salendo in furia le scale gli strillava Poverino anche il bacio vorrebbe dopo quelle belle cose che mha detto Sperava che me ne fossi dimenticata O non son cattiva O non hai detto che son cattiva E allora perche mi vuoi baciare La gente cattiva non si bacia Si bacia quella buona Va a baciare Felicita Arrivata al primo piano schiavo con rabbia luscio di casa e entro Ma poi si riaffaccio e grido Sposatela E richiuse che parve una cannonata La deserta nicchia forse in premio dei suoi fedeli servigi ebbe finalmente quella sera una statua E fu quella del povero Peppino La statua del rincorbellimento Lelmo sulle ventitre le braccia ancora mezzo sollevate le mani aperte le labbra ancora strette e protese comerano per attendere il bacio le gambe in una scomoda posizione si che sembrava stesse ritto per miracolo gli occhi grandi e fissi come due bersagli Se gli si fosse aperta la testa al posto del cervello io dico si sarebbero trovate due sole parole E possibile LA VITA E ALLEGRA Il caso singolarissimo di un giovane che sera buttato giu da un terzo piano dimostrando tutta la buona volonta di ammazzarsi ed era invece cascato sopra dei materassi riuscendo soltanto a slogarsi le due spalle aveva messo di buon umore tutta la Sala del pronto soccorso Era sorta una rumorosa disputa tra due giovani medici pretendendo ciascuno di possedere il segreto per accomodare piu prontamente le spalle e allora uno piu anziano aveva tirato fuori il suo cronometro doro e aveva gridato ai due Avanti questo e il caso di far la prova A Lei il destro E a Lei il sinistro A chi fa prima uno due e tre E in mezzo alle risate dei colleghi e alle occhiate significative degli infermieri la gara sera iniziata Quel lungo e magro corpo ancor mezzo svenuto sotto le violente manovre dei due competitori paffuti e sbarbati per lappunto tutti due sembrava un gran burattino litigato da due ragazzi imbizziti La gara era gia durata la bellezza di cinque minuti primi quando il poveretto getto un breve grido spalanco gli occhi e fece una mossa istintiva in avanti come per scappare dal lettuccio impaurito ed ecco che proprio questa mossa fece ritornare nello stesso istante i suoi due omeri al posto loro lasciando i due medici ricoperti di sudore a guardarsi strabiliati Un infermiere dal naso grande e rosso il quale non era altri che il famoso Cecco detto Scacciapensieri che tutti i reparti di quellospedale romano si disputavano per passare unora allegra e che in quel momento nessuno osava guardare in faccia per non scoppiare in una risata si fece presso al paziente lo tiro su a sedere sul lettuccio e incomincio a rivestirlo mentre i medici seran tutti ritirati in un angolo della sala commentando lesito della gara e accendendo sigarette Quando si vide infilata la camicia il suicida si lascio di nuovo cadere supino e disse con solennita Ora lasciatemi morire mi vestirete dopo Cecco fece una risata che ne rintrono tutta la sala Embe che volete nantra volta vammazzerete mejo pe sta volta Non muoio domando laltro come fosse sinceramente spaventato da questa idea Ve rincresce proprio Andate la che e mejo paga na fojetta a me che morire esclamo Cecco rimettendolo su a sedere di peso Come si fu persuaso di essere tutto intero ed ebbe messo finalmente i piedi in terra quel candidato alla morte bocciato getto un mezzo urlo non cera osso ne muscolo ne nervo del suo corpo che non gli sembrasse trapassato da una spilla Tuttavia cercava di infilar luscio piu presto che poteva sostenuto dal braccio di Cecco Non cosi presto pero che il medico anziano quello che era stato arbitro nella gara non lo vedesse e non gli gridasse Ehi Il nome il nome affrettandosi verso un tavolino vicino alluscio dove era il registro Il disgraziato si fermo di botto tentennando sulla persona e una vampa di rossore gli accese il volto emaciato e dolcissimo di vecchio trentenne Ebbene Aspetto voi gli disse il medico senza guardarlo dimenando la punta della penna sul registro Ce proprio bisogno di dichiarare il nome Una volta che non e andata come desideravo Chi capita qui o morto o vivo che sia deve lasciare il suo nome affermo con sussiego il medico Tutto quello che si puo fare aggiunse poi osservando con meraviglia la enorme confusione di quel volto da re santo cosi sottilmente disegnato tutto quel che si puo fare e di sbagliare un poco la scrittura del cognome Se crede Oh sarebbe pur troppo inutile dottore anche storpiato il mio nome si capirebbe ugualmente La mia tragedia sara coperta di ridicolo Un po diffidente un po incuriosito il medico chiuse gli occhi e sentenzio Eppure il regolamento parla chiaro noi non possiamo trasgredirlo Il regolamento dice rispose il poveretto con voce di preghiera che il nome deve essere scritto li e vero Sicuro Ma non dice altro No Dunque io posso chiederle il gran favore di non mostrare a nessuno il registro e specialmente a nessun giornalista sapro ricompensare il suo silenzio Oh questo credo bene che potro farlo disse il dottore cominciando a convincersi di aver a che fare con qualche persona di gran riguardo Fatti in la Cecco e lei dica pure il suo nome nel mio orecchio Cecco si fece in la grattandosi la testa voluminosa e dicendo tra i denti Te saluto E na persona fina questa Eh grido a un tratto il dottore mandando addietro di mezzo metro la seggiola dovera seduto Il prin Per pieta dottore Lei e il prin Ma dottore la sua promessa ripeteva con voce soffocata il povero principe tremando tutto Si si mi scusi Lei ha tutte le ragioni ma lemozione della meraviglia capira non sempre si puo dominare Avessi almeno avuto lonore di conoscerla di vista Dica piano La prego E il dottore affidando allora a un fil di voce la sua ghiotta servilita Mi permette e vero che Le porga il mio biglietto di visita Ho avuto lonore e questo lo disse ancora piu piano del resto ho avuto lonore di rimetterLe a posto le di Lei due spalle slogate e Le assicuro che si trattava di un caso piuttosto complicato Vorrei potere ricompensare degnamente fece il principe tentando di portare la mano sinistra verso il portafogli No no no si affretto a dire il medico sopratutto non muova le di Lei braccia le conservi in una immobilita assoluta mi raccomando Eccellenza uh pardon Piuttosto mi faro un dovere di venirLa a visitare al di Lei Hotel Sono sceso a una modestissima pensione che mi son fatto indicare da un facchino e dove ho dato il nome dun mio servo Eh Capisco esclamo il dottore cercando di atteggiare il volto allegro a una espressione di tragica pieta Per mettere ad effetto il di Lei triste proposito Le occorreva un assoluto incognito Adesso Le daro un infermiere per compagnia E mettendo cipiglio Cecco accompagnerete fino a casa questo signore e starete con lui finche vorra avete capito E al principe ritornando dolce Domani mattina appena finito questo duro servizio verro a visitarLa Vedra che troveremo qualche buona cura anche per la di Lei neurastenia Eh Ma io non sono affatto neurastenico signor dottore disse secco il principe Oh non dica cosi Ecc Sono pur troppo le neurastenie piu difficili a curarsi quelle non riconosciute dal paziente Ma scusi fece il principe con una certa vivacita che contrastava con la obbligata posizione delle sue braccia sospese al collo su quali dati si basa il suo giudizio sul mio tentativo di suicidio Ma non basta si e ucciso anche Catone caro dottore e Catone non era neurastenico che io mi sappia E chi glielo assicura ribatte il medico con un tranquillo sorriso A quel tempo la i medici non capivano niente Cecco in quel momento aveva aperta la porta e contemporaneamente un oooh prolungato e festoso era uscito da quattro o cinque teste che si batterono una contro laltra per veder dentro Ci ha messa una bella paura grido uno di quelli Eh Perche domando il principe oltremodo contrariato chi siete voi Io Ma come non mi riconosce Ma sono il padrone della pensione e soggiunse Fortuna che tutto e bene quel che finisce bene Ma intanto se lei moriva Non ci rivedevamo piu esclamo un po seccato il principe La camera era pagata Va bene ma avrei avuto delle noie molte noie Non ci aveva mica pensato lei Scusate sono stato un grande egoista ribatte il principe col viso pieno dironia e di schifo Si si salto su a dire una brutta faccia butterata dal vaiolo ma tutti questi bei discorsi non si potrebbero fare ora se non ci fossi stato io cioe il povero portiere cioe il povero cane da guardia con sette figli sulle spalle che salva come suol dirsi la casa dai ladri dal fuoco dalle sporcizie mentre riceve in premio un tozzo di pane e il disprezzo di tutti Bravo grido Cecco e tutti risero Sicuro riprese il portinaio con enfasi dopo aver dato una truce sbirciata a Cecco ecco qua tre testimoni oculari linquilino dellultimo piano che rincasava il tavoleggiante del caffe Ebe che accorse scusate il termine al capitombolo il signor Nicodemo amico di casa che giuocava a carte unitamente a me e alla mia consorte in del momento tragico che ci lascio un brivido nel cuore Se il signore e cascato sul tenero come suol dirsi volgarmente il merito e tutto mio il pagliericcio e i due materassi che hanno evitato lo scandalo di una morte prematura erano i miei che li avevo esposti allaria della notte per ragioni digiene Me rallegro grido Cecco che da un pezzo la maturava E ce fai un discorso accusi lungo pe dicce che ce tieni lo spasseggio sulli letti E ce porti pure li testimoni oculari La risata fu generale Il principe parve quasi ridesse con gli altri ma subito il suo riso si rifugio sullorlo delle sue labbra ed egli disse a denti stretti E cosi dovrei il resto della mia vita ai vostri insetti Domani domani li compensero dellincomodo state tranquillo Il padrone della pensione ed anche il portiere eloquente volevano salire sulla botte nella quale sostenuto da Cecco si era accomodato il principe ma questi disse subito No no prego di lasciarmi non intendo rincasare ancora Cecco sali trionfante al suo fianco mentre il principe ordinava al vetturino Via Appia e la carrozza si moveva To disse Cecco spalancando la bocca dalle parti di casa mia Ci vado spesso specialmente le notti di luna piena mormoro il principe Oh fece Cecco allora se lei ci pratica per quelle parti avra sentito nominare un certo Cecco detto Scacciapensieri Non ebbe appena finito di far questa domanda che se ne penti e se ne rimprovero mentalmente secondo una sua particolare abitudine Pezzo de somaro questo e n signore che ce va n carrozza giusto pe vvede la luna e losterie manco le guarda Infatti il principe gli rispose No mio caro io vado spesso da quelle parti ma molto fuori dellabitato Se capisce si affretto a gridare Cecco anzi mi scusera la libberta che mi son preso Cecco detto Scacciapensieri eh soggiunse il principe ripensando a quel soprannome che lo aveva colpito Sissignore per servirla Siete voi Io in persona Che notte strana e favolosa e questa per me penso il principe mentre dopo ore di lotta e di spasimo deciso cerco la Morte la Vita maspetta sul lastrico maccoglie ridendo su due materassi sudici e mi da per compagno un uomo che puzza di vino e si chiama Scacciapensieri Cecco lo fissava coi piccoli occhi posti a cavaliere del suo gran naso rosso avrebbe avuta una gran voglia di parlare ma poi si accontentava di guardarlo cosi fisso e di pensare Pensava Che razza di animale sara mai questo che si voleva ammazzare mentre aveva ancora chi sa quanti quattrini in tasca Gia quando se detto signore se detto matto Guarda un po se questa e lora da andare a passeggiare in botte alla mezza notte che nun incontri un cane che te veda manco n amico che schiatti dinvidia Pori quadrini Basta per me ci guadagno sempre meglio che allospedale qui si sta Te ce rifiati a questo freschetto E un gran bel mestiere fare il signore ha ragione la mi Esterina E gli occhi gli brillarono pensando alla giovane e bella moglietta che sera presa da poco tempo e che a quellora doveva dormire sola sola nella loro cameretta in quella ultima casa solitaria e forse non si sognava nemmeno che il suo Cecchino le stava per passare sotto le finestre disteso in botte come un lorde per andare a veder sorgere la luna dietro le tombe della via Appia Non cerano che due cose capaci di fargli venire lucciconi di desiderio al solo nominarle la moglie e il vino Era dunque naturale che il ricordo di una gli richiamasse quasi sempre il ricordo dellaltro Eppure penso infatti Cecco questa sigaretta e fina non ce che dire in carrozza ci si va bene ma io sento che qualche cosa mi manca Na fojetta almeno ce ne vorrebbe Ma si Come faccio a dirglielo Chi sa perche me mettera tanta suggezione questo morto resuscitato E intanto la porta San Sebastiano era passata e le cento osterie della grande arteria romana incominciavano a sfilare e ognuna diceva misteriose e dolci parole al cuore di Cecco il quale rispondeva con tanti sospiri Le loro scarse luci affumicate risplendevano come tanti fari per gli occhi suoi di assetato navigante e ciascuna lasciava un piu triste buio nella sua anima Coraggio Cecco Ecco quella de Riviecce ce lha bono da e dijelo sbrighete gli gridava lo stomaco con quanta voce aveva Ma si la lingua stava ferma e Riviecce passava Coraggio Cecco Ecco Morimo ritti Se te ce fermi con la carrozza e con un avventore cusi te fa credito pe un mese de seguito e pparla per dio Ma che la lingua non si voleva muovere e quellaccidente di vetturino tirava proprio in quel punto una frustata al cavallo e cosi Morimo ritti passava anche piu presto di Riviecce E passava Vacce Forte come un sogno e passava Monte doro e quella del Colombario e quella della Ninfa Egeria Era una disperazione da strapparsi tutti i capelli Quando si fu proprio persuaso che il coraggio gli mancava e in tanto cera poco a casa sua e proprio davanti a casa sua stavano le ultime due osterie e se lasciava passar quelle addio era fritto incominciavano che Dio ci scampi e liberi li sepolcri con la luna sopra i quali altrettanta consolazione parean promettere al suo macabro compagno di viaggio quanta noia promettevano a lui allora fu preso da un feroce disprezzo di se stesso e incomincio a insultarsi a dirsene di tutti i colori vigliacco infame ladro assassino bojaccia E da principio se le diceva mentalmente ma poi lira dilagante e lesuberanza stessa del suo vocabolario romanesco richiesero linconscio aiuto delle labbra e della lingua e finalmente anche quello delle corde vocali si che il principe fu scosso a un tratto in mezzo a una sua tetra fantasticheria udendosi vicino una salva di atrocissime ingiurie Che cosa dite esclamo il principe Con chi lavete Eh fece Cecco trasecolato anche lui e chi lo sa lavevo cosi col Destino Anche voi portate indegnamente dunque il vostro soprannome o forse siete bravo soltanto a scacciare i pensieri degli altri la qual cosa e tanto facile Sangue dun cane penso Cecco se mo incomincia a filosofa addio fojetta per davvero e allora finalmente senti il suo cervello dare come un guizzo e scoccare la sua geniale scintilla Aveva trovato lattacco giusto e grido Guardi lei se non ho ragione di dire che il Destino e infame Davanti a casa mia ci son due osterie una e dun zagarolese che te da benzina pura garantita da fa cammina lautomobbili e quellantra e duno de Genzano un galantomo de razza che ci ha le vigne al paese e il vino come je vie ggiu dalluva cosi lo porta al banco veritiero genuino senza sofisticherie se agro agro se dolce dolce ce senti dentro le qualita delluve un profumo che se chiudi locchi te sembra desse al tinello Ebbene sissignore quel zagarolesaccio fa pieno la sera e conta quattrini a manciate e quellaltro disgraziato conta le gambe alli panchetti E naturale che sia cosi disse il principe Al genzanese non rimane che adattarsi o ammazzarsi E per la durezza ricercata di queste parole traspariva il pianto Ma Cecco voleva andar diritto al suo scopo ormai che aveva trovata la strada buona Crede che ci abbia fatte poche quistioni io colla gente Ma si Luomo ha la testa dura va attorno allinganno come le mosche attorno alla sporcizia Eccoli la Eccoli la grido a un tratto alzandosi quasi in piedi vede quei due lumi ultimi il primo quello piu grande e di quel ladro patentato e quello sotto piu micragnoso e di quellaltro onesto come loro Faccia rallentare vedra se dico bugia il primo sara pieno e il secondo sara voto vedra Eppure vorrei farglielo sentire quello bianco asciutto da Robba da principi Il principe che lo guardava parlare e spasimare con un sottile sorriso in cui cerano strano connubio della compassione e dellinvidia a questultima uscita non pote trattenere un breve scoppio di riso Roba da principi mormoro a fior di labbra che gente fortunata i principi e vero Ci sono dei principi che non bevono vino quelli son piu disgraziati di me grido Cecco con una voce in cui sembro tremare un ignoto spirito profetico tanto disperatamente egli si tendeva tutto verso lultimo faro del genzanese che ormai era a un tiro di sasso e oltre il quale gia si disegnavano i paurosi profili degli acquedotti e dei sepolcri illuminati appena dalla luna nascente Che povero scacciapensieri siete disse ancora il principe sorridendo se avete bisogno del vino per liberarvi dalle vostre pene No Io ho una pena sola al mondo la sete Ma quando Cecco ha sete non e Cecco tutti lo sanno se si vuol conoscer Cecco bisogna prima levargli la sete grido Cecco disperato E sia conosciamo Cecco disse quasi tra se il principe poi grido Ferma Il vetturino fermo quasi di botto ma Cecco sera gia scaraventato giu di gran corsa nellosteria a scuotere lenorme genzanese che dormiva al suo banco secondo il solito e aveva preteso dilluminarlo con quattro mezze parole sul grande onore che gli stava per fare e gia lo trascinava trasognato e pur sorridente fuori dellosteria Insieme aiutarono il principe a discendere nella bottega e a sedersi a un tavolino a quello di destra piu vicino al banco Cera da scegliere erano tutti liberi salvo uno quello di sinistra piu vicino alluscita sul quale erano tre mezzi litri vuoti un bicchiere pieno e la testa dun uomo tutta rasata Se quella testa non avesse russato sarebbe stato facile scambiarla cosi posata sul marmo con un pezzo anatomico in attesa del bisturi Cecco la degno appena duna occhiata di sbieco riconobbe subito Testa di morto laccattone piu facinoroso della contrada col quale anzi una volta aveva avuto che dire e brontolo Stasera e grascia A chi li avra rubbati Ma subito che il principe fu seduto Cecco ebbe ben altro da fare che badare a Testa di morto Ah se Cecco avesse potuto invece sapere perche quelluomo stava li E se chi pagava quei tre mezzi litri a Testa di morto avesse potuto mai vedere in che modo questa spregevole carcassa compiva il suo dovere di piantone Ma Cecco scaricava le sue minuziose istruzioni nel bovino cervello del genzanese Dateme retta Giggi che questo nun so chi sia ma e un pezzo grosso domani verra sul giornale e ce verrete pure voi se me fate fa na bbona figura De quello li ci avete a da diceva indicando una delle tre botti che stavano in fila dietro il banco Quelli no cavate fuori due bicchieri de cristallo E alzata la vostra figliuola Si riguarda il bucato di la Perche Perche bisogna farglieli lavare a lei i bicchieri e anche er litro che risplenna se no ce pure er caso che se schifi Allora ce famo na bbella figura io e voi E cosi di seguito Quando gli parve daver detto tutto prese una salvietta di bucato e corse egli stesso ad asciugare un po di vin rosso che era sul marmo del tavolino prescelto e continuo poi a sfregar questo marmo con tutta la sua forza per qualche minuto come se volesse cavarne faville Basta Basta ripeteva il principe sorridendo Venne la figlia del genzanese una bella e forte ragazza di diciotto anni lavo i bicchieri sotto la cannella finche non li senti scrocchiare tra le sue mani rosse li asciugo con gran cura ripassandoli con una salvietta di tela perche non vi rimanessero peli attaccati poi li diede al padre Vede osservo Cecco Ecco unaltra causa della disgrazia di questoste ha una figliuola che par fatta dalle mani di Dio nossignori non vuol che serva gli avventori gli altri farebbero a pugni per averci un richiamo simile e lui Lonesta prima di tutto confermo il genzanese che portava i due bicchieri sopra un piatto tutto dipinto a fiori Se mi va a male il negozio lo chiudo e torno in campagna mio caro signore ma se mi va a male la figliola che faccio Non la posso mica chiudere e rise soddisfatto Dice benissimo approvo il principe caldamente osservando con grande interesse la ragazza la quale sebbene avvezza a questo paragone paterno non cessava percio di arrossirne con una cotal grazia boschereccia da innamorare Quando Rina ebbe lavato il litro e lo guardo contro luce limpido e gocciolante il principe disse al genzanese E a me in via eccezionalissima vorreste concedere il piacere dessere servito dalla vostra brava e bella figliola Rina servi il litro anche questo sopra un piatto tutto dipinto a fiori Le si aggiunse nuovo rossore sul vecchio e i denti per questa ragione sembrarono piu bianchi e gli occhi piu splendenti allombra delle lunghe ciglia nere Quanta salute esclamo a fior di labbra il principe e penso Che il segreto della Vita stia tutto li nellavere una salute come quella Poi soggiunse Riempici anche i bicchieri che noi li vuoteremo alla tua felicita Sei contenta Grazie disse Rina e mesce Sentiamo un po disse il principe Che cosa aspetti tu dalla Vita Che cosa desideri Che cosa chiedi Ma Non saprei rispose Rina alzando un po le spalle Tutto quello che mi succede mi piace Lha fatto cosi bene Domineddio il mondo Negli occhi attenti del principe passavano ombre e sorrisi Ci ho un dispiacere solo continuo Rina quello di non avere conosciuto la mia povera mamma ma mi consolo perche la vedro in paradiso E poi il babbo mi vuol tanto bene E cosi disse il principe immergendosi sempre piu in una dolce stupefazione tu non desideri nulla Oh Ma noi si puo bere lo stesso grido Cecco che non resisteva piu a star col naso sul vino senza bere perche le ragazze non dicono mai quello che desiderano Il principe bevve dun fiato il bicchiere che Cecco gli tenne ma senza sapere ancora levare gli occhi da quel benefico e nuovo spettacolo che la vita gli offriva ne sapeva se per fargli bene o male e per la prima volta gli passo nel cuore un certo senso di sollievo per esser rimasto vivo per avere ancora orecchie e occhi per udire e per vedere Si Si ha ragione il nostro Cecco caro signore tono Gigione il genzanese se sta a aspettare che lo dica lei Ma io lo so bene quello che desidera la mia ragazza Una certa casa sulla piazza del paese vero Rina tutta rimbiancata di fresco e Rina si rifaceva rossa come un geranio che appena entrati ci si senta un profumo di farina di prosciutti di spezie di mobilia nuova di biancheria pulita un cantar di galline un ridere di bambini Eh Rina Poi cinque vignarelle da sommare a quelle che ti lascero io Basta babbo grido Rina scappando nel retrobottega Come basta grido lui Se me fermassi qui ce mancherebbe er mejo E che sarebbe sta grazia de Dio se nun te ritornasse tutte le sere l tu Pippo con le primizie della vigna e con la voja de baciatte Ah ah urlo Cecco E un ber giovane Pippo un vero rubbacori e riempi di nuovo i bicchieri Mo che sapemo tutto potemo beve con piu cuscienza e bevve il secondo dun sol fiato Fegataccio sa signore questo Pippo continuo il genzanese vedendo che il principe lo guardava come chiedendogli di seguitare fegataccio si ma giusto e de core bono Due polsi a ventanni che passano i miei cavalcatore giostratore cacciatore che non ha leguale e Rina non perche sia la figliola mia ma e proprio la donna che je ce vole Eppoi gia appena visti se so voluti bene Io bevo per la felicita della vostra Rina grido il principe rosso in volto e commosso Fatemi bere E Cecco con gran letizia lubbidi facendo scolare anche lultima goccia nella bocca del principe Poi prima di bere il suo terzo bicchiere lo alzo gridando Sicche aspettiamo li confetti Bisognerebbe che venissero presto davvero borbotto Gigione con un mezzo sospiro e assicurandosi bene che Rina fosse abbastanza lontana per non udirlo Perche fece Cecco Perche caro mio quello nun e omo da stasse fermo se nun e caccia permessa e caccia de frodo Intanto che aspetta la sua ho paura che singegni con le donne dellaltri Quello se capisce interruppe Cecco Gia disse Gigione ma almeno se le andasse a cercare un po distante di qui Che ci ha niente niente quarche giretto qui vicino dimando Cecco ridendo State zitto fece Gigione dondolando il capo pensieroso Non ho potuto saper dove preciso ma ci giurerei che non e a cento metri di qui Avete a sapere che alle nove ha salutato Rina quel birbaccione perche dice che andava su al paese e invece unora fa e chino il capo tra il principe e Cecco sussurrando le parole in mezzo ai folti baffi unora fa lho visto io qua sullangolo sotto il lampione che se lo sapesse la povera Rina mia je verrebbe chi sa che male Nun avete provato a mette l zippolo a quella botte de veleno la disse Cecco accennando con disprezzo allaccattone che russava piu forte di prima Quello sa li fatti de tutti garantito Ho provato nun parla Dateje un paro de pugni bboni come feci io na vorta Ma io lo so lho indovinato perche non parla quel Testaccia di morto ribatte il genzanese soffocando sempre piu il suo vocione perche quelle tre fojette la son pagate da lui da Pippo ce giocherei la testa che son pagate da Pippo perche je tenga mano Pol essere sicuro sentenzio Cecco ricaricando i bicchieri fino allorlo e presentando poi il litro voto alloste Quando il genzanese lebbe riportato pieno e si fu poi anche riaccomodato al suo posto solito appoggiando il gomito nudo al banco e la testa alla tozza mano dimostrando lintenzione di licenziare i noiosi pensieri e aprir le porte a quella brava gente che sono i sogni Cecco allora si rivolto tutto verso il suo strano compagno con una mossa che pareva significare Finalmente a noi possiamo un po parlare dei fatti nostri E infatti incomincio Ce sara una cosa che faccia piu bene der vino Eh Gia ve vedo che state mejo e avete bevuto solamente due bicchieri tre con questo che ve do adesso Che so tre bicchieri robba da ride E pure Si fermo perche saccorse che senza volere aveva ridato del voi a quel pezzo grosso e penso ridendo di cuore Non fossaltro che questo je rido del voi e manco se navvede Perche perche er vino e come Dio petta lui so tutti uguali nun conosce ne poveri ne signori A meta del secondo litro mentre il genzanese si era gia definitivamente congedato dai suoi pensieri e di Rina il principe non vedeva piu altro che una mano di tanto in tanto allungarsi per prendere a uno a uno i panni dal monte del bucato sotto la luce verdolina del gas nella stanzetta accanto il cuore di Cecco era stato stretto da una infinita compassione per il suo compagno Cosi aveva preso tra le sue una mano del principe il quale se nera avvisto si ma non se nera punto maravigliato come di cosa naturalissima e gli aveva incominciato a parlare in questo modo Amico damme retta a me che te vojo bene Ce giocherei lanima che tu ci hai quarchedduno che te vor male che te vorrebbe vede a magna lerba co le bestie e tu je dai la soddisfazione dammazzatte E te pare de fa na bbella cosa Ma io vorrebbe magna e beve co li quadrini che ci hai tu E scarrozzaje davanti da la mattina a la sera Uh e saddento lindice saverebbero da rivoltar ne la polvere come li cani dalla rabbia de vedemme ingrassa E ccusi quanto un ber giorno er fiele je farebbe n botto come a certi morti Pah e te li vedressi a casca davanti verdi E tu allora gli avressi da mette un piede addosso e dije Ve sta bene ve sta brutti puzz Come nun dico giusto Che ci hai da scotere il capo Io non ho nemici mio caro disse il principe senza levare gli occhi attenti e lucidi da quel monte di bucato che calava lentamente la nel retrobottega Ah impossibile urlo Cecco Non ne ho ribatte laltro oppure non so di averne il che vale tanto come non averne E allora Che cerchi Tutto il male che ho avuto nella vita disse lentamente il principe me lhanno fatto quelli che mhanno voluto bene Gli amichi li parenti Ammazz No no no no grido il principe No non si tratta di falsi amici ne di parenti malvagi Sono stati mio padre e mia madre che mhanno fatto il piu gran male Che me dichi Si Si continuo laltro con strazio anche mia madre Mhanno fatto credere in un mondo che mi piaceva tanto e poi sono morti e io son dieci anni che brancolo cercando e frugando per trovare quel mondo la capisci e non lo trovo non lo trovo perche non ce perche era una menzogna Tardi ma lho capito Eppure che cosa devo fare io se quello era lunico mondo dove mero preparato a vivere era lunico mondo dove avrei potuto vivere Perche mhanno ingannato perche Io non lo so Le bestie non fanno cosi Le bestie sanno che cosa bisogna insegnare ai loro piccoli perche imparino a vivere tra le bestie a nutrirsi a combattere a vincere Cecco rimase addirittura sconcertato strinse la bocca chiuse gli occhi come se si accingesse a pensare Ma a un tratto cambio rotta Afferro il litro riempi il bicchiere del principe e glie laccosto alle labbra senza dir verbo Il principe bevve Finche si fanno di quei discorsi li e segno che non si e bevuto abbastanza sentenzio Cecco Ci fu una lunga pausa durante la quale gli occhi gia lucidi del principe sembrarono annebbiarsi e tremare sotto il peso delle palpebre ma quando proprio pareva chegli dovesse addormentarsi tiro fuori una lunga lunga e strana risata senza rumore poi disse Sarai deputato sarai ministro ambasciatore la tua parola franca i tuoi studii i tuoi ideali sublimi ti porteranno in cima a tutti gli onori Abbozzo unaltra risata e poi con furore quasi grido Ma non sarebbe stato meglio dirmelo subito a che prezzo si aprano tutte le porte a qual patto si vinca veramente in questo sudicio mondo E due lacrime discesero brillando sul suo pallore Cecco rimase un pezzo a guardarlo imbambolato poi si giro sul panchetto scuotendo forte la testa e diceva ad alta voce ma come tra se Me pare de sogna Sha da di male de la Vita la vorrebbero piu bona piu condiscendente piu allegra Ma nun lo vedeno che tutto quello che arzigogola lo fa per diverticce poverina e pe ffacce ride E nossignori ce so certi ingrati che vonno piagne pe fforza je vonno fa le boccacce Eeh eeh e qui faceva certe strane boccacce di pianto da neonato E ffate come me che ve possino brucia vivi come Giordano Bbruno Fate come me che pijo tutto per gioco e rido de tutto che me spacco dal ride e manco Che ce fece Cecco rivoltandosi mezzo spaventato Testa de morto ancora con gli occhi socchiusi lo guardava e digrignava i denti e biascicava come volesse ridere e parlare Che diavolo gli voleva dire Vuotato il bicchiere che gli stava pieno davanti Testa de morto riusci a dire quel che voleva Oh te Si hai tanta voja de ride perche nun vai a da nocchiatina su a casa tua Detto appena questo straluno gli occhi e ricadde sul marmo del tavolino Sporca bestia senza padrone rantolo Cecco alzandosi Poi subito scosse le spalle e fece una gran risata e si rimise a sedere rivoltandosi al suo compagno Ma il principe non lo udiva ne lo vedeva piu Aveva ora gli occhi chiusi e sulle labbra un piccolo sorriso dolcissimo Rina lieta forse di esser vicina al termine del suo lavoro aveva incominciato a cantare una vecchia nenia dellAgro ed egli certo a quella nenia sera addormentato Cecco vedendo quel giovane stanco piegarsi lentamente verso il tavolino provo per lui un vero senso di protezione paterna e penso Guarda come saddormenta bene al canto Mica e un omo questo e un bambino je ce vorrebbe la mamma che laddormentassi cosi tutte le sere Ma quando Cecco si vide solo in mezzo a quella gente che pareva tutta morta ebbe paura di qualche cosa Volle ridere ma poi ci ripenso e capi che era inutile Che serviva ridere ora che quella sporca bestia quel Testaccia di morto gli aveva cacciato i suoi denti da cane nel cuore A un tratto si trovo nella destra un bisturi Come Quando laveva cavato dal suo astuccio senza avvedersene Se lo nascose presto nella tasca della giacca Salzo pian piano ando a guardare dai vetri delluscio poi lapri stette a contemplare la sua casetta li di faccia che sembrava un giocattolo dimenticato da un bambino sotto una pioggia di stelle Che ce vado a fa disse forte Cecco riscrollando le spalle Ma non si mosse dalla soglia delluscio E come si mosse fu per traversar la strada Servira pe ffaje una sorpresa pe daje un bacio che nun se laspetta Intanto il principe sognava Sognava una gran casa sulla piazza dun paese tutta imbiancata di fresco di dentro e di fuori piena di prosciutti di farina di panni lavati di galline di bambini ridenti dovegli era padrone e Rina era sua moglie Gli pareva di ritornare allora allora dalla caccia e di scaraventare il carniere in mezzo alla cucina per abbracciar presto la sua bella massaia E gli pareva di durare un gran pezzo a tempestarla di baci sul viso rosso infuocato finche alzando la testa vedeva sul muro appeso tra i prosciutti un ritratto antico dallabito uguale a quello di un suo antenato ma con la faccia di Cecco tale e quale che rideva e gli diceva movendosi Vedi vedi che la vita e allegra Vedi che avevo ragione io Allora aveva incominciato a ridere anche lui ma di cuore come non si ricordava di aver mai riso in tempo di sua vita e ridendo giu a scroscio guardava Cecco e gli ripeteva a perdifiato Grazie Cecco Grazie Cecco Grazie Cecco e il suo riso cresceva ancora e li appesa la faccia di Cecco gli continuava a dire Vedi Vedi che la vita e allegra Vedi che avevo ragione io Ma Cecco il vero Cecco a quellora allagava la sua casa di sangue E la povera Rina cantava ancora IL CAVALIER ALLEGORIA Seconda domando il facchino correndo avanti Prima rispose il cavalier Allegoria con lo stesso calore con cui noi grideremmo Viva lItalia Tutto per lei grido il facchino spalancando lo sportello duno scompartimento vuoto e facendovi quasi volar dentro la valigia che portava Piano piano un po di riguardo per quello Iddio E vera vacca strillo il cavaliere arrivando tutto ansante e saltellante Poi subito rigirandosi di qua e di la in gran fretta e battendo le mani presto presto incomincio a gridare Giornalaio Birraio Psss Cuscinaio Sigaraio Psss Molti viaggiatori corsero ai finestrini credendo di vedere qualche cosa di molto interessante Ma rimasero male perche videro solamente un omino rubicondo e ritondetto tutto vestito a nuovo tutto lustro che con un vertiginoso crescendo comperava due cuscini tre riviste quattro giornali cinque sigari e che avrebbe forse bevuto sei bicchieri di birra se il controllore non lo avesse fatto salir su in gran fretta che il treno si muoveva gia Appena serrato nella tiepida e morbida gabbia di velluto rosso il nostro cavaliere si soffio il naso con un fazzoletto di seta gialla sfacciatamente profumato alla violetta indi si sgravo di un bel soprabito nero con fodera di seta ed apparve in una mirabile giubba a falde nuova fiammante Ah quanto mai doveva piacere al cavaliere quel suo vestito Ce ne volle prima che si saziasse di mirarselo Ma pure alla fine seppe staccarne gli occhi e calcatosi in capo uno smagliante berretto a scacchi e arricciatosi con infinito amore certi suoi piccoli baffi biondicci dinanzi ad uno specchietto tascabile si sprofondo soavemente nel molle sedile e si concesse il lusso di pensare E dire che io ero cosi contrario a questa guerra penso il cavaliere Invece ci ho messo pancia e portafoglio Due buoni amici Eh eh eh Ma chi lavrebbe mai detto Mi si riconoscevano delle qualita questo e indubitato Delle belle qualita di organizzatore Allegoria di qua Allegoria di la Nei balli per esempio nei funerali ero desideratissimo mi si trovava addirittura geniale qualche volta ma che avessi il bernoccolo del grande affarista questo non se limaginava nessuno E nemmen io me limaginavo Ci voleva la guerra per quello Iddio Grande rivelatrice dicono bene i giornali Pero tutto sommato mi sembra ancora un sogno Un gran bel sogno Ripensare a quel primo affaretto dei binocoli dove rischiai tremando lo stipendio di un mese E stata una fungaia uno ha tirato laltro e sempre uno piu grosso dellaltro fino a questultimo delle borraccie Pare uno scherzo un problemino per la prima elementare Mezzo milione di boraccie di guadagno per borraccia Un milione di soldini Ah santa santa Guerra me lo potevi dir prima Gia me lo sarei dovuto imaginare la Guerra e donna e le donne per me hanno sempre avuto un debole Oh Oh guarda come me venuta carina senza cercarla esclamo a questo punto il cavaliere e si concesse un buon quarto dora di riposo mentale Veramente riattacco poi a pensare in mezzo a tante rose la spina cera Quel povero ragazzo il sangue mio la sullIsonzo proprio dove se le danno piu grosse Che me ne sarei fatto di tutti questi bei denari se il mio Ginetto Ba ba ba non ci pensiamo nemmeno se no addio digestione Al diavolo i neri pensieri che anche questa e gia per meta accomodata Il ragazzo ha saputo ammalarsi a tempo Adesso tocca a me a far laltra meta La piu difficile Ma non sono il cavalier Allegoria se io non mi riporto a casa il mio Ginetto riformato Getto nel portacenere il primo Avana accese il secondo e sorprendendosi in una magnifica posa da banchiere rientro trionfalmente nel primo tema della sua muta sinfonia Sissignori il salto e stato bello da duemila e tre a capitalista Eppure e cosi Chi minvidia crepi pure ma non ce rimedio Bisogna vedermi viaggiare in prima vestito come un mylord con un sigaro in bocca che sembra una salciccia proprio come un vecchio re della finanza Vecchio del mestiere intendiamoci non di eta perche mi sento per quello Iddio certi fumetti per il capo questa sera peggio che a ventanni A proposito guarda questi magnifici cuscini se non par che dicano Cherchez la femme E perche no A che cosa serve viaggiare in prima e di notte se non si cerca un po di avventura Una soffiatina alla cenere della manica un biscottino a quella del ginocchio unaltra amorevole occhiata allo specchietto un po di essenza di violetta alla punta dei baffi una pastiglia di menta in bocca un buon colpo alle reni per star piu dritto e il rotondo cavaliere infilo brillantemente il corridoio Non era passata mezzora che schizzando fuori tutto rosso e scomposto da uno scompartimento di seconda Che tempi gridava Non si puo piu offrire i propri servigi ad una signora che si buscano dei mezzi ceffoni con tanto di minaccia di tirare il campanello dallarme E una bella porcheria Dopo tutto ero io che mi degnavo di viaggiare in seconda per farle compagnia Cosi brontolando e soffiando sballottato goffamente un po di qua un po di la andava andava pieno di dispetto di carrozza in carrozza Ma non dimenticava la sua brava sbirciatina ad ogni scompartimento e via via strideva Ufficiali sottufficiali caporali e soldati soldati caporali sottufficiali e ufficiali ma non ci son dunque piu donne in Italia Senza avvedersene trasportato dal suo bollore era passato in una carozza di terza Ad un tratto getto un vero e proprio urlo La sua faccia divento bianca come una rapa poi ritorno il doppio piu rossa di prima le gambe furono in forse su quel che dovesser fare ma finalmente rigirarono il loro rotondo padrone e lo riportarono pari pari in gran fretta al suo solitario scompartimento di prima Che mai aveva veduto di cosi spaventoso il nostro cavaliere Aveva veduto suo padre Si Purtroppo data la solidita del suo sistema nervoso impossibile sperare in una allucinazione In fondo a quel corridoio di terza a pochi metri da lui dritto davanti a un finestrino aperto sfidando col petto quadrato la stellata tramontana fierissimamente puntellato alle sue stampelle cera suo padre Dove poteva mai andare quel vecchio invalido che da dieci anni almeno non saliva in un treno e che neanche per il terremoto del aveva voluto passar la notte fuori di casa E poi ad onta di quel mezzo accidente che gli era preso non aveva il nostro cavaliere benissimo veduto la barba paterna accuratamente rasa e nella bocca paterna una certa famosa pipa di schiuma e sotto la giacca paterna tanto di camicia rossa E potevano forse mancare appuntate a quella camicia le relative undici medaglie Altissima tenuta dunque compiuto assetto da gran cerimonia Non vera dubbio possibile Padre e nonno avevano la stessa meta il loro Ginetto ammalato Appena rimesso a posto il sangue il cavalier Allegoria recapitolo la sua posizione napoleonicamente con due parole Siamo fritti Pero soggiunse dopo cinque minuti di abbattimento possediamo ancora due superiorita sul nemico Prima lo abbiamo individuato senza scoprirci Seconda disponendo di mezzi fisici e finanziari superiori potremo precederlo e difficoltargli lazione E fiero di questo inaspettato risveglio del suo spirito nonche della terminologia gia cosi bene assimilata in soli sedici mesi di guerra europea assicuratosi bene che le piccole falde gli aderissero senza pieghe allungo senzaltro la sua breve persona sui molli cuscini chiudendo languidamente le palpebre Linvocato sonno non tardo a venire e duro tutta la notte e fu uno di quei sonni dolci e ristoratori quali la coscienza concede a coloro che per tempo lhanno avvezzata a star zitta E fu lui infatti il nostro roseo cavaliere il primo ad arrivare al modesto ma incantevole ospedaletto che la piccola citta di Riviera aveva offerto ai soldati dItalia Quando il vetturino a capo di unerta fermo i suoi due cavallucci ansanti e fumanti al fresco mattutino e disse Siamo arrivati il cavaliere calcolo che nella peggiore ipotesi unora di vantaggio sul nemico gli fosse garantita dalla lunga e faticosa strada e diede una rapida occhiata al suo prossimo campo di battaglia Era un delizioso albergo cinto di rose eternamente fiorite di palme eternamente verdi e di aranci allora carichi di frutti preso e trasformato dun tratto in ospedale Era stata cosi rapida la trasformazione che lallegro edifizio non se nera nemmeno accorto e seguitava ad offrire con sorridente furberia le sue bellezze come se ci fosse ancora il bureau incaricato di metterle in conto Carino disse il cavaliere poi scese dal legno e penso Per quello Iddio qui bisogna fare unentrata memorabile Si nascose nella mano un bel foglio da cinque e si diresse a un soldato anziano e magrissimo che stava sulla porta Siete il portiere dellospedale Sissignore Io sono il cavalier Allegoria padre del sottotenente Rallegramenti Secondo piano camera salga pure interruppe il soldato Va benissimo continuo il cavaliere cercando di infilare il foglio da cinque nella destra del soldato ma siccome la buona regola insegna a incominciare sempre dal farsi amico il portiere e avro veramente bisogno di voi per certe informazioni Che cose questa roba disse il soldato sentendo quel solletico dentro la mano e siccome era un po miope porto il foglietto cosi vicino al naso che parve lo volesse annusare Ah cinque lire Beverete alla mia salute Questo poi no signor cavaliere rispose semplicemente il soldato non e tempo di bere questo Adesso glie lo faccio vedere io che cosa deve farne dei quattrini se ne ha troppi Guardi lei mette queste cinque lire io ci metto due soldi piu non posso capira ero spazzino e ho cinque figlioli piccoli facciamo un bellinvoltino cosi e lo ficchiamo qua dentro Ecco fatto Va bene Il cavaliere guardando a occhi sbarrati le sue cinque lire precipitare con i due soldi del soldato dentro una cassetta bianca su cui splendeva una croce rossa non pote fare a meno di esclamare Che tempi Gran tempi esclamo il soldato Gia Precisamente si affretto a confermare il cavaliere Vorrei pero un piccolo piacere da voi Se posso volentieri E semplicissimo tra unoretta circa arrivera qui un veterano garibaldino con una gamba sola e chiedera anche lui del sottotenente Allegoria Bisognerebbe farlo aspettare qui e venirmi ad avvisare perche non desidererei incontrarlo Vada pure Grazie tante fece il cavaliere e infilo in fretta le scale lasciando nellaria pregna di acri odori detere e di iodoformio una larga scia di violetta Al primo pianerottolo si arrese allinvito di un gigantesco specchio Si fermo Si rigiro da destra e da sinistra Che meraviglia Il suo Ginetto sarebbe restato allibito vedendolo e si sarebbe finalmente formato un giusto concetto del valore del suo papa Ma insomma direte voi lo scopo del cavaliere era quello di vedere il figlio o quello di farsi vedere dal figlio Che colpa ne ho io vi rispondero se era piu questo che quello Del resto il cavalier Allegoria era logico Possedeva un cervello capace di ridurgli qualunque cosa per grande che fosse alla sua statura metri Perche non servirsene anche di fronte a questa immane guerra europea che spaventava tutti Ed eccovela ridotta alle proporzioni di una nana rumorosissima ma quasi innocua per chi sa scansarsi a tempo Ragione per cui il fatto che il suo Ginetto vi avesse preso parte il fatto chegli si fosse trovato viso a viso col feroce nemico in quelle furibonde tempeste dodio e di fuoco dove si fucinano anime giganti aveva per il cavaliere una scarsissima importanza Se ne era valso questo si in certi casi come si era valso del passato glorioso di suo padre al momento opportuno per stringere utili conoscenze per far bella figura al caffe per concludere i suoi buoni affari guerreschi Ma se nera valso con la ferma persuasione che quella roba avesse soltanto un valore apparente e transitorio un valore da brillante chimico che bisognava abilmente sfruttare alla luce artificiale del momento Che coserano i grandi sacrifici di averi e di persona che costituivano la gloria di suo padre ridotti alla statura di metri Errori giovanili Per il povero Ginetto no non era il caso di parlar di errori Lavevano strappato dalla tranquilla casa paterna dal suo studietto davvocatino che gia prometteva dal suo Tennis che gli piaceva tanto e la di botto in quellinferno Tutto quello che si puo fare in simili frangenti e riportare la pelle a casa e il suo Ginetto laveva saputa riportare se non proprio a casa per lo meno allospedale cioe a meta strada E questo secondo lui era il vero merito del suo Ginetto ne pensava a contestarglielo Ma per Dio lui nel frattempo aveva messo insieme un patrimonio e questo via siamo giusti era un merito un po maggiore Ridotta in questi termini la questione cioe alla statura suddetta di metri non vi sembrera piu strano che il cavaliere andasse a quella visita piu per essere ammirato che per ammirare Ma la prima impressione del figlio alla vista del padre dovette essere alquanto diversa da quella che il cavaliere sentiva di meritare Come va che al mio ingresso ti sei tutto rabbuiato Chi aspettavi Io rabbuiato ma ti pare papa balbettava il giovane Scommetto che non avevi riconosciuto il tuo vecchio papa in questa superba mise grido a un tratto il cavaliere tutto felice di avere col suo pronto ingegno spiegato il segreto di quella impacciata accoglienza Scommetto che alla prima occhiata hai pensato Chi puo essere questo mylord che mi viene a trovare Gia gia proprio cosi esclamo il giovane sorridendo amabilmente alla scusa offertagli Gia non tavevo riconosciuto Non taspettavo proprio capisci tavevo tanto raccomandato di non venire di non fare questo viaggio cosi lungo per cosi poco Puff Lungo questo viaggio in prima classe Tutto un sonno non me ne son nemmeno accorto Ma la spesa Scioccherello Non sai che tuo padre e diventato un capitalista Eppure nelle mie lettere ti devo aver accennato Ma si ma si E dunque Altro che spesa di viaggio mio caro Son venuto armato di buoni fogliettoni da mille e disposto a farli scivolare dove sara il caso soggiunse abbassando il tono della voce e strizzando locchio Che cosa vuoi dire chiese con gran vivacita il giovane fissando il padre e facendosi scarlatto fin tra i capelli Per quello Iddio hai ragione mormoro il cavaliere in questa razza di ambienti le mura hanno orecchie Ma che coshai Perche diventi cosi rosso Come E la verg Che diavolo dici La vergogna La vergogna di che Perche ti mordi cosi forte le labbra Bah io non ci capisco niente parola donore E cosi dicendo si giro sul tacco e fece una passeggiatina per la camera Che sole Che clima disse affacciandosi alla finestra Una villetta in Riviera non sarebbe mica una cattiva idea Eh Eh che ne dici Sei un po pallido ora Troppo pallido per quello Iddio esclamo ritornando verso il letto del figlio Che vuol dire hai qualche doloretto forse A proposito non ti ho nemmeno chiesto quale sia precisamente la tua malattia Nella tua lettera ti sei dimenticato di dirmelo Oh niente niente un po di reumatismo brontolo il giovane Reumatismo Ma bravo Ginetto sussurro il cavaliere Malattia che si presta benissimo a un po di gioco di bussolotti Mi sono approfondito in materia Siamo a cavallo caro mio Ti riporto a casa quante vero chio son dritto qua Vedrai Ginetto che studiolo chic metteremo su e ti portero i miei affari che son meglio dei tuoi e faremo quattrini a palate e marcerai anche tu con stivaletti da trentotto lire come questi e vestiti da centocinquanta come questo Pensa che effettone quando ritornerai tra le signorine del tuo Tennis Son tutte in attesa dun reduce il primo che arriva se lo mangiano Tinvidio un pochetto sai ma come si fa Sono o non sono il tuo vecchio papa Qua un bellabbraccio Non posso muovermi bada si affretto a gridare il giovane Per quello Iddio Anche le braccia reumatizzate Vero reumatismo articolare diffuso Ma allora andiamo a gonfie vele Non muoverti ti daro io un bel bacione Dopo di che smetteremo di dir sciocchezze e parleremo un po di cose serie Sarebbe ora disse secco il giovane Come sarebbe a dire chiese il cavaliere increstandosi Ma che so io fece il giovane seccato poi soggiunse inzuccherando un po il tono Veramente papa non mi so proprio spiegare perche mi siano uscite di bocca quelle parole Non ti sai spiegare esclamo il cavaliere come illuminato da un lampo di genio Ebbene te lo spiego io Tu sei affetto da choc nervoso Lo avevo sospettato fin dal principio della nostra conversazione ora ne ho la riprova inconfutabile Vengano a negarmelo se possono Choc nervoso Choc nervoso per quello Iddio Faremo resultare anche questo non aver paura Ginetto mio Metteremo in bella luce anche questo e vinceremo vinceremo noi Senza affatto considerare la strana figura che faceva fare a quella parola vinceremo usandola in quel senso e parlando a un soldato il nostro ineffabile cavaliere inarco le bionde sopracciglia sbuffo e soggiunse Eppure tutto questo magnifico edifizio puo precipitare Si figlio mio Questa e la cosa seria di cui ti volevo parlare Provati un po a indovinare chi viaggiava nello stesso mio treno stanotte Io non so come diavolo sia venuto a sapere che tu Il nonno grido il giovine e il grido parve uno scoppio Oh guarda guarda osservo un po turbato il cavaliere Come va questa faccenda Lo sapevi No lho detto cosi per dire perche veramente questa notte mi son sognato che veniva a trovarmi Bel sogno per quello Iddio Io alleta tua facevo dei sogni piu divertenti grido senzaffatto ridere il cavaliere e poi riprese infuocandosi man mano Ma intanto il sogno e triste realta tra mezzora quello arrivera qui in tenuta di gala mettera sossopra lospedale con quella sua voce di basso profondo verra qua al tuo letto per dimostrarti che non hai niente che devi rialzarti e ritornare lassu come fece lui quando simbarco a Quarto con le coliche ti rovescera addosso tutta la storia dItalia ti pungera nellonore si sa che quello alla tua eta e sempre un punto debole e tu cascherai come un imbecille e cosi il nostro bel piano di onesta felicita famigliare se nandra in fumo E non e il primo che ci manda allaria quello la con i suoi principi inderogabili con i suoi idealismi da racconti per linfanzia Ricordati non per nulla tu gli appioppasti il titolo di Catone il censore Dunque in gamba ragazzo mio se ti preme di mettere la pelle al sicuro la ricetta te la do io non gli lasciar aprir bocca Urla piangi accusa dolori strazianti pronunzia parole senza senso comune Bisogna commuoverlo bisogna fargli perdere la bussola bisogna rimandarlo a casa persuaso che tu sei moribondo Non ce altra via di salvezza E sta in te Io purtroppo non ti posso aiutare di presenza Sai che io lo rispetto lo venero se vuoi ma e inutile e sempre stata lunica persona capace di farmi uscir dai gangheri Ora poi le nostre relazioni si sono ancora piu tese in seguito a un certo suo rifiuto di presentarmi a un suo vecchio amico compagno di garibaldinate che aveva in mano un affare meraviglioso e cercava un socio onesto e capace Per quello Iddio Era bene il caso di presentarmi non ti pare Dalla rabbia ero arrivato a offrirgli mille lire Capisci Mille lire per quattro parole un po calde con quella miseria che si ritrova Ebbene niente duro come un macigno E laffare lha fatto un altro e ci ha guadagnato quindici mila lire un imbecille tra parentesi che e finito in prigione Hai capito Questi sono i suoi eroismi Dopo avere dilapidato il patrimonio di casa e ridotto me a fare il misero impiegatuccio adesso vuole anche impedirmi di approfittare del momento fortunato che attraversiamo per rifare un po di quello che lui ha disfatto Insomma concluse il cavaliere al colmo del bollore afferrando lorologio Son le dieci per quello Iddio Il nemico e alle porte Ritornero oggi a sentire lesito della battaglia Siamo intesi Pensa alla pelle Pensa al papa col portafogli pieno Pensa alle signorine del Tennis Addio Ma non aveva ancora posato la mano rossa e fremente sulla maniglia delluscio che il corridoio fu invaso da un rombo umano accompagnato da un frastuono di macchina E lui grido il cavaliere esterrefatto Quel cretino di portiere non me lha fermato un corno Gia che cosa vuoi aspettarti da un uomo che non conosce il valore del denaro Ma adesso come faccio a scappare Bada che io non voglio assolutamente vederlo a costo di nascondermi sotto il letto a costo di Quella porticina a muro dove mette nella camera accanto Mi rimanderanno indietro No no non e una camera e e Ma e quello che ci vuole per me allora perche non me lhai detto subito figlio mio E il profumatissimo cavaliere scomparve dietro il segreto usciolo nellattimo stesso in cui laltro uscio si spalancava sotto limpeto del massiccio eroe garibaldino Nonno grido il ragazzo scintillando di gioia e cercando di alzarsi sul gomito destro Figliolo mio caro tuono il vecchio arrivando al letto con due soli tremendi colpi di stampelle E salva la gamba Salva nonno esclamo il ragazzo non si taglia piu in quaranta giorni guarisce La mano invece me lhan dovuta tagliare vedi E stato ieri a questora era troppo fracassata non cera rimedio Ma non aver paura ci ritorno lo stesso alle mie trincee sai Ho gia steso la domanda me lo devono accordare e la sinistra Il vecchio aveva fatto un passo indietro come per godersi intero lo spettacolo di quella creatura fatta a imagine sua come provasse finalmente per la prima volta la gioia davere un figlio Parve che dalla sua bocca convulsa volesse uscire un torrente di parole Ma ne ruggi due sole Viva lItalia E afferrata con feroce tenerezza la testa del ragazzo scoppio in un pianto dirotto E il cavaliere Allegoria Sta bene dove END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK STORIE DA RIDERE E DA PIANGERE A Word from Project Gutenberg We will update this book if we find any errors This book can be found under httpwwwgutenbergorgebooks Creating the works from public domain print editions means that no one owns a United States copyright in these works so the Foundation and you can copy and distribute it in the United States without permission and without paying copyright royalties Special rules set forth in the General Terms of Use part of this license apply to copying and distributing Project Gutenberg electronic works to protect the Project Gutenberg concept and trademark Project Gutenberg is a registered trademark 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